Il Mago dice che:
Le origini di questa pratica sono probabilmente pagane, viste le assonanze con riti dell'epoca romana che si svolgevano a inizio anno con uguale scopo propiziatorio. Fino alla metà del XX secolo la Fasagna veniva regolarmente celebrata in tutte le case nelle aree rurali. Con l'industrializzazione anche delle aree non urbane, gli spostamenti della popolazione verso le città in cerca di lavoro nel dopoguerra, questo rituale ritenuto troppo legato a un mondo arcaico contadino è caduto in disuso. Si assiste tuttavia oggi a una rivalorizzazione di questa pratica riproposta in chiave moderna come recupero delle tradizioni locali.
Durante i giorni precedenti all'esterno della casa veniva allestita una catasta costituita da ramaglie provenienti dalla potatura, scarti di lavorazione di prodotti agricoli (principalmente canapa e granoturco) e quant'altro di poco conto si potesse bruciare. Ne nasceva una sorta di gara tra le varie famiglie vicine a chi realizzava il cumulo più alto.
Il 5 di gennaio, poco dopo il tramonto, aveva luogo il rito della Fasagna, dando fuoco alla catasta. Mentre il falò ardeva, i partecipanti giravano attorno al fuoco recitando la seguente filastrocca:
- Dialetto Emiliano
«Fasagna, Fasagna
ogni bròc' una cavagna
Fasagna, Fasagnón
ogni bròc' un cavagnón»
ogni bròc' una cavagna
Fasagna, Fasagnón
ogni bròc' un cavagnón»
- Italiano
per ogni ramo un cesto
Fasagna, Fasagnone
per ogni ramo un cestone»
In alcuni paesi della Bassa parmense questo rituale viene anche chiamato Scargabandéra, in questo caso la cantilena recitava:
- Dialetto emiliano)
töt i bròc' una panéra,
Scàrgabandéra, Scàrgabandirón
töt i bròc' un panirón»
- Italiano
tutti i rami un paniere
Scaricabandiera, scaricabandierone,
per ogni ramo un panierone»
Era in particolare una festa per i più piccoli, che con in mano un fascio di canavöc’ (scarti della lavorazione della canapa) cui era stato dato fuoco scorrazzavano sotto gli alberi da frutto ripetendo la suddetta filastrocca per propiziare un raccolto abbondante nell'estate a venire.
Una volta spentosi il fuoco, la sera stessa a cena era tradizione mangiare i tortelli di zucca. I tortelli nella civiltà contadina erano il tipico cibo delle feste, e ognuna di queste prevedeva un particolare tipo di ripieno diverso.


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Volevo ricordare che quando fate i riti proposti in questo blog , non succede come nei film ,dove tutto succede all'istante.
Le cose che volete ottenere hanno dei tempi di realizzazione più o meno brevi in base al grado di difficoltà del risultato da ottenere, perciò può servire un giorno, una settimana , un mese o un anno.. può anche non succedere nulla ( se non succede nulla potrebbe anche essere per il vostro bene oppure per il bene di altri )
Buona permanenza nel sito , se avete richieste da fare , fatele tranquillamente nei comennti in fondo alla pagina..