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martedì 23 maggio 2023

CAPPUCCETTO ROSSO

 




Il Mago dice che:

Cappuccetto Rosso è una delle fiabe europee più popolari al mondo, di cui esistono numerose varianti. Le versioni scritte più note sono quella di Perrault (col titolo Le Petit Chaperon Rouge) del 1697 e quella dei fratelli Grimm (Rotkäppchen) del 1857.

TRAMA DELLA VERSIONE PIU' CONOSCIUTA 

Cappuccetto Rosso, così chiamata così perché indossa sempre una mantellina con un cappuccio rosso regalato dalla nonna, detta anche Cappuccetto, è una bambina che vive con la sua mamma in una casetta vicino al bosco. Un giorno la mamma le consegna un cestino pieno di cose buone da portare alla nonna malata, che vive al di là della foresta. La mamma raccomanda a Cappuccetto di fare attenzione, durante il tragitto. Nel bosco, però, la bambina incontra un lupo, che con l'inganno le si avvicina e si fa rivelare dove abita la nonna. Il lupo così si allontana, arriva prima di lei alla casetta, bussa alla porta, presentandosi alla nonna come la nipotina, e così apre la porta e se la mangia in un sol boccone. Cappuccetto Rosso arriva più tardi alla casetta, entra e trova il lupo nel letto, travestito da nonna, e anche la bambina viene a sua volta divorata in un sol boccone. Successivamente, un cacciatore, amico della nonna di Cappuccetto, si accorge di quello che è accaduto, si precipita nella casa dell'anziana signora e apre la pancia del lupo addormentato, dalla quale fuoriescono immediatamente la nonna e Cappuccetto Rosso sane e salve. Con il loro aiuto, il cacciatore riempie la pancia del lupo di pietre per sostituire il peso delle due donne. Una volta sveglio, il lupo, nonostante il pasto precedente l'abbia saziato, si sente ancora pesante, così decide di uscire a fare una passeggiata. Dopo aver fatto appena pochi passi, però, cade a terra affannato e muore. La nonna, il cacciatore e Cappuccetto Rosso festeggiano. La piccola può tornare a casa senza ulteriori preoccupazioni e anche l'uomo si allontana portando il corpo del lupo con sé per farne delle pellicce. Cappuccetto Rosso un giorno torna di nuovo a far visita alla nonna, ma lungo la strada incontra un nuovo lupo che cerca di ingannarla come ha fatto il precedente, ma Cappuccetto gli dà indicazioni sbagliate e, arrivata a casa della nonna, la avvisa. L'anziana quindi chiude la porta per evitare maggiori disgrazie. Il lupo arriva a casa della nonna e per mangiare le due donne entra dal camino, ma la nonna mette a bollire un pentolone d'acqua nel camino: il lupo ci finisce dentro e muore.


VARIANTI E ORIGINI 

La storia di Cappuccetto Rosso può essere fatta risalire alla storia tradizione orale di diverse regioni europee. Si sa che la fiaba era narrata già nel XIV secolo in Francia.

La versione di Charles Perrault :

La versione scritta più antica della fiaba è Le Petit Chaperon Rouge, apparsa nella raccolta di fiabe I racconti di Mamma l'Oca di Charles Perrault nel 1697.La versione di Perrault è molto più breve di quella successiva dei Grimm e non contiene un lieto fine: non è infatti presente la figura del cacciatore che salva nonna e nipote. Vi sono inoltre espliciti riferimenti sessuali: una volta giunta al cospetto del lupo travestito da nonna, Cappuccetto viene indotta da lui a togliersi i vestiti e giacere nel letto insieme a lui. Perrault conclude la narrazione con una spiegazione esplicita della morale:
«Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente le giovanette carine, cortesi e di buona famiglia, fanno molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena. Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n'è un tipo dall'apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro. Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose!»

La versione di Perrault della fiaba, incluse le conclusioni morali, fu tradotta in italiano da Collodi nel 1875 e inclusa nella sua raccolta di fiabe I racconti delle fate.


La versione dei Fratelli Grimm:

Nel XIX secolo due versioni tedesche della fiaba furono raccontate ai fratelli Grimm da Jeanette Hassenpflug (1791–1860) e Marie Hassenpflug (1788–1856). I Grimm trasformarono una delle due versioni nella storia principale, la seconda in un seguito. La prima, col titolo Rotkäppchen, fu inclusa nella prima edizione della loro raccolta Kinder- und Hausmärchen (1812). Dalla prima edizione è registrata come fiaba numero 26. In questa versione, la bambina e sua nonna venivano salvate da un cacciatore interessato alla pelle del lupo. Nella seconda storia, Cappuccetto Rosso incontra un secondo lupo che tenta di ingannarla con lo stesso stratagemma del precedente, ma, grazie all'esperienza acquisita con il primo lupo, lo inganna a sua volta, dandogli indicazioni sbagliate per raggiungere la casa della nonna; la bambina rimane invece sulla strada maestra e arriva dalla nonna, barricandosi con lei in casa. Quando il lupo sopraggiunge, tenta di penetrare in casa dalla canna fumaria, ma la nonna mette nel camino un pentolone d'acqua bollente e il lupo vi cade dentro, annegando, in una maniera analoga a ciò che accade al lupo de I tre porcellini.
I Grimm continuarono a rivedere la storia nelle edizioni successive; quella meglio nota è la revisione finale, del 1857, con il taglialegna che sostituisce il cacciatore.

INTERPRETAZIONI E ANALISI


Nel tempo si sono susseguite analisi e interpretazioni presenti nel sottotesto della storia. Erich Fromm e successivamente Bruno Bettelheim hanno evidenziato come la fiaba si presti a un'interpretazione freudiana. Se è evidente la presenza di contenuti sessuali nella storia (si veda il passo di Perrault citato sopra), le interpretazioni discordano sostanzialmente solo su quello che potrebbe essere inteso come significato principale . La maggior parte delle proposte enfatizza uno dei seguenti temi:
  • La prostituzione. La fiaba potrebbe essere intesa come un'esortazione a non esercitare il "mestiere". Quella della "giovane donna nel bosco" è uno stereotipo che in molte tradizioni viene metaforicamente associato alla prostituzione; nella Francia del XVII secolo, tra l'altro, la "mantellina rossa" era un segnale esplicito in questo senso.
  • La maturità sessuale. In questa interpretazione, la mantella rossa rappresenta le mestruazioni e l'ingresso nella pubertà, che conduce la bambina nella "profonda e oscura foresta" della femminilità; il lupo rappresenta, quindi, l'uomo visto come predatore sessuale da cui guardarsi.
  • L'antropofagia. Altre interpretazioni si focalizzano sull'elemento antropofago: la fiaba ha origine nel contesto di un'Europa periodicamente flagellata da terribili carestie durante le quali si segnalarono diversi casi di cannibalismo (siano d'esempio il caso della carestia francese del X secolo e della Grande carestia del 1315-1317). Il fatto che nelle versioni più antiche della fiaba la figura antropofaga fosse interpretata da un'orchessa, un elemento mostruoso ma antropomorfo e di sesso femminile, anziché da un lupo (un animale di sesso maschile, la cui antropofagia, pur connotata negativamente, rientra nell'ordine naturale delle cose) danno supporto a queste interpretazioni e al fatto che la fiaba, nella sua forma orale, si sia evoluta nel corso del tempo, per andare a rispondere a diverse esigenze formative.










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