venerdì 30 dicembre 2011

LE PAROLE MAGICHE



Il Mago dice che:


IL GRANDE POTERE DELLE PAROLE

E' RICONOSCIUTO NEI TESTI SACRI 

DI TUTTE LE RELIGIONI DEL MONDO

FIN DAI TEMPI ANTICHI.

DI SEGUITO VI ELENCHERO'

ALCUNE PAROLE PERRAFFORZARE

LA PROPRIA VOLONTA'.


Tutto è magia , tutto è energia , una parola giusta al momento giusto ,un dolce sguardo che scalda il cuore,un movimento eseguito con determinazione e fermezza.
Il potere delle parole è immenso, e quelle giuste , dette con grande convinzione , volontà e determinazione, possono  sbloccare alcune situazioni o certi stati psicofisici .
Le formule producono producono effetti positivi e danno il modo di migliorare la propria vita , e non bisogna dimenticare che la volontà si deve usare solamente per il bene , e le parole si possono usare anche per aiutare le persone che hanno bisogno di aiuto.

Istruzioni per le parole magiche.

Queste formule si possono pronunciare ovunque, ripetute alcune volte di seguito, o anche più volte durante la giornata.
Quando vengono pronunciate , la mente deve essere libera,serena,e rilassata e bisogna credere in quello che si dice per emanare più energia.
Prima di pronunciare le parole magiche, bisogna inspirare profondamente con il naso, espirando dalla bocca lentamente a più riprese , per marmonizzarsi e mettersi in condizioni ottimali.
Se i risultati  sono nulli o molto scarsi, significa che non siete molto convinti, poichè la mente dell'uomo ha una forza impressionante, e con le parole giuste ha un supporto energetico decisivo.
Quando avrete ottenuto il risultato voluto non serve più ripetre le frasi.. potete comunque ripeterle ogni tanto quando ne sentite la necessità.

LE FRASI MAGICHE SONO:

  • Per attirare a sè persone o esseri positivi: BONA ALLICIO -queste parole aiutano ad incontrare persone positive da frequentare ripetere più volte al giorno per alcune settimane.
  • Per diventare più ottimisti:BONUM INTELLEGO OMNIA-l'ottimismo fa vedere il lato positivo delle cose e attira eventi positivi. Chi è solare ma sta passando un brutto periodo deve ripetere la frase per poco , chi è di natura pessimista deve ripeterla per più tempo.
  • Per potenziare e riprendere leforze fisiche quando vengono a mancare: VIRES RECIPIO ATQUE AMPLIFIKO -si deve usare domo un grande sforzoe quando nn si hanno forze a sufficienza per far fronte a certe situazioni  o la vita quotidiana.
  • Per purificare cristalli e oggetti del regno minerale: STATIM PURGO METALLO - Pronunciando questa frase , pietre e cristalli si puliscono dalle negatività che potrebbero aver assorbito.
  • Per eliminare i complessi di inferiorità: LARCH TOLLO -(leggere larc con la c di ciò) ,l'effetto può essere duraturo nel tempo , ma può anche essere limitato e in questo caso bisogna ripetere la frase più volte ed avere fiducia in sè stessi.
  • Per vincere le paure indefinite e vaghe: PAVOREM ASPEN TOLLO - Quando si ha paura e ci si trova davanti a problemi che sembrano insormontabili e si sente il bisogno di essere protetti per paura che possa accadere qualcosa , ripetere più volte questa frase può essere di grande aiuto.
  • Per nutrire più fiducia nei propri mezzi : ELM TOLLO -queste parole aiutano all'istante ad aumentare la fiducia in cio che si sta intraprendendo.
  • Per vincere la timidezza : TIMIDITATEM ET VERECUMDIAM DOMO -Questa frase aiuta ad acquisire più consapevolezza della propria capacità di comunicare e di risolvere i problemi.
  • Per combattere gli attacchi di panico: AB IMMOTO METU LIBERO -questo incantesimo dovrebbe essere recitato con quello delle paure vaghe e sconosciute . E' utile comunque per gli attacchi di panico improvvisi e ripetuti.
  • Per diminuire l'ansia : ANXIETATEM ANIMO TOLLO - Questa frase può dare sollievo fin dalle prime ripetizioni.
  • Per riequilibrare il proprio campo energetico :AEQUILIBRATUM ROBORIS CORPORIS REFE'RO - Questa formula serve per riequilibrare e riportare il corpo alla normalità, in special modo se si è entrati in contatto di energie negative che hanno alterato il nostro equilibrio naturale.
  • Per riequilibrare i chakra: AEQUABILITATEM CHAKRAS REFE'RO - (Leggere equabilitatem e ciacras ) I chakra sono centri energetici del corpo e il loro buon funzionamento mantiene in salute. Queste parole permettono di farli vibrare nella giusta frequenza e quindi di riequilibrare il corpo fisico, facendolo funzionare al meglio
Queste sono solo alcune delle parole magiche che ho trovato dopo una approfondita ricerca , ce ne sono tantissime , di tutti i tipi  e per tutte le necessità, e nn basterebbe il mio blog per contenerle...
vi ho messo soltanto alcune parole .. spero che facciano al caso vostro e vi aiutino nella quotidianità




sabato 10 dicembre 2011

ESPRIMI IL TUO DESIDERIO A BABBO NATALE

Il Mago dice che:




ESPRIMI IL TUO DESIDERIO  IN FONDO ALLA PAGINA

DOVE SI INSERISCONO I COMMENTI

FALLO IN MODO ANONIMO SE VUOI...
 SARA' LA TUA LETTERA A BABBO NATALE
 OPPURE ESPRIMI UN DESIDERIO
BABBO NATALE 
SICURAMENTE ESAUDIRA' 
IL TUO DESIDERIO..













domenica 20 novembre 2011

AL CINEMA CON ARCANO MISTERO





Il Mago dice che:


IN QUESTO POST METTERO' TUTTO IL MULTIMEDIA GRATUITO CHE TROVERO' SU INTERNET TENETE D'OCCHIO IL MULTIMEDIA DI ARCANO MISTERO NE VADRETE DELLE BELLE.... BUONA VISIONE    ...


i film qui inseriti non sono di mia proprietà 

pertanto qualora ci fossero problemi

verranno rimossi 



IL FILM DEL MESE:



  
van helsing








  








sabato 5 novembre 2011

IL NATALE DI UNA VOLTA




Il Mago dice che:


In questo pagina ho pensato di descrivere come si festeggiavano le feste natalizie tanti anni fa nella zona della provincia di modena  dove sono cresciuto  ... alcune cose le facevo anche io da bambino, perciò troverete scritte alcune poesie in dialetto modenese che avranno la traduzione a fianco.... ora nn si usa piu fare queste  cose .. cosi ho deciso di fare una piccola ricerca ed ecco cosa ho trovato.. buona lettura ...



 


Christmas Countdown


L'INCANTO PERDUTO




Il figlio di Dio nacque in una capanna al freddo e al gelo riscaldato solamente dal fiato di un bue e di un asinello mentre gli angeli cantavano :  Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. E' un annuncio che entrò subito nell'anima e nel cuore dei più umili fra gli uomini , ma purtroppo molti non lo vogliono ascoltare , quasi si sentissero sminuiti dal fatto che il loro dio sia nato tra la paglia in una capanna . C'è anche l'incapacità , generata dall'orgoglio e dalla superbia , di mettersi ad ascoltare, per assaporare e vivere la magia di un avvenimento che richiede di essere accettato e contemplato nella sua semplicità . Questa dote era più viva negli uomini di altri tempi , che guardavano il cielo per immergersi nel mistero della creazione di cui si sentivano parte viva ,beneficiati dalla generosità di un Dio che  aveva mandato suo figlio a rivelare il proprio progetto in modo che tutti potessero capirlo. L'incanto, il mistero, l'attesa, la gioia , si manifestavano nei riti nelle usanze ,nei doni , nei canti , nei sermoni ,nei cibi intesi come offerta e condivisione , come nei personaggi presenti nel presepio. E' questo l'incanto del Natale di una volta  che cerco di proporvi attraverso scritti, poesie di autori famosi ,uniti alle rime e dai sermoni che nascevano spontanei dal sentimento delle genti.






LA PIU BELLA STORIA DEL MONDO





Nel vangelo di Luca si legge che Cesare emanò un decreto che ordinava il censimento di tutto il mondo civile. Vi partecipò anche un falegname di nome Giuseppe , che doveva farsi registrare con la moglie Maria,che era in attesa di un figlio. Partì da Nazareth per arrivare a Betlemme dove si teneva il censimento , e quando vi arrivò si compirono i giorni della maternità,ma non avendo trovato posto in albergo, decise di deporre il figlio in una mangiatoia. In quella regione c'erano dei pastori che osservavano il proprio gregge , ed ecco che all'improvviso apparve un angelo del Signore che disse: Non abbiate paura , ho un messaggio per voi che darà gioia a tutte le genti, oggi nella città di Davide è nato il Salvatore , che è il Cristo Signore. Poi si unì una schiera di angeli che cantava : Gloria a Dio nell'alto dei cieli , e pace in terra agli uomini di buona volontà. I pastori andarono in tutta fretta e videro Maria , Giuseppe e il bambino adagiato in una mangiatoia e dopo aver visto raccontarono quello che era stato detto di lui. Nei giorni successivi , guidati da una stella luminosa, arrivarono dall'oriente i Re Magi , che secondo la tradizione erano 3 : Melkon , re dei Persiani che portava in dono  Mirra , Gaspar re degli Indi che portava incenso, Balthasar re degli Arabi che portava in dono oro. Giunti a Betlemme chiesero notizie a Re Erode, ma  non sapeva nulla, però era molto interessato alla vicenda. Nel congedarli Erode chiese loro di essere informato , ma I Re Magi , dopo aver trovato il Bambino , lo adorarono e scapparono di nascosto. Erode , temendo per la concorrenza al suo trono ,ordinò di trovare il bambino, ma la ricerca fù inutile perchè un Angelo aveva informato Giuseppe che scappò in egitto con la famiglia .



LA STORIA E LA LEGGENDA










Con la nascita di Gesù le regole ed il destino del mondo sono cambiate come si nota ad esempio nel calendario. l'inizio dell'era cristiana fu fissata dal monaco Dionigi il Piccolo , che la collocò al 754 dalla fondazione di Roma , ma si sbagliò perchè gli storici, considerando la data del censimento , la vita di Erode e la presenza di una stella molto luminosa , decisero di spostarla a 5 o 6 anni prima. La data del Natale variava durante l'anno , fu Papa Giulio 1°a stabilire che tutti i cristiani celebrassero la nascita del Signore  la notte del 24 Dicembre. Il motivo principale consiste nel fatto che a quell'epoca i Romani festeggiavano il solstizio d'inverno e durante la notte accendevano grandi fuochi , per aiutare il sole ad elevarsi all'orizzonte. Riguardo alla stella gli astronomi ritengono che al momento della nascita del Signore ci fu una straordinaria congiunzione di Venere e Giove che risultò molto luminosa. Era il segnale che i Re Magi aspettavano poichè   Zoroastro aveva profetizzato : Quale segno della nascita voi vedrete in Oriente una stella più luminosa del sole e delle altre che sono in cielo , visto che non sarà un astro siderale, ma un angelo di dio , quando la vedrete affrettatevi a recarvi a Betlemme. La stella fu trasformata in cometa da Giotto , che in questo modo la dipinse nella cappella degli Scrovegni a Padova e cosi è rimasta nell'immaginario delle genti. Ci sarebbe da dire molto anche sulla presenza di un asino ed un bue sulla collocazione in una stalla o in una grotta ;ci sarebbe anche da valutare la veridicità di tutto quello che c'è scritto sui Vangeli Apocrifi che non sono distanti cronologicamente dai vangeli uffuciali: rimane il fatto che  prendendo dagli uni e dagli altri si è venuta a formare un fantastica tradizione Che San Francesco d'Assisi ha fissato a Greccio costruendo il primo presepe.


Nella gelida notte di Natale 
un canto di campane si diffonde.
Gli angeli piegan su le cune l'ale,
narrando ai bimbi favole gioconde.
Chi stanco vigilò,riposa in pace
cantan le campane e il mondo tace.



IL CEPPO








Una volta , quando le case avevano in focolare , la vigilia di Natale , dopo aver recitato l'Ave Maria si accendeva il ceppo.
Era un atto molto importante , quasi solenne,che spettava al capo famiglia e mentre portava il ceppo al focolare si usava cantare:

Si rallegri il ceppo,
domani è il giorno del pane,
ogni grazia di dio entri in questa casa,
che le donne facciano i figlioli,
le mucche vitelli, le pecore agnelli,
abbondi il grano e la farina,
si riempia la botte di vino.

Il ceppo doveva bruciare fino all'alba del giorno di Natale , ma non doveva consumarsi completamente  completamente , e lo si accendeva ogni notte fino all'Epifania affinchè portasse fortuna.
Il focolare quindi era il centro della vita famigliare , e il camino era il tramite misterioso che introduceva nel mondo dell'ignoto dal quale scendeva alla fine la Befana.
Si comprende quindi quale fascino avesse ogni manifestazione del , in particolare le faville che guizzavano in aria per spegnersi nella cappa del caminocome si legge in una poesia di Enrico Panzacchi :
Siedono i bimbi intorno al focolare,
e pigliano diletto,
cò visi rubicondi a riguardare 
le monachine quando vanno a letto.
-O monachine scintillanti e belle
che il camin nero inghiottite,
volate forse a riveder le stelle?
Buona notte , faville , buona notte !
Mandano i tizzi un vago scoppiettio
mentre che voi partite ;
forse è una voce di gentil desio,
che vi prega a restar, ma voi salite,
Ma voi salite, frettolose a schiere ,
però ch'è giunta l'ora 
e vi tarda le stelle rivedere ,
e a sè vi chiama una miglior dimora.
Dove li avete i candidi lettini 
a cui volate in frotte?
Forse tra i coppi, o accanto agli uccellini?
Buona notte faville, buona notte .
Siedono i bimbi intorno al focolare ,
assorti in tal pensiero......
Le monachine seguono a volare 
su per la cappa del camino nero.


GLI ZAMPOGNARI E IL SUONO DELLE ZAMPOGNE





E' il suono che simboleggia il Natale di una volta che si sentiva solamente in quella occasione e sembrava che arrivasse da lontano , molto lontano, Era una usanza che andava in voga fra i pastori dell'italia centrale che invadevano con discrezione le città e sparivano in modo misterioso, come erano venuti, con il malloppo delle offerte ricevute . Da noi gli zampognari arrivavano( ma anche in questi ultimi anni scendono in città ) dall'appennino reggiano e dalla Garfagnana , e c'era qualche zampognaro che arrivava da molto più lontano. erano pochi ed andavano di fretta , per la tanta strada che dovevano fare ,e lasciavano un pò di rimpianto al pensiero che un anno era già passato e con esso erano fuggiti i sogni dell'infanzia. I misteri, il paesaggio,gli umori del tempo delle zampogne sono espressi in una parte di una poesia di Giovanni Pascoli , leggiamo che dice :


Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninna nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle
ci sono i lumi nelle capanne.
Sono venuti dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente,
hanno destato nei suoi tuguri
tutta buona povera gente .
Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave :
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.
Le pie lucerne brillano intorno
là nella casa, qua sulla siepe:
sembra la terra, prima di giorno
un piccoletto grande presepe.
Nel cielo azzurro tutte le stelle 
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa ;
suono di chiesa,suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla, 
suono di mamma, suono delnostro
dolce e passato pianger di nulla 





IL VIAGGIO VERSO BETLEMME








Terminata la cena della vigilia di Natale, gli uomini andavano alla messa della mezza  notte
assieme ai bimbi un pò più grandi che consideravano l 'avvenimento come introduzione alla società.
Le donne rimanevano a casa intorno al camino dove bruciava il ciocco , che si animava di ombre evanescenti , dando spazio all'immaginazione che le conduceva al luogo dove era nato il Salvatore.
Il mondo ,intorno a loro svaniva e il presepio , alla luce di una candela si ingigantiva  , fino ad occupare tutta la cucina, dove  la tavola  era era stata lasciata con i resti della cena per sfamare Gesù Bambino , che avrebbe dovuto passare durante la notte,poi si allargava fuori, dove nella campagna si vedevano i fuochi dei pastori che indicavano la via puntando il dito verso la  stella cometa.
Ecco la la capanna dove era deposto Gesù , dove la gente accorreva per adorare il bimbo.
C'erano anche loro, le brave donne dei tempi andati e cantavano un inno meraviglioso:

Stanotte a mezzanotte
è nato un bambino,
stanotte a mezzanotte 
è nato Gesù
sul fien, sulla paglia
e niente di più.

Con questa visione si addormentavano , e andavano a togliere le braci dai letti ,e propiziavano il sonno dopo una giornata molto intensa e laboriosa.
Prima dell'alba si sarebbero alzate per andare alla messa , e al momento di uscire avrebbero controllato la tavola per vedere se Gesù aveva ricambiato la visita.
Gesù era passato , le briciole erano benedette , al ritorno dalla messa le avrebbero date agli animali e le avrebbero sparse sui campi per propiziare un buon raccolto.

Maria dentro la grotta si posò
e Giuseppe a Betlemme si avviò.
Ma un momento sentì che, mentre andava,
in mezzo al passo il piè gli si arrestava,.
Vide attonita l'aria e il cielo  immoto
e uccelli starsi fermi in mezzo al vuoto;
e poi vide operai sdraiati a terra,
e posata in mezzo una scodella:
e chi mangiava ,ecco, non mangiò più,
chi ha preso il cibo non lo tira sù,
 chi levava la mano la tien levata,
e tutti al cielo volgono la faccia.
Le pecore condotte a pascolare
sono li che non possono più andare:
fa il pastore per colpirle con la verga ,
e gli resta la mano sospesa e ferma:
e i capretti ce all'acqua avean il muso
ber non possono al fiume in sè rinchiuso....
e poi Giuseppe vide in un momento 
ogni cosa riprender movimento.
Tornò sopra i suoi passi ,udì un vaggito,
Gesù era nato, Il fiore era fiorito.

Diego  Valeri

LA RICERCA DELL'ALLOGGIO














La campana scandisce le ore mentre Giuseppe e Maria vanno in cerca di un alloggio .
Il tempo passa inesorabile , i rintocchi si avvicinano alla mezzanotte ma nessuno accoglie questi poveretti.
Però c'è una stalla con un bue ed un asinello che con il loro fiato possono scaldare il redentore quando sarà nato . l'evento si compie e il campanile scocca una mezzanotte speciale , una mezzanotte santa .
C'è una poesia di Guido Gozzano che esprime al meglio questa magica notte, vediamola e facciamoci invadere dalle emozioni che provavamo da bambini....


Consolati Maria del tuo peregrinare !
Siam giunti . Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare ,
che troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca 
lentamente le sei.

-Avete un po di posto , o voi del Caval Grigio?
un pò di posto avete per me e Giuseppe?
-Signori me ne duole , è notte di prodigio;
son troppi i forestieri : le stanze ho piene zeppe .

il campanile scocca
 lentamente le sette.

-oste del Moro, avreste un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ,ed io son così rotto!
-Tutto l'albergo è pieno , soppalchi e ballatoi ;
tentate al Cervo Bianco quell'osteria più sotto.

Il campanile scocca 
lentamente le otto.

O voi, del Cervo Bianco un sottoscala almeno
avreste per dormire?no ci mandate altrove!
-S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove .

Il campanile scocca
lentamente le nove.

-Ostessa dei Tre Merli , pietà d'una sorella!
pensate in quale stato e quanta strada feci !
-Ma fin sui tetti ho gente ; attendono la stella ...
Son negromanti , maghi persiani ,egizi, greci...

Il  campanile scocca 
lentamente le dieci .

-Oste di Cesarea..- un vecchio falegname?
albergarlo?sua moglie?albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame:
no amo la miscela dell'alta e bassa gente.

Il campanile scocca 
l'undici lentamente.

La neve! ecco una stalla !- Avrà posto per due 
-che freddo ! Siamo a sosta . Ma quanta neve , quanta !
-Un pò ci scalderanno quell'asino e quel bue ...
- Maria già trascolora divinamente affranta ...

Il campanile scocca 
la Mezzanotte Santa.




C'era un silenzio 
come d'attesa 
lungo la strada 
che andava alla chiesa :
e fredda l'aria 
di notte, in quell'ombra
là solitaria .
C'eran le stelle 
nel cielo invernale ;
e un verginale 
candore di neve
ma rado e lieve .
C'era una siepe 
nera e stecchita ;
parea fiorita 
di biancospino.
E mi teneva 
-oh ,mio  sogno lontano!
mia madre per mano.


E' nato! Alleluia! Alleluia!
E' nato il Sovrano Bambino.
La notte che già fu sì buia 
risplende di un astro divino.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
E' nato! E' nato il Signore.
E' nato nel nostro paese!
Orsù,cornamuse, più gaie
suonate, squillate campane!
Venite, pastori e massaie,
e genti vicine e lontane !
La notte che già fu così buia 
risplende di un astro Divino.
E' nato il Sovrano Bambino.
E' nato ! Alleluia! Alleluia! 


DIEGO VALERI




LE CAMPANE DI NATALE


Il mondo è molto simile ad un presepe e i personaggi sono la gente semplice ,che vive in sintonia con la natura ,ne asseconda i ritmi e respira con il suo respiro .
Dolcezza, serenità, pace , amore : tutti si riuniscono intorno al focolare aspettando una parca mensa mentre il suono delle campane conforta il cuore.





Fuman gli esili camini
sulle case addormentate
nelle sale illuminate
c'è un tripudio di bambini.
Oggi babbo è ritornato 
nella pace famigliare
dove canta il focolare 
la dolcezza della mensa ,
mentre muore nell'immensa
notte stesa sul creato ,
il singhiozzo soffocato
delle tremule campane ,
più vicine più lontane.
Dentro l'umile capanna 
c'è una mamma che addormenta
con la nenia sonnolenta 
nella sera quieta e pura 
la sua dolce creatura ,
fra quel suono di campane
 più vicine più lontane.


Si fa giorno:il giorno di Natale .Le campane suonano con tanta allegria e tanta insistenza che nessuno può sottrarsi al loro richiamo.
Oggi è la festa più bella e la tavola così imbandita è la più ricca dell'anno .

Din ,Don , Dein 
Ma cusa g'ani ste campan
da suner acsè bein?
Ah, inco l'è al dè d'Nadel:
nisouna meravia
se in tera a gh'è alegria.
al m'ha dettal me papà
ch'i fan festa grosa in cà
i meten sò la pgnata 
i fan un boun desner.
Al non l'ha ciape quasi la bala 
e me a i'ho fat un selt acsè gross
ch'a'm son ratt tott i'oss
e pò a'm son visti 
acsè con tanta presia 
che am son mèss 
la gioba a l'arversa.

traduzione:
(Din,Don ,Dein .... ma cos'hanno queste campane da suonare cosi bene ? Ah oggi è il giorno di Natale ,nessuna meraviglia se in terra c'è allegria . mi ha detto il mio papà che in casa c'è gran festa ,mettono su la pignatta e fanno un buon desinare . il nonno ha quasi preso la sbronza e io ho fatto un salto così grande che mi sono rotto tutte le ossa , poi mi son vestito con tanta fretta che mi sono messo la giubba alla rovescia.)



BIANCO NATALE








Quando il Natale si avvicina a tutti viene voglia di neve e ci si mette a guardare il cielo ,ad annusare l'aria , a misurare l'intensità del vento freddo  che annuncia l'evento miracoloso , che ammanta tutto in una atmosfera da favola .
Al giorno d'oggi questa magica atmosfera sembra rilegata nel mondo dei ricordi ,e quando si verifica è cancellata dal ritmo frenetico della vita che non ammette nessun tipo di sosta.
La neve invece induce al riposo ed alla conciliazione con la natura , riportandoci ad un'età nella quale dominano la nostalgia e i sogni.


Questa mattina , quando apersi gli occhi,
guardai dalla finestra ,
vidi la neve che cadeva a fiocchi
sulla strada maestra:
tutto era bianco , il tetto ed il cortile,
e avea un cappello bianco il campanile.

Chi si è destato avanti giorno ha sentito battere sordamente le ore, quasi che la campana fosse ricoperta da un panno o che il battacchio fosse rivestito di ovatta.
Chi è solito aspettare il giorno fra le coltri ha visto la luce distendersi sulle pareti.
Poi dopo l'Ave Maria del mattino ,i 4 tocchi del tempo hanno tolto ogni dubbio :-nevica!!!!
Affacciandosi alla finestra si vete che tutto è coperto di neve , sulla quale si stampano le orme dei passanti, per svanire di nuovo sotto il manto che cresce a vista d'occhio .
Gli alberi sono carichi di candido fogliame e di fiori cristallini . I tetti sembrano coperti di bambagia e i camini ,mezzi sepolti,soffiano da altrettante bocche da una gran barba bianca.
I passeri si riparano sotto le volte delle tegole e dei comignoli, poi volano via  mentre una bimba pietosa si affaccia alla finestra per sbriciolare agli uccelletti affamati un po di pane.


I bimbi che sono costretti ad andare a scuola si incamminano ,in 2 o in 3 ,sotto ombrelloni che sembrano camminare da soli radendo la terra.
Si sente il tramestio delle pale che gli uomini imbacuccati impugnano per aprire varchi in quel candore dirompente.




C'è una bimba che spazza davanti alla sua porta,
la bimba è piccola e la granata è corta ,
la neve è tanta tanta che copre la città,
a spazzarla via tutta chi mai arriverà?
Ci arriveranno tutti se ognuno spazza un pò!
La bimba è piccola e fa quello che può.

L. Swarz

E viene giù che ad ogni momento sembra che ricominci da capo . E guardando in alto vedi un visibilio di piume svolazzanti, sembra quasi che il cielo si spennacchi e rimani lì a contemplare lo spettacolo della neve.



Cade la neve a larghe falde e piane,
da ore e ore , senza mutamento : 
non una voce , non un fil di vento ;
non echi alle casupole montane .
Nei boschi e nelle immote Alpi lontane
ogni soffio di vento sembra spento,
sotto quel bianco manto è un sognar lento
di piante , d'erbe e di speranze umane.

Ada Negri 

La neve veniva ammucchiata in cumuli ben ordinati e le vie conservavano l'aspetto di candide piste sulle quali scivolavano i bambini per radunarsi ,poi, a costruire un pupazzo che sembrava una creatura vivente , sorta per incanto da quel candido manto.

Vedete quell'uomo? non può camminare;
è serio ,non ride: sta solo a guardare .
Par segua con l'occhio , lontano lontano 
i bimbi che a scuola si recan per mano,.
E' freddo , ma buono,non parla, non sente ,
dei bimbi vivaci l'amico paziente;
attende sereno; nell'occhio suo greve
si specchia la bianca distesa di neve.
La piccola mano di qualche fanciullo 
l'ha fatto sol ieri per nuovo trastullo:
il bacio cocente di un raggio di sole
domani lo tocca , lo scioglie lo vuole.






Il freddo che punge
la neve che vola 
e lieve vien giù:
il mese dei doni
dei bimbi contenti
che viene Gesù.


IL PRESEPE


E' la rappresentazione più amata del Natale , nella quale il mito e la tradizione convengono per riprodurre le situazioni che si tramandano immutate nel tempo.
Davanti al presepe i bambini restano incantati e gli adulti si commuovono pensando a quando anche loro erano bimbi.
Non serve indugiare oltre per descrivere le emozioni e il sentimento che suscita il presepe e mi affido ad alcune notizie per apprezzarlo in tutte le sue rappresentazioni.

Nel santo presepe adoriamo il Bambino
che in terra porta l'amore divino.
Per noi sulla paglia egli giace ,
per il mondo,dal padre,implora la pace.
Anch'io ti scongiuro ,Bambino Gesù,
accoglimi un giorno in cielo, lassù.


Il presepe storico


Riproduce il paesaggio originale della Palestina. La natività è ambientata in una grotta o in una grotta con arredi di stalla .
Per la costruzioni si usa il cartone gessato , per le rocce la carta da pacchi dipinta . Bisogna costruire le palme con un tronco e foglie di cartoncino sostenuto dipinto di verde .
I personaggi del presepe devono essere coerenti con i luoghi e si possono ottenere vestendo le normali statuine di plastica .



Il presepe napoletano


E' caratterizzato da 2 situazioni : il mistero e il diversorio. 
Il mistero viene rappresentato dalla Sacre famiglia collocata in un tempio pagano in rovina .
il diversorio rappresenta tutta la popolazione variamente affaccendata, nelle osterie, nei mercati, nelle attività quotidiane e a volte forma una vera folla in movimento e variopinta.
La costruzione del presepio , che si prospetta come un ambiente ripido e roccioso a più piani è tradizionalmente fatto di sughero e in un  unico pezzo .
I personaggi sono quelli classici con la testa di terracotta e l'abito di stoffa.







IL PRESEPE EMILIANO


Mentre nel presepe napoletano e ligure le statuine vengono costruite in legno , nel presepe emiliano si usa la creta creando veri capolavori dove l'espressione umana non va mai disgiunta da una sentita passione.
La sua essenza sta nell'insieme scenico e nell'espressività delle figure . non più assolate ed aperte campagne cosparse di palazzi e antichità classiche , che terminano sullo sfondo con larghi paesaggi, animati da turbe di gente gioiosa ed espansiva , ma scene ristrette composte da una capanna , più spesso che da una grotta , un piccolo spazio libero e intorno 2 file di montagne che ricordano gli appennini emiliani.
La folla si trasforma in un umile gruppo di persone : la sacre famiglia,alcuni pastori, i Re Magi per l' Epifania e qualche figura di contorno fra cui non mancano mai il "dormiglione"
scosso inutilmente da un Angelo musicante e la "meraviglia" che , braccia in alto ,guarda da lontano il grande evento.





A tavola bambini!
le castagne sono cotte:
la neve sui camini
fa più fitta la notte.
Un bel fuoco di legna 
scalda le mani e il cuore:
dove la pace regna 
è invitato il Signore.
Mai come in questo mese
le case senza siepe
con le lucerne accese
somigliano al presepe.


Dicembre....Che neve , che sera!
Ma ad un tratto comparve una stella :
ed ecco: sembrò primavera .
La siepe , che dianzi era brulla,
fiorì d'improvviso.S'udiva
leggero,un pio ritmo di culla,
e un palpito d'ali d'argento,
e un dolce tinnir di campane,
portato giù a valle dal vento.
E vivo splendeva laggiù,
nell'umile grotta , a Betlemme,
un fiore divino:Gesù.


Nato Gesù ,Maria se lo guardava
che così bello non se lo immaginava.
Giuseppe accese un fuocherello e disse
che lo scaldava perchè non patisse.
La stella d'oro si fermò sul tetto
e si mise a cantare un angioletto;
e il pastore si mise a camminare 
e tutto il gregge dietro a scampanare.
Dicevan tutti : un bimbo così bello
chi non vorrebbe averlo per fratello?
Maria se lo fasciava con amore
perchè era il suo figlio e il suo Signore.


Renzo Pezzani


L'ALBERO DI NATALE


Si è detto molto sulle origini dell'albero di natale che, stando alle ipotesi più accreditata , sarebbe stato ideato per la prima volta da Martin Lutero , dopo aver contemplato la luna che faceva scintillare il ghiaccio sui rami degli abeti.
Una manifestazione della cultura protestante , che fu importata in italia dalla regina Elena di Savoia all'inizio del 900 ed ebbe subito un grande successo.




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L'albero di Natale 
è già pronto al cantuccio;
è un ramo di pinuccio,
rivestito di gale;
vi sono appesi cento
ninnoli e palloncini,
vi posano uccellini
tra ciondoli d'argento.
Tra i verdi aghi sottili
ardon sette stelle 
e le loro fiammelle
scintillano tra i fili,
mentre bianchi festoni
danno un'idea di neve 
che sia caduta lieve
sui piccoli lampioni.
Bimbi in raccoglimento
lo stanno a riguardare,
e nella stanza pare 
che s'apra il firmamento.


L'usanza di creare ornamenti con rami di pino per allietare la casa ed attirare la fortuna è radicata nel tempo.
Il ginepro in particolare,fu adottato come primo albero di Natale , in quanto simile al pino, ed i suoi rami venivano appesi alla porta di casa e usati per accendere il ceppo.
A volte venivano aggiunti alla fiamma del camino della camera da letto degli ammalati , perchè si credeva che avessero un effetto positivo sul decorso della malattia.

Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera,
ma per i bimbi è primavera:
soltanto per loro ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.
Che strani fiori ,che frutti buoni
oggi sull'albero dei doni:
bambole d'oro, treni di latta,
orsi dal pelo come d'ovatta,
e in cima , proprio sul ramo più alto,
un cavallo che spicca un salto.
Quasi lo tocco....ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso mi sono destato:
nella mia casa , accanto al mio letto,
non è fiorito l'alberetto.
Ci son soltanto i fiori del gelo
sui vetri che mi nascondono il cielo.
L'albero dei poveri sul vetro è fiorito,
io lo cancello con un dito.

Gianni Rodari


I SERMONI


I sermoni sono componimenti in rima che i bambini recitavano davanti al presepe , in casa e in chiesa ,e ricevevano in cambio piccoli regali .
Si creava una vera e propria gara per imparare a memoria sermoni sempre più belli ed attraenti . Per i bambini più piccoli c'erano sermoni più brevi.


Son piccino, son carino
il sermone non lo so,
se mi date un soldino
quest'alt'ranno lo dirò

Piccoletto come sono
il mio dir non cerca onori,
a voi chiedo almen perdono,
gentilissimi signori.
Vi dirò se non sapete 
che è nato un gran Messia :
più da me non pretendete,
io mi inchino e vado via.


Campana piccina ,
che squilli lassù,
intona il tuo canto
che è nato Gesù.




Oh , stella piccina
che brilli lassù,
hai visto passar la cometa
che insegna ov'è nato Gesù?
Ho visto passare una stella 
e mai non ne vidi una uguale,
veniva a chiamare la gente 
nel giorno del Santo Natale.


Tutti vanno alla capanna 
per vedere cosa c'è,
c'è il bambin che fa la nanna 
fra le braccia della mamma.
Oh, se avessi un vestitino
da donare a quel bambino!
Un vestitino non ce l'ho
un bacino gli darò.




Son di tutti il più piccino,
voglio dire un sermoncino
e vi voglio dimostrare 
che i piccini sanno amare .
Gesù bello, dolce amore,
t'offro il piccolo mio cuore,
e se ho fatto un pò il folletto,
d'ora in poi sarò un ometto.
Benedici tutto il mondo, 
e chi soffre fai giocondo,
a me porgi questo dono:
d'esser sempre bravo e buono.




LE LETTERINE DI NATALE


Si mettevano sotto il piatto di papà e avevano un'importanza fondamentale nelle prime esperienze dei bimbi , perchè li induceva a confrontarsi con il capo   famiglia che le leggeva e ne approvava il contenuto con una stretta di mano ed una mancia , lasciando ai parenti ed alla mamma i baci e le effusioni.
Le letterine di Natale venivano create con massima cura: i bambini più poveri usavano una pagina di quaderno e l'arricchivano con disegni e ornamenti, ai più ricchi erano riservate letterine pregiate che al giorno d'oggi sono molto ricercate dai collezionisti....
L'emozione che lasciava la letterina di Natale era ugualmente intensa per tutti i bambini :
l'attesa dell'inizio del pranzo ,l'ansia che fosse scoperta,le finzioni che prolungavano il momento fatale, il tuffo al cuore nell'attimo della rivelazione ,come traspare dai seguenti esempi:




Una bella letterina
per il babbo e la mammina
questa mane di nascosto
sotto il piatto ho deposto .
Quando il foglio hanno letto 
m'hanno stretto forte al petto
con sul viso i lacrimoni
e m'ha dato dei bacioni.






Sopra un foglio ricamato 
la mia lettera ho copiato:
era piena di promesse
d'ubbidienza e di bontà.
Sotto il piatto del mio babbo
questa lettera ho posato;
il mio babbo l'ha trovata 
ha esclamato: - che c'è qua?
Poi ha letto e si è commosso 
e m'ha detto :- è proprio vero
tutto quello che c'è scritto?
Io ho risposto molto fiero,
molto serio :- Quelle cose
sono scritte nel cuor mio;
lo vedrai , manterrò tutto,
proprio tutto, babbo mio.




Mamma,c'è qui per il babbo
e anche per te
la lettera col bordo traforato ,
son già molti giorni che l'ho scritta
e, per darvela, ho pazientato.
ogni dì la prendevo dalla cartella,
di nascosto le davo un'occhiatina ,
ogni dì mi pareva più bella 
e più graziosa questa letterina .
Ora che alfin sul desco l'ho posata 
del segreto mi son liberato.






Caro e santo Gesù bambino
per tempo ora ti scrivo
perchè di questo piccino
ti ricordi l'arrivo.
Un bellissimo dono 
per Natale aspetto,
e ti chiedo perdono 
se parlo così schietto.
Vorrei per casa mia,
mamma, babbo, fratelli,
salute e allegria,
vorrei per noi monelli 
la voglia d'esser buoni ,
la voglia di studiare....
Se poi fra tanti doni 
tu potessi trovare 
anche un balocchino,
una cosa da niente
proprio per me bambino,
sarei riconoscente









CAPODANNO


L'ultima sera dell'anno era vissuta senza strepiti e senza schiamazzi , senza fare feste e senza balli , tutti erano in attesa del momento magico che segnava il trapasso che simboleggiava il procedere stesso della vita terrena.
Durante la notte si accendevano i falò propiziatori nei quali si "bruciava"l'anno vecchio per fare risorgere dalle sue ceneri una nuova stagione che si sperava fosse piena di gioia e felicità.
Al giorno d'oggi il 31 Dicembre tutti festeggiano con cenoni e balli .. e l'alba si presenta pigra e sonnolenta e sembra che faccia fatica a riprendersi dallo stordimento delle feste che lascia il sentore di cose ormai finite.
Il giorno continua nell'indifferenza e non si sentono più nemmeno le squilla delle campane che salutavano il nuovo anno....non le ascolterebbe nessuno..
invece è questo è il momento degli auguri.




Il primo dell'anno qui a Modena e nelle città emiliano romagnole ,le donne non devono andare a casa di altri ( è una usanza diffusa anche in altre città del nord) porterebbero sventura per tutto il nuovo anno....(è una superstizione molto seguita e rispettata)
Solo i maschi possono recarsi a casa di parenti e amici per augurare il buon anno..( se si presentasse una donna sarebbe di cattivo auspicio , e non la farebbero entrare in casa .. non è carino ma è così..
I bambini ( solo i maschi) andavano per le case ad augurare il buon anno .
Bussavano alla porta usciva di solito il capo famiglia e i bimbi recitavano una filastrocca ben augurante ...era recitata in dialetto, ( anche io andavo ad augurare il buon anno e recitavo la filastrocca) ed in cambio si ricevevano dolcetti o soldi...
Di seguito alcune filastrocche in dialetto che i bimbi  recitavano il 1° gennaio :


A son gnu a der al bon cavdan,
ch'a scampessi zent an ,
zent an e un dè ;
la bona man l'am vein a me!

-Sono venuto ad augurarvi il buon anno : che campiate 100 anni, 100 anni e un giorno datemi la mancia


La rezdora la và in cà,
 par gnint l'an gh'andarà;
la và ator un suldein,
al met in dal bisachein.

-La rezdora entra in casa ,per niente non ci andrà; va a prendre un soldino,me lo metto nel taschino


Bon dè e bon an,
dem la bona man anch stan.

-Buon giorno e buon anno, datemi la mancia anche qest'anno


Bon an a la bouna zeint,
an pretand nè or nè arzeint,
quel cum de ason cunteint.

-Buon anno  buona gente ,non pretendo oro o argento  di quello che mi date son contento.








Altre filastrocche in italiano sono:

Buon anno! auguri a tute le persone
che chiuse in casa stanno ad ascoltare 
il passar della lieta processione
che va il buon anno in giro ad augurare.


Buon anno a voi che state a me d'intorno
col vostro amore in questo lieto giorno,
un anno di giorni lieti e belli 
per tutti quanti, ricchi e poverelli,
un anno che la pace e l'allegria
porti nel mondo intero e a casa mia.






L'anno vecchio se ne va
e mai più ritornerà.
Io gli ho dato una valigia 
di capricci e impertinenze,
di lezioni fatte male,
di bugie, disubbidienze, 
e gli ho detto : - porta via!
Questa è tutta roba mia.
Anno nuovo ,avanti,avanti,
ti fan festa tutti quanti:
tu, la gioia e la salute
porta, ai cari genitori ,
ai parenti e agli amici,
rendi lieti tutti i cuori.






L'EPIFANIA

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
è vestita alla romana,
viva viva la Befana.


Insistere sul grande valore della Befana potrebbe sembrare una forzatura, visto che il suo prestigio potrebbe essere soppiantato da Babbo Natale.
Bella forza...! Ella combatte con una scopa malridotta contro una slitta aerodinamica, è vestita in modo povero e a volte regala carbone ,mentre Babbo Natale usa vestiti sgargianti e lussuosi, e distribuisce regali moderni, la Befana si nasconde dietro ai camini , Babbo Natale invece frequenta i grandi magazzini.
Eppure la Befana ha dalla sua parte la forza del mistero, il fascino della notte che ci illudiamo di aver sconfitto con il potere della luce.
Un tempo al calar della notte , gli uomini rallentavano ogni attività e stavano silenti e timorosi ad ascoltarne i rumori , come se fosse una entità viva e popolata di creture misteriose.





Era sera fredda e tarda , 
ma il bimbo non ha voglia di dormire.
A luce accesa , dal lettuccio guarda....
Ascolta.... e ascolta.... e gli par di sentire
in ogni aliar del vento
che la Befana dal camino spento,
come a tutti i bimbi buoni,
anche a lui porti bei doni.
Ma la mamma ora la luce gli ha spenta
e il bimbo chiude gli occhi e si addormenta.
La fantasia lo porta in un castello
d'oro sui monti, tutto luci e incanti,
dove dei giochi ce ne sono tanti.
Il cuor gli batte un po dalla paura,
ma non perchè sia notte tarda e scura:
ei pensa se il ben fatto è più del male
e mentre pensa , quel visino tondo
or si fa triste e or si fa giocondo.
Intanto la Befana gira il mondo
e quando terminato ha il suo lavoro
il giorno spunta in un bel sole d'oro.
La madre sveglia allora il suo bambino,
lo stringe a se,lo veste e lo fa pregare,
ma il bimbo, che non lascia di sognare,
sotto la cappa del nero camino
corre , e che trova? Come i bimbi buoni
trova mille sorprese e ricchi doni

Chi ha vissuto la propria infanzia tanti anni fa , ha un ricordo poco simpatico della befana , perchè gli veniva descritta come una vecchia malvagia , più strega che dispensatrice di regali.
Conosceva quindi lo stesso destino delle vecchie delle favole che odiavano i bimbi , come il povero Pierino che rischia di finire nel pentolone , o Biancaneve che mangia la mela fidandosi della matrigna che si presenta nelle vesti di una vecchia.
C'erano i narratori di fole che nei racconti delle veglie , descrivevano la Befana come la moglie dell'Orco , sicuri di ottenere il massimo effetto sulle menti dei bambini che pendevano dalle loro labbra.
Ad incrementare questa brutta fama c'erano anche gli elementi che componevano il suo mistero : la notte paurosa  del passato, la cappa del camino, che nelle leggende popolari era simile all'entrata dell'inferno, il suo spiare e origliare dalle finestre, il calpestio dei suoi passi nei solai e il fatto che era più propensa a portare carbone invece di portare regali.
Con una Befana così molti bimbi si scantavano prima dei bimbi di oggi , e una volta svelata la verità , correvano subito a rivelarla agli altri bimbi , sciogliendo ogni dubbio sull'identità della befana.
La befana è una brutta vecchia,magra , ha i capelli tutti bianchi, sono  come stoppa, il viso sporco di fuligine , ha i denti aguzzi per mangiare i bimbi... altri la immaginano sdentata .
Qualcuno afferma che la Befana abiti su di un monte in compagnia di un gatto, una gallina ed una mula.
La sua casa è situata vicino ad un bosco dal quale prende la legna per fabbricare il carbone da portare ai bambini cattivi e per questo lavora tutto l'anno.
Quando effettua i suoi spostamenti cavalca un'asina poi la scopa con la quale vola sulle case per poi entrare dai camini.
La scopa è fatta di saggina con il manico di lantanà ed il sacco è di juta, lascia i doni nella calza , e avrebbe preso questa abitudine da un imperatore romano Numa Pompilio , il quale aveva una relazione con la ninfa Egeria  che gli mandava i messaggi d'amore in una calza.


Alla fine la befana arriva , è una donna volenterosa,e con la scopa , le sue vesti, ed il sacco appare per le vie del paese e nella case dove i bimbi sono in trepida attesa .
E' una bella apparizione.. non ci sono dubbi... è proprio la Befana e accontenta tutti allo stesso modo .
Ci sono madri che per mettere insieme doni se pur modesti per la calza della Befana.. fanno grandi sacrifici e ci sono padri che costruiscono balocchi nei quali rendono manifesti i desideri del giorno della Befana nella loro fanciullezza .






La beffa della befana

Presso la cappa nera del camino
una calzina in grande attesa stà.
Con il suo sacco e il suo lumicino
a notte la Befana scenderà.
Ma un tormento sta in cuore 
a Tino e a Tina :
- Ci vorrebbe la calza di una donna 
la nostra è troppo corta e piccolina !
-Appendiamo quella della nonna .
Vanno al mattino i piccoli bricconi
alla scoperta dei sognati doni.
Ma che c'è nella calza lunga e nera?
Un par d'occhiali e una tabacchiera


I RE MAGI

La notte era senza luna, ma tutta la campagna risplendeva di una luce bianca ed uguale , come nel plenilunio, perchè il bambino era nato.
Dalla capanna lontana i raggi si diffondevano per la solitudine e la bontà che da quella cuna diffondevasi intorno coi raggi era tanta che le terre coperte di neve parevano fiorite di rose , e come un immenso rosaio adoravano nella notte .
Il bambino Gesù rideva teneramente, tenendo le braccia aperte verso l'alto come in atto di adorazione , e l'asino e il bue lo riscaldavano col loro fiato , che fumava nell'aria gelida , come un aroma sulla fiamma.
La madonna e San Giuseppe di tratto in tratto si scuotevano dalla contemplazione e si chinavano per baciare il figliolo.



Vennero i pastori dal piano e dal monte portando i doni.
E vennero i Re Magi .
Erano 3 :il Re Vecchio , il Re Giovane e il Re Moro.
Come giunse la lieta novella della Natività di Gesù si adunarono.
E  uno disse :
-E' nato un altro Re , vogliamo andare a visitarlo?
-Andiamo,risposero gli altri due.
-Ma con quali doni?
-Con Mirra Oro e Incenso 
Nel viaggio i Re Magi si contendevano con molta furia perchè non potevano ancora stabilire chi dovesse essere il primo ad offrire il dono.
Primo voleva essere chi portava l'Oro.
E diceva :
- L'oro è più prezioso della mirra e dell'incenso,dunque io devo essere il primo donatore .
Gli altri 2 alla fine cedettero .
Quando entrarono nella capanna , il primo a farsi avanti fu dunque il Re con l'oro.
Si inginocchiò ai piedi del bambino ; e accanto a lui si inginocchiarono i due con l'incenso e la mirra .
Gesù mise la sua piccoletta mano sul capo del Re che gli offerse l'oro , quasi volesse abbassarne la superbia.
Rifiutò l'oro dicendo:
- L'oro non è per me.

Gabriele d'Annunzio




I doni dei Re magi

  • ORO :considerato il metallo più prezioso , ha da sempre rappresentato il valore dei beni commerciali , è simbolo  del potere e dell'età felice dell'uomo.
  • INCENSO: Deriva da una lattiginosa  resina bianca . Si diceva che per produrlo si doveva dannare l'anima perchè era custodito da serpenri alati . Si offriva agli dei in segno di venerazione.
  • MIRRA: Deriva dalle resine oleose che essiccandosi diventano rossastre . Si produce nelle zone aride dell'Arabia ,Abissinia e Madagascar. Era indispensabile per l'imbalsamazione, e gli Egizi la compravano a caro prezzo.




La stella risplendente 
coi Magi dell'oriente
è giunta lemme lemme 
sulla grotta di Betlemme.
La stella si è fermata 
la notte è illuminata;
dagli Angeli invitati
i Re Magi sono entrati.
Che grande meraviglia!
Il Re Gasparre bisbiglia:
tra un bue e un asinello
c'è un bimbo tanto bello!
Son d'oro i suoi capelli 
coi ricciolini belli .
Per culla un pò di fieno:
Maria lo stringe al seno .
Giuseppe ha molte cure
per le sue creature;
ed i Re Magi , proni,
offrono i loro doni:
ognuno ha il suo tesoro
incenso,mirra e oro.
Ed io, Gesù bambino,
che sono poverino,
cosa ti posso offrire 
per non farti più soffrire?
Ecco, ti dono di cuore
tutto il mio amore.



LA STELLA COMETA

Concludo con uno dei tanti  sermoni che vengono dedicati alla stella cometa , che è la presenza più affascinante e magica che sovrasta il presepe e tutta la scena della natività .
La stella invita ad alzare lo sguardo al cielo ,e di scrutare le meraviglie dell'universo , della creazione e della redenzione con lo sguardo incantato dei bimbi.




Nell'alba di gelo,
più vive e più belle,
scintillano in cielo
milioni di stelle.
Son cento e poi cento ,
son mille e poi mille ,
e d'oro e d'argento
le vive scintille .
Bambini levate 
lo sguardo lassù,
le stelle cercate
 del bimbo Gesù.
Conoscer fra tante
oh, come saprò
la stella brillante 
che i Magi guidò?
E' un astro fuggente
fra tutti sarà
la fede innocente
che in cuore ci sta.

























  
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