mercoledì 27 giugno 2018

IL PRIGIONIERO DEL CASTELLO DI SPILAMBERTO (mo)


Il Mago dice che


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Durante il  1500 con la crescente influenza dell'Inquisizione, il concetto di giustizia diventò soggettivo. Ne è un esempiola  carcerazione di Messer Filippo chiamato il Diavolino, che venne rinchiuso nella prigione del Castello di Spilamberto. Un ambiente di circa  150 metri quadri dove il prigioniero soffriva freddo, reclusione e fame. Quei tre mesi di reclusione bastarono al condannato per impazzire e sfogarsi con  scritte sui muri fatte di sangue e sostanze proteiche, probabilmente prese  dal cibo servito. Nelle inquietanti scritte, ritrovate solo nel 1947, Filippo racconta di essere stato ingannato da una donna che lo ha portato al carcere. Stando a queste testimonianze risultava  innocente e gli accordi presunti con il Diavolo  erano solo una scusa.“











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