martedì 20 aprile 2010

POESIE E MUSICA PER L'ANIMA


Il Mago dice :
Benvenuto nella pagina dedicata alla poesia e alla  musica per l'anima,
se sei stressato , stanco , oppure vuoi solo rilassarti dopo una
giornata di lavoro , o ancora se vuoi ricaricarti con l'energia della musica
 e le parole delle poesie  sei nel posto giusto ....
la musica e le poesie di seguito sono   magiche e sono state 
 selezionate appositamente per rinfrancare l'anima..
buona lettura e buon ascolto..








TU DORMI
"Tu dormi tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo dormire
e ciò mi fa soffrire.

I tuoi occhi chiusi il tuo gran corpo disteso
è meraviglioso ma tutto ciò mi fa piangere
e improvvisamente ecco tu ridi
tu ridi a scrosci dormendo
dove sei in questo momento
dove sei andato dimmi la verità
forse con un'altra donna
lontano lontano in un altro paese
e con lei tu ridi di me.

Tu dormi tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo dormire
e ciò mi fa soffrire.

Mentre tu dormi non so se mi ami
mi sei vicino ma anche così distante
io sono tutta nuda e te aggrappata
ma è come se fossi assente
e sento tuttavia battere il tuo cuore
non so se batte per me
non so niente non so niente
vorrei che il tuo cuore si fermasse
se un giorno non mi amassi più.

Tu sogni tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo sognare
e questo mi fa piangere.

Tutte le notti io piango tutte le notti
e tu tu sogni e tu sorridi
ma questo non può più durare
una notte certo io ti ucciderò
e finiranno allora i sogni tuoi
e siccome son decisa a togliermi la vita
anche la mia insonnia finirà
I nostri due cadaveri riuniti
insieme dormiranno nel gran letto.

Tu sogni tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo sognare
e questo mi fa piangere.

Arriva l'alba e subito ti svegli
ed è a me che tu offri un sorriso
sorridi con il sole
ed io non penso più alla notte
tu dici le parole sempre uguali
- Hai passato una buona notte?-
e come ridestata io ti rispondo
- Sì mio caro ho dormito bene
e come ogni notte t'ho sognato"

Jacques Prevert











 


IL GIARDINO


Qualcuno nella notte piantò
un seme nel giardino di un uomo
lasciando che al suo risveglio
fosse lui ad occuparsi
di quella crescita.
Ma un vento dispettoso
nato appositamente con
lo sbocciare di quell’evento,
seppur fosse di poco conto,
piegò al suo volere
le prime foglie appena nate.
L’uomo non dette molta importanza
a quel vento e non la diede neppure
a quel che gli era stato donato
tant’è che incurante di quell’accaduto
lasciò al caso la crescita di quel germoglio.
Fu così che per varie volte

nella successione delle stagioni
la circostanza si ripropose
distruggendo quel poco che l’uomo aveva fatto.
Benché altri si presentarono per aiutarlo
nessuno fu mai in grado di portar
la protezione necessaria per quella crescita,
questo perché solo chi ne era possessore
disponeva di quella facoltà,
così come di entrare in quel giardino
luogo che lo stesso custode
dopo del tempo chiuse.
Passarono le stagioni
ma nulla cambiò
finché ne giunse una dal caldo così torrido
che seccò la linfa di quelle già deboli radici,
appassendo i pochi steli appena protesi.
Ma neanche quella disgrazia distolse
il padrone di quel luogoimpegnato

 come era in altre faccende.
Molti lo videro innalzare il suo ego,

accrescere molteplici passioni,
pronto a fortificare i propri beni.
Nonostante gli evidenti danni
causati dalla sua incuria
pensò che prima o poi l’acqua del cielo
avrebbe provveduto alle sue mancanze,
ma quando questa venne
non avendo messo nessun contenitore per conservarla
così come scese, passò in fretta,
dissipata come lo sono i denari non guadagnati
con la propria fatica.
Questo causò alla pianta danni tali
che fu ridotta in fin di vita,
tanto che lo stesso giardino
venne anch’esso meno al suo rigogliar.
Anche gli alberi si fecero spogli
e i fiori persero avvizzendo i colori.
Così fu per i frutti,
caduti in terra perché non colti.
L’uomo oramai posseduto e in balia
del vento divenuto nel frattempo impetuoso,
abbandonò del tutto la custodia
di quel che gli fu affidato all’inizio dei propri giorni.
Corrotto da altre passioni,
divenute oramai tormenti,
era in preda di sofferenze e dispiaceri
di cui lui stesso ora ne prendeva coscienza.
Fu così che in breve
rovi e spine presero di quel giardino ogni spazio
causando l’impoverimento della stessa terra.
Anche la piccola pianta incolta
in poco tempo sparì sotto l’immensa coltre,
avvolta da ogni tipo di sterpaglia,
il che causò la perdita della luce del sole
e di conseguenza l’esaurimento di chi
abbandonato è al proprio destino.
Così giunse di nuovo la notte
e l’uomo si ritrovò da solo
come quando nacque.
A vederlo sembrava assomigliare a quel giardino
e che la pianta fosse ad un tratto la sua anima
la stessa che tante volte gli chiese aiuto.
Si racconta che un giorno
fu lui a chiederlo e lo fece al vero proprietario
di quel che un tempo era un paradiso
ricolmo di ogni fiore e frutto.
Lo chiese con il cuore in mano
e con le lacrime agl’occhi
chinando il capo proprio verso
dove era stata seminata quella pianta.
Qualcuno narra che allo scendere di quelle lacrime
qualcosa accadde, ma non starò
qui a dilungarmi oltre,... provate ad immaginarlo,
come se voi stessi foste di fronte a quell’uomo.
Posso solo dirvi che ora
vende i frutti di quel che ha creato,
...ora che i rami di quella pianta
divenuti albero toccano il cielo.


Enrico Carlostella











IL CONFINE

Domani amico mio mentre attraverserai
il confine che ti porterà ad esser uomo,
prova ad immaginare quel giorno
come fosse l’ultimo.
Sarà sufficiente azzerare il
tuo orologio biologico,
chiudendo gli occhi
cancellando quel sai
spazzando via
quel che sino ad ora sei
A quel punto apri gli occhi
e verifica di esser nato in quel momento,
ti basterà aver dimenticato il tuo nome,
non capire dove sei, e avere
nei polmoni il profumo di quello che
crescendo si dimentica …
il respiro della vita.
In quel mattino concediti il silenzio
e vesti il mondo dei tuoi colori preferiti,
spalmati le labbra di sapori
e musica l’aria non di concetti, ma di poesia.
Se riuscirai a pescare
in quel lago dove il cielo si specchia
provando ad immaginare
che in quel creato tu sei
una parte di chi si riflette come te,
allora sarai al cospetto
non di un termine,
ma dell’eternità.









L'INFINITO

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
- Giacomo Leopardi




CANTICO DEI CANTICI
"Sul mio letto durante le notti ho cercato colui che la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Lasciami levare, ti prego, e andare in giro per la città;
nelle strade e nelle pubbliche piazze
lasciami cercare colui che la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Le guardie che facevano la ronda nella città mi trovarono:
'Avete visto colui che la mia anima ha amato?'
Le avevo appena oltrepassate che trovai colui che la mia anima ha amato.
L'afferrai, e non lo lasciavo andare,
finché l'ebbi introdotto nella casa di mia madre
e nella stanza interna di colei che era stata incinta di me.
Vi ho posto sotto giuramento, o figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle o per le cerve del campo,
di non cercar di svegliare né di destare [in me] l'amore
finché esso non vi sia incline"
- Salomone


NEL CIRCO DELLA NOSTRA VITA
Ogni giorno sotto un tendone di stelle
come pagliacci entriamo in scena
nel circo della nostra vita.
Nel breve spazio di un tempodeterminato dal destino,
volteggiamo nelle circostanze della storia.
Siamo attori senza copione,
acrobati senza rete, siamo uomini
e donne, credenti e peccatori, ma in entrambi i casi,
volgiamo lo sguardo al cielo…
illusi che qualcuno ci guardi.
Forse con la paura di venir giudicati,
forse con la speranza nel cuore.
Così continuiamo a gridare, mentre altri
come noi ci fanno saltare in cerchi di fuoco,
illusi ancor di più che
qualcuno ci …ascolti.
Forse questo accade
quando crediamo di avere tutto a disposizione
senza esser in verità possessori di niente.
E così, mentre la ragione e il dolore dispongono
della nostra vita, ci accorgiamo di essere relegati
in questa prigione senza sbarre,
dove tutto è delimitato da un filo invisibile
che indica il confine con la libertà,
un posto che nessuno ha mai raggiunto.
Ogni giorno sotto un tendone di stelle
ballo in equilibrio con accanto i desideri,
tentazioni che senza tregua mi confondono,
rendendo la certezza delle cose
solo un immagine artificiale della vita.
Accade così di cadere nell’errore.
Basta una valutazione imprecisa,
un passo azzardato, un tempo sbagliato,e tu, sei giù nella polvere…sotto i riflettori
di chi inflessibile ti infligge una pena,
ma agli altri poco importa, indaffarati come sono
a provare i propri esercizi.E così aspetto che si abbassino le luciche il pubblico pagante mi lasci solo nella scena,in quel momento nel silenzio generale
della mente…m’accorgo di me e dei miei pensieri,
m’accorgo del mondo e della vita
e poi di te…che nell’alto del tendone
volteggi da un trapezio all’altro
assomigli anche tu ad un passero
che non trova via d’uscita…eppure
quel Dio di cui si parla dicono che un giorno ci salverà.
Ma quando? Allora, m’accorgo di quell’inutile mio aspettare
ed è per questo che Domani, salirò la fune che porta
al trapezio più alto,
…se tu vorrai,
lì in quel momento, proverò insieme a te
quel triplice salto mortale
che nessuno da tempo per paura prova più.
Lì, in quel momento, varchèrò la soglia
che delimita la nostra libertà,..
anche se la vedessimo solo per un istante,
proveremo ad altri
che quella libertà esiste…esiste…esiste.
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DAI IL MEGLIO DI TE

Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa' il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa' il bene
L'onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te
Madre Teresa di Calcutta






SOLO PER OGGI


Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi
della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.
Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.
Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta lavita.


Papa Giovanni XXIII