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domenica 30 aprile 2023

IL CALENDIMAGGIO

 




Il Mago dice che:

In Italia è detta Calendimaggio, o Cantar maggio, una festa stagionale con cui si celebra l'arrivo della primavera. Questo evento trae il nome dal periodo in cui si svolge, cioè intorno al 1º maggio, perché risalente alle calende del mese nel calendario romano, in cui si onorava la dea Flora, responsabile della fioritura degli alberi.
Si tratta di una festa conosciuta d'altronde anche nel resto d'Europa, corrispondente ad esempio alla festa di Beltane o alla notte di Valpurga, ed astronomicamente contrapposta a quella dei morti del 1º novembre.


«La notte del 30 aprile gruppi di giovani si recavano nei boschi e ne asportavano o interi alberi, o rami verzicanti e fioriti, e attaccavano questi alle porte o alle finestre delle ragazze come dichiarazione d'amore, o piantavano quelli davanti alla casa delle maggiori autorità del paese, o anche nelle piazze o nelle aie.

Con ciò esplicitamente intendevano recare il segno della rinnovata fecondità della Natura, che avrebbe a sua volta procurato ai singoli e alla comunità l'abbondanza e la fortuna.
Questo rito, nelle manifestazioni più o meno varie assunte secondo i diversi ambienti e tempi, è rimasto fondamentalmente uguale nel carattere e nel significato.»

Il Calendimaggio è una tradizione viva ancor oggi in molte regioni d'Italia come allegoria del ritorno alla vita e della rinascita: fra queste il Piemonte, la Liguria, la Lombardia, il Veneto, l'Emilia-Romagna (ad esempio si celebra nella zona delle Quattro Province, ovvero Piacenza, Pavia, Alessandria e Genova), la Toscana (Montagna pistoiese), l'Umbria, le Marche, l'Abruzzo e il Molise.

La funzione magico-propiziatoria di questo rito è spesso svolta durante una questua durante la quale, in cambio di doni (tradizionalmente uova, vino, cibo o dolci), i maggianti (o maggerini) cantano strofe benauguranti agli abitanti delle case che visitano.Simbolo della rinascita primaverile sono gli alberi (ontano, maggiociondolo) che chiamati «del maggio» accompagnano i maggerini, e i fiori (viole, rose), citati nelle strofe dei canti, e con i quali i partecipanti si ornano. In particolare la pianta dell'ontano, che cresce lungo i corsi d'acqua, è considerata il simbolo della vita ed è per questo che è spesso presente nel rituale.
Si tratta di una celebrazione che risale a popoli dell'antichità molto integrati con i ritmi della natura, quali i Celti (che festeggiavano Beltane), gli Etruschi e Liguri, presso i quali l'arrivo della bella stagione rivestiva una grande importanza.
In alcune località essa è associata al culto di San Michele, del quale è festeggiata l'8 maggio la sua apparizione nel santuario di Monte San Michele sul Gargano.
Col tempo la tradizione del Calendimaggio si è affievolita, soprattutto a partire dall'Ottocento, quando il movimento socialista trasformò questa ricorrenza nella festa dei lavoratori, facendole assumere un carattere di protesta sociale. Fu per questo che il fascismo, nonostante la sua valorizzazione delle manifestazioni folcloriche italiane, giunse a vietare questa espressione popolare in alcune città Altrove, tuttavia, furono incentivate le rievocazioni medievali in linea con gli esiti nazionalisti del romanticismo, come nel caso del Calendimaggio di Assisi, ripristinato in forma nuova nel 1927.

LE FESTE DI CALENDIMAGGIO

In base alla  località in cui si svolge questa festa troviamo forme e nomi differenti:

  • Calendimaggio - Milano Anticipazione del Festival Internazionale di Poesia di Milano- Giardino Condiviso di Via Scaldasole.
  • Calendimaggio ad Assisi (PG)
  • Calendimaggio a Vernasca (PC), in val d'Arda
  • Cantar Maggio su tutta la Montagna pistoiese, dove per tutto il mese si svolge il Maggio Itinerante Pistoiese
  • Carlin di maggio a Corte Brugnatella in val Trebbia (PC)
  • Cantamaggio a Prataccio, provincia di Pistoia
  • "Maggio delle Ragazze" a Riolunato, provincia di Modena
  • Santa Croce, in una zona compresa fra i comuni di Brallo di Pregola, Bobbio e Corte Brugnatella, nelle province di Pavia e Piacenza
  • E bene venga maggio a Monghidoro (BO)
  • I Maggi Villa Minozzo (RE)
  • Galina grisa o Galëina grisa in val Tidone, a Pianello Val Tidone o a Cicogni, frazione di Pecorara (PC) e a Romagnese (PV)
  • Maggio a Santo Stefano d'Aveto (GE)
  • Cantamaggio a Terni (TR)
  • Maggiolata a Firenze (FI)
  • Pianta dal Macc a Canzo (CO)
  • Calendimaggio de le Stríe ('delle Streghe') a Nogaredo (TN), in Val Lagarina
  • Cantar le uova nell'Alessandrino
  • A Seveso è presente nella prima domenica e nel primo lunedì di maggio una festa detta di Calendimaggio, propria della parrocchia di San Pietro
  • La Maggiolata a Castiglione d'Orcia in provincia di Siena nella notte tra il 30 aprile e il 1º maggio
  • Ecco Maggio giù ppe'r piano... a Badia Prataglia (AR) la notte tra il 30 aprile e il 1º maggio
  • Ju Calenne in varie frazioni del comune di Tornimparte (AQ)
  • A Nocera Superiore si celebra nella frazione periferica di Materdomini, assumendo il nome di Festa del Majo.

In molte  città si è formalizzata in una vera e propria consuetudine dotata di regole interne e a carattere fortemente spettacolare, come la Maggiolata a Firenze o il Calendimaggio ad Assisi.
Oggi in alcuni luoghi si celebra durante tutto il mese di maggio questa tradizione, come nel caso dal Maggio Itinerante Pistoiese
.


CALENDIMAGGIO

Ben venga Maggio
e il gonfalon selvaggio!
Ma è una selva che si svelle,
la selva che da sè si schianta!
E viene, e seco ha le procelle
che l’hanno nell’inverno affranta,
e viene e canta
8il gonfalon selvaggio!

Ben venga con la sua grande ombra
e col grande urlo dei torrenti!
È vivo il gonfalon che ingombra
la terra e si svincola ai venti;
ed ai dormenti
14annunzia: È Maggio! È Maggio!

Ben venga Maggio
e il gonfalon selvaggio!
S’avanza sotto il cielo azzurro
il verde bosco che s’è mosso;

ha dentro un cupo suo sussurro,
ha dentro un rauco fiato grosso.
È rosso rosso
22il gonfalon selvaggio!

Ben venga! È gente che sui capi
solleva il ramuscel d’ulivo;
e quel sussurro è ronzìo d’api
seguenti il ramo fuggitivo;
e il rosso vivo
28è dei rosai di Maggio!

Ben venga Maggio
e il gonfalon selvaggio!

( Giovanni Pascoli)








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