giovedì 18 ottobre 2012

OROSCOPO CELTICO


Il Mago dice che:



Gli antichi celti associavano ai giorni dell'anno un albero le cui virtù avrebbero influito sui nati di quel particolare giorno.

 Il calendario celtico non è uguale al  calendario che di solito si utilizza  in gran parte del mondo e prevede che il primo giorno dell'anno coincida con il primo giorno di Novembre.

L'anno era diviso in quattro trimestri:
  • Samain (dal 1 novembre);
  • Imbolic (dal 1 febbraio);
  • Bealtaine (dal 1 maggio);
  •  Lugnhnasadh(dal 1 agosto);



 I 21 alberi che sono stati individuati dalla cultura celtica caratterizzano ciclicamente le persone nate nei diversi periodi dell'anno.
 L'albero infatti, secondo  il popolo degli antichi Celti, simboleggiava il ciclo della vita e allo stesso tempo stava ad indicare l'opportunità di relazionare le tre parti del cosmo: il sottosuolo (radici), la terra (tronco) e il cielo (chioma).



 Lo studio fatto  sacerdoti Druidi, portò ad osservare gli eventi celesti suddividendo il percorso del sole in specifici settori.
Ad ogni settore venne attribuito un albero che, in base alle sue specifiche caratteristiche, si adattava meglio a quel determinato momento.

 Inoltre ad ogni pianta vennero attribuite caratteristiche simili a quelle degli esseri umani, trasformando così lo studio delle piante in quello che noi conosciamo con il nome di Oroscopo Celtico.
Gli alberi sono:
Abete, Acero ,Bagolaro
Betulla ,Carpino ,Castagno
Cipresso, Corniolo ,Faggio
Fico, Frassino ,Melo
Nocciolo ,Noce, Olmo,
Pino ,Pioppo ,Quercia
Salice, Tiglio ,Ulivo








CERCATE QUI SOTTO DI QUALE PIANTA SIETE
E LE CARATTERISTICHE 
DEL VOSTRO SEGNO CELTICO




  • Quercia (21 marzo)
    Il fatto che questo segno corrisponda ad un solo giorno indica quale sia l'importanza, per i celti, per una data che indica la rinascita della natura dopo il periodo di "letargo" invernale.
    Inoltre la quercia, nella tradizione celtica,indica una grande forza e pazienza, rappresentando in questa maniera al meglio tutti gli elementi naturali che riprendono vita.
    I nati della quercia sono caratterizzati da un grande carisma e da un fede incrollabile nei confronti della giustizia, divenendo dei leader per lo meno per il loro gruppo amicale.
    Capita che  il loro spiccato senso di giustizia diviene un'arma a doppio taglio, in
    quanto rinunciano alla loro vita privata pur di compiere il loro dovere.
  • Betulla (24 giugno)
    Il 24 giugno corrisponde con l'inizio dell'estate celtica e questo fatto influisce strettamente con il carattere dei nascituri. Infatti, come in questo periodo il sole irradia i propri raggi con maggiore forza su tutta la natura, così in nati della Betulla sono estroversi ed aperti al mondo esterno. Questa apertura corrisponde ad una grande passioni per i viaggi e per scoprire posti nuovi. I nati della Betulla sono anche dei grandi amanti della bellezza, esplicata con un raffinato gusto per arredare la propria casa.
    Dal punto di vista caratteriale i Betulla sono molto aperti al dialogo e soprattutto hanno una grande vis polemica, in maniera da conoscere cose sempre maggiori.
    Non legano molto con i Meli, mentre gli amanti preferiti sono i nati dell'Olmo.
  • Ulivo (23 settembre)
    I nati dell'ulivo rappresentano delle persone con un grande acume intellettuale accompagnato però da una certa timidezza, che spesso non permette ai nati di questo segno a ricoprire il ruolo che la loro capacità meriterebbe.
    Simbolicamente l'ulivo, nelle tradizione celtica, rappresenta un fuoco purificatore e rigenerante.
    Questa indicazione serve per sottolineare come i nati dell'ulivo siano solitamente accompagnati da una buona salute e da una conseguente longevità.
  • Faggio (22 dicembre)
    È un segno particolare, perché corrisponde con la giornata del solstizio d'inverno.
    I nati sotto questo segno sono caratterizzati da una grande passione per le arti e da una memoria importante. Grandi oratori possono tenere alta l'attenzione del pubblico con molta abilità, se si tratta di un argomento a loro noto.
    Corrono il rischio, proprio per queste loro capacità, di risultare a volte anche saccenti.
    Dal punto di vista del guadagno e del fare carriera risultano essere molto pragmatici. Caratteristica questa che non fa legare i nati del Faggio con quelli del Salice e dell'Olmo, solitamente noti sognatori.
    I Faggi legano con i nati dell'Abete e della Betulla.
  • Abete (2 -11 gennaio e 5 -14 luglio)
    Nella tradizione celtica l'abete è l'albero del trascendentale, ossia viene ritenuta la pianta che unisce il mondo dei vivi da quello dei morti. Spesso veniva utilizzato anche per fare degli oracoli.
    Quelli  che nascono sotto questo segno sono delle persone che hanno dei grandi valori morali, che non abbandonano mai anche di fronte alle difficoltà. Il perseguimento di questi ideali li porta a lottare anche aspramente con i loro avversari, riuscendo spesso anche a batterli.
    Grandi amanti, anche se a volte possono risultare troppo possessivi, sono delle persone che legano in particolare con i nati della Betulla e del Castagno.
  • Olmo (12 - 24 gennaio e 15 - 25 luglio)
    Grande amante delle regole morali e di una etica che lo porta a fidarsi del genere umano, il nato dell'Olmo è spesso costretto a subire brutte delusioni.
    È un generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri e si aspetta che gli altri facciano lo stesso per lui non sono però sufficienti le delusioni di cui parlavamo prima per far cambiare opinione ai nati dell'olmo.
    È estremamente raro che un Olmo si lasci prendere dalla negatività a causa delle brutte esperienze della sua vita.
  • Cipresso (25 gennaio/3 febbraio e 26 luglio/4 agosto)
    I cipressi sono alberi sempreverdi spesso legati, per la loro longevità al culto dei morti non solo nella tradizione celtica ma anche in quella occidentale, tanto da essere spesso scelti come alberi per ornare i cimiteri.
    Proprio come gli alberi che li rappresentano, i nati sotto questo segno tendono ad essere particolarmente longevi e a subire in maniera minima gli acciacchi che naturalmente accompagnano la crescita dell'età.
    Questa grande capacità a sopportare molto i dolori, e alla notevole capacità fisica, porta i nati del Cipresso ad essere profondamente generosi e disponibili nei confronti degli altri, donandosi al servizio senza alcun timore.
    È una persona, proprio per queste caratteristiche, che tiene particolarmente a stare in compagnia. Quando non è impegnato ad aiutare, il suo ruolo è quello di portare allegria nel gruppo.
    È un segno che lega molto con Betulla e Olmo.
  • Pioppo (4 - 8 febbraio, 1 - 14 maggio, 5 - 13 agosto e 3 - 11 novembre)
    I nati del Pioppo sono grandi esteti ed amanti della natura, anche se la loro tendenza è di essere prettamente pessimisti.
    Nonostante ciò sono delle persone che amano tenersi spesso in compagnia, soprattutto perchè, quando si trovano ad essere allegri e spensierati, tendono a dimenticare i loro malesseri.
    Hanno un rapporto particolare con i Meli e le Querce.
  • Bagolaro (9 - 18 febbraio e 14 - 23 agosto)
    I nati sotto il segno del Bagolaro sono tipicamente degli istrionici ed estroversi, dei personaggi che risultano spesso essere la vera e propria anima della festa.
    Proprio per questa ragione risultano essere dei veri e propri artisti, versati nelle arti e nel divertimento.
    La loro vitalità si trasforma spesso in sentimento di infrangibilità, dato che i nati sotto questo segno spesso si ritengono baciati dalla Fortuna e quindi non toccabili da eventi funesti.
    Legano in particolare con i Frassini, i Pini e le Querce.
  • Pino (19 - 29 febbraio e 24 agosto/2 settembre)
    Prima il dovere e poi il piacere. È questo il principale motto che segna la strada dell'esistenza dei nati del segno del Pino.
    Forti fisicamente e fermamente fissati al raggiungere gli obiettivi che si pongono, i nati di questo segno risultano spesso poco interessati ai vari sentimenti.
    Non dimostrano cedimenti sentimentali. La loro lucida razionalità è sempre diretta verso un chiaro obiettivo.
    L'unica forza che sembra scalfire la dura corazza dei Pini è quella dell'amore che, se colpisce veramente i nati di questo segno li porta ad essere maggiormente sensibili alle necessità delle persone che hanno vicino.
    Legano in particolare dei nati sotto il segno del Bagolaro.
  • Salice (1 - 10 marzo e dal 3 - 12 settembre)
    I nati sotto il segno del Salice si sentono come se vivessero la loro vita sempre sopra il ciglio di un burrone. Questa situazione al limite li porta a cercare l'estrosità e l'innovazione ad ogni costo, nella necessità di trovare nuove idee ed intuizioni.
    Il fatto di sentirsi sempre al limite, e la paura che la giostra della vita possa fermarsi da un momento all'altro, porta i nati sotto questo segno a cercare la compagnia e l'allegria di altre persone.
    Il lato opposto della medaglia la si trova in ambito amoroso. Infatti i Salici tendono ad essere amanti poco fedeli, che cercano spesso avventure.
  • Tiglio (11 - 20 marzo e 13 - 22 settembre)I nati del Tiglio ripongono grande fiducianell'amicizia, e sembrano davvero persi se non si trovano al loro fianco delle persone care. Per fare ciò il Tiglio tende a rendersi insostituibile, in maniera che la sua presenza risulti sempre richiesta.
    Nonostante questa volontà di restare sempre legati agli altri, i nati sotto questo segno non riescono ad essere dei grandi diplomatici, in quanto riescono a celare male i loro reali sentimenti.
    Sono delle persone che trovano spesso la loro realizzazione professionale nel lavoro con i bambini, grazie ai quali riescono a sentirsi anche spiritualmente appagati.
  • Nocciolo (22 - 31 marzo e 23 settembre/3 ottobre)
    I nati sotto il segno del Nocciolo sembrano, ad una prima occhiata, non avere grandi capacità. Non risultano avere né una particolare prestanza fisica né tantomeno delle capacità intellettive spiccate.
    Nella realtà in nati del Nocciolo sono costanti, pazienti e perseveranti e sfruttano questa loro iniziale capacità mimetica, non spiccando in mezzo ad un gruppo, per realizzare una silenziosa scalata verso le posizioni che contano.
    Legano in particolare con i nati del Melo.
  • Corniolo (1 al 10 aprile e 4 - 13 ottobre)
    I nati sotto il segno del Corniolo sono caratterizzati da una impetuosità ed una vitalità tale che sembrano travolgere ogni cosa gli capiti vicino.
    Si tratta di persone che vivono di passioni e che quindi amano trovare nuovi stimoli ogni volta, cercando di rinnovarsi sempre.
    Nonostante questa continua ricerca della novità dal punto di vista degli affetti i nati del Corniolo sono fedeli e affidabili.
    Il loro essere travolgenti, e il cercare sempre qualcosa di nuovo, può provocare, a volte, degli strascichi di malumore da parte di coloro che gli si trovano vicino.
    Gli Ulivi sono gli elementi che, con la loro ponderatezza, riescono a limitare la straripante vitalità dei Cornioli
  • Acero (11 - 20 aprile e 14 - 23 ottobre)
    I nati dell'Acero sono dei veri e propri guerrieri: sono elementi dotati di grande aggressività ma al contempo sono dei fini strateghi, in grado di realizzare dei piani dettagliati.
    Sono persone molto robuste di costituzione, poco inclini ad ammalarsi e a soffrire per la salute.
    Grandi difensori del genere umano, spesso sembra quasi che recitino la parte di cavalieri senza macchia e senza paura. Per questo loro alto obiettivo gli Aceri spesso rinunciano a formare una famiglia, vedendola come un orizzonte limitato in relazione al loro alto obiettivo.
    Proprio per questa ragione è molto probabile per i nati sotto il segno dell'Acero il ricoprire cariche religiose, alti incarichi giudiziario, ma anche impegni in ambito medico o retorico.
    Legano in maniera particolare con i Meli e i Bagolari.
  • Noce (21 - 30 aprile e 24 ottobre - 2 novembre)
    I nati sotto il segno del noce sono soggetti estremamente metodici e precisi, in grado di realizzare grandi piani e dotati di un forte carattere, tanto da risultare dominanti rispetto alle persone che gli si ritrovano intorno.
    Questa loro forza caratteriale porta i Noce a ricercare un lavoro prevalentemente autonomo, in maniera da avere libertà di movimento e nessuno che gli crei dei legami troppo stretti.
  • Castagno (15 - 24 maggio e dal 12 - 21 novembre)
    I nati sotto il segno del Castagno sono dei veri e propri ricercatori della verità. Si tratta di persone sempre disponibili a discutere e a cercare di confutare qualsiasi idea, purché si trovino le basi sufficienti per far proseguire un ragionamento. In ogni caso, una volta certi di una verità queste persone resteranno fermamente convinti delle loro idee, che non cambieranno mai se non di fronte a chiare e logiche confutazioni.
    In questa grande prospettiva di discussione, i nati del Castagno risultano essere anche dei veri cultori della forma fisica e della vigoria fisica. Mens sana in corpore sano sembra essere il loro maggiore motto.
  • Frassino (25 maggio/3 giugno e 22 novembre/1 dicembre)
    I nati del Frassino sono fermamente convinti della loro capacità e della loro forza. Restano sicuri che, qualunque sia la prova che il destino abbia in serbo per loro, saranno in grado di risolverla.
    Questo comportamento causa, nelle persone che si ritrovano al fianco dei nati del Frassino due pulsioni differenti: un senso di sicurezza ma anche irritazione ed astio quando sembra che l'ottimismo espresso dai Frassino sia eccessivo.
    L'ottimismo del Frassino non si traduce però in una eccessiva certezza della natura umana: la loro fiducia rientra nelle proprie capacità e dell'innata bontà della Natura. Le persone false, o che agiscono in maniera artefatta, corrono il rischio di venire letteralmente schifate dai nati del Frassino.
    Se ci si comporta correttamente con loro, i Frassino risultano essere delle persone ricche di generosità ed educate, anche se spesso potrebbero risultare un po' ribelli rispetto alle convenzioni sociali.
    Legano principalmente con Faggi ed Ulivi.
  • Carpino (4 - 13 giugno e 2 - 11 dicembre)
    I nati sotto il segno del Carpino sono dei commercianti nati, molto interessati a conoscere gente, viaggiare e a cercare di ricavare il meglio da ogni situazione.
    Potrebbero risultare delle persone poco interessati ad una coerenza morale e ad una fermezza morale, anche se poi si dimostrano degli amici abbastanza fedeli.
    Legano in maniera particolare con Bagolari e Faggi.
  • Fico (14 - 23 giugno e dal 12 - 21 dicembre)
    Grandi amanti della giustizia e del rapporti affettivi, che essi siano familiari, amorosi o amicali, i nati sotto il segno del Fico sono persone che potrebbero davvero divenire nervosi e acidi nei confronti di coloro che, a loro avviso, stiano prevaricando i diritti dei suoi cari.
    Per questa ragione i nati del Fico sono molto scettici e riservati nei confronti delle persone che gli si avvicinano. Solo dopo una attenta analisi si lasciano andare dimostrandosi profondamente gentili e premurosi.
    Legano in maniera particolare con le Betulle e i Pini
  • Melo (25 giugno/4 luglio e 23 dicembre/1 gennaio)
    I nati sotto il segno del Melo sono delle persone genericamente generose e disponibili verso gli altri, poco indirizzate a realizzare gesti ed azioni per proprio calcolo e tornaconto. Sono inoltre delle persone che affrontano l'esistenza con estrema calma e tranquillità, restando sempre padroni della situazione e risultando in questa maniera sempre degli ispiratori di pace per coloro che gli sono vicino.
    I nati del Melo sono anche dei grandi ricercatori di cultura, forse l'unica vero suo vizio. Per ottenere conoscenze maggiore, i Meli possono anche divenire antipatici e muoversi contro gli altri.



                          
  
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sabato 6 ottobre 2012

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lunedì 1 ottobre 2012

HALLOWEEN




Il Mago dice che:





Antichi retaggi del sacro culto:

Al giorno d'oggi conosciamo Halloween come una festa commerciale dedicata alle streghe,ai mostri e ai fantasmi.
Molto diffusa in America , ha le sue origini in Irlanda , dove si narra la leggenda di Jak O'lantern , un poco di buono, che dopo aver fatto una partita con il diavolo ,riusci con una serie di trucchetti, a far promettere al demonio, che non avrebbe mai preso la sua anima. Quando morì , fu cacciato dal paradiso  a causa della sua cattiva  condotta durante la sua vita , cos' Jak bussò all'inferno , ma il diavolo ricordandogli il loro patto , lo rifiutò e lo lascò vagare nell'oscurità per sempre.
L'unica cosa che gli diede fu un tizzone ardente, per potere illuminare il suo cammino. Jak aveva una rapa (alcuni dicono che avesse una cipolla), che svuotò mettendoci dentro il tizzone .
Questa leggenda che approdò in America si diffuse molto velocemente, la rapa fu sostituita con una zucca , Hallowen diventa la notte in cui Jak O'Lantern si fa strada in questo mondo per trovare ristoro nel suo eterno vagare.

Jak O'Lantern 


Evidenti sono le analogie con Shamain. Anche se in modo più profano si parla sempre della morte e della luce che illumina il nostro cammino , in una notte dove i confini si fanno molto sottili e anke Jak O'Lantern può ritornare tra noi.

La celebrazione di Halloween tuttavia ha origini pagane molto più remote e pone le sue radici nella civilta' Celtica. Infatti gli antichi Celti che abitavano in Gran Bretagna, Irlanda e Francia festeggiavano l'inizio del Nuovo Anno il 1°Novembre: giorno in cui si celebrava la fine della "stagione calda" e l’inizio della "stagione delle tenebre e del freddo".
La notte tra il il 31 ottobre e il 1° Novembre era il momento piu' solenne di tutto l’anno druidico e rappresentava per i Celti la piu' importante celebrazione del loro calendario ed era chiamata la notte di Samhain. Tutte le leggende piu'importanti in cui si narrano cicli epici, antiche saghe, grandi battaglie e si racconta di re e eroi, si svolgevano nella notte di Samhain. Molte di queste leggende riguaradavano la fertilita' della Terra e il superamento dell’oscura stagione invernale. Per questo motivo si attendeva la meta'piu' buia dell’anno con grande timore e si celebrava con rispetto cosmico, terrore e panico l’inizio del regno semestrale del Dio delle Tenebre: Samhain (Samain, Samhuin).

A dire il vero non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell’anno o fosse una divinita'.
Per i Celti, che erano un popolo dedito all’agricoltura e alla pastorizia, la ricorrenza che segnava la fine dei raccolti e l’inizio dell’inverno assumeva una rilevanza particolare in quanto la vita cambiava radicalmente: i greggi venivano riportati giu'dai verdi pascoli estivi, e le persone si chiudevano nelle loro case per trascorrere al caldo le lunghe e fredde notti invernali passando il tempo a raccontare storie e a fare lavori di artigianato.
  I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno (31 Ottobre) Samhain, Signore della Morte, Principe delle Tenebre, chiamasse a se'tutti gli spiriti dei morti  e temevano che in questo giorno   tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi. I Celti credevano che i morti risiedessero in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge e ritenevano che a volte i morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate nelle collinette di cui il territorio scozzese ed irlandese è contornato.





Una leggenda riferisce che tutte le persone morte l’anno precedente tornassero sulla terra la notte del 31 ottobre, in cerca di nuovi corpi da possedere per l’anno prossimo venturo. Cosi' nei villaggi veniva spento ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni venissero a soggiornavi. Questo rito consisteva nello spegnere il Fuoco Sacro sull’altare e riaccendere il Nuovo Fuoco (che simboleggiava l'arrivo del Nuovo Anno) il mattino seguente. I Druidi si incontravano sulla cima di una collina in un’oscura foresta di querce (albero considerato sacro) per accendere il Nuovo Fuoco e offrire sacrifici di sementi e animali. Danzando e cantando intorno al focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio tra la stagione solare e la stagione delle tenebre. Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. Spegnere il fuoco simboleggiavava che la metà oscura dell’anno (quindi la morte) stava sopraggiungendo mentre l’atto di riaccenderlo era simbolo di speranza e di ritorno alla vita, dando cosi'a questo riuto la rappresentazione ciclica del tempo.
In Scozia la notte di Samhain le persone seppellivano pietre nella terra che venivano ricoperte di cenere e vi venivano lasciate sino al mattino suceccsivo. Se al mattino una pietra era stata smossa, significava che la persona che l’aveva seppellita sarebbe morta entro la fine dell’anno.
L'usanza moderna di travestirsi nel giorno di Halloween, nasce dalla tradizione che i Celti praticavano, dopo il rito dei sacrifici nella notte del 31 Ottobre, festeggiavano per 3 giorni mascherandosi con pelli degli animali uccisi per esorcizzare e spaventare gli spiriti.
Vestiti con queste maschere grottesche ritornavano al villaggio illuminando il loro cammino con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui intorno erano poste le braci del Fuoco Sacro.
Nella tradizione celtica non esistono ne'diavoli, ne'demoni, però le Fate erano spesso considerate ostili e pericolose dagli uomini che erano risentiti del dover codividere con loro le proprie terre. Le leggende raccontano  che nella notte di Samihain le Fate sono solite
fare alcuni "scherzetti" agli uomini , portandoli a perdersi nelle "colline delle Fate"dove rimanevano intrappolati per sempre. I Celti quindi, per guadagnarsi il favore delle Fate erano soliti offrire loro del cibo o latte che veniva lasciato sui gradini delle loro case.
In Irlanda si diffuse la tradizione di lasciare qualcosa da mangiare e del latte da bere fuori dalla porta, in modo che gli spiriti passando potessero rifocillarsi e decidessero di non fare degli scherzi agli abitanti della casa.
Attraverso le conquiste romane Cristiani e Celti vennero in contatto. Durante il periodo della cristianizzazione dell'Europa, la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani, ma non sempre vi riuscì. Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa di Samhain, nell' 835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti, dedicata a tutti i santi del Paradiso, dal 13 Maggio al 1° Novembre.
Tuttavia l'influenza del culto di Samhain non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei Morti dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi, che venivano festeggiati dai loro cari, mascherandosi da santi, angeli e diavoli e accendendo dei falò.
In inglese Ognissanti si chiama All Hallows' Day; la vigilia del giorno di Ognissanti, cioè il 31 ottobre, si chiama All Hallow' Eve. Queste parole si sono trasformate prima in Hallows' Even, e da lì ad Halloween il passo è stato breve.
Nonostante i tentativi della Chiesa cristiana di eliminare i riti pagani di Samhain, Halloween è rimasta una festa legata al mistero, alla magia, al mondo delle streghe e degli spiriti.








LA LEGGENDA DI JACK

Jack, irlandese imbronciato,
dentro a un bar era seduto.
Quando proprio sul più bello
Arrivò uno spiritello.
"È giunta l'ora di partire
Nel mio mondo devi venire"

Ma Jack, che era furbo e astuto,
non ci pensò nemmeno un minuto.
E al diavoletto che lo chiamava
In questo modo rispondeva
"Vecchio diavolo che te ne vai
Per il mondo in cerca di guai.
Lascia almeno che l'ultima volta
Io mi beva un bicchiere di vodka
E poiché l'oste devo pagare
In un penny ti dovrai trasformare".

Il diavoletto, senza pensare
Che al suo aspetto non poteva tornare,
In un battibaleno si mutò
In una moneta che Jack intascò.

"Jack Jack ti prego, ti imploro.
A essere diavolo di nuovo
Tu ora devi farmi tornare
In cambio di ciò che mi vorrai domandare".
Jack, che di morire non ne voleva sapere,
gli chiese di non farsi più vedere.
Né oggi né domani né mai
Che lo lasciasse vivere senza procurargli guai.
Il diavolo, che non era poi così cattivo
Se ne andò punto sul vivo
E fino a che Jack campò
Sul suo cammino mai più lo incontrò.

Giunto all'età di 100 anni
Jack pensò che i suoi malanni
Potevano ora anche finire
E si preparò per partire.
Arrivato che fu al gran portone
Bussò e bussò per ore e ore.
Ma ad aprirgli nessuno arrivò
E Jack spazientito allora gridò:
"O diavolo che vivi lì dentro
Fammi entrare nel tuo antro.
Non vedi i miei capelli canuti
E che tutti i denti mi sono caduti?"

Sogghignando lo spiritello
Da una finestra del suo castello:
"Oh Jack, ma io non posso.
Tempo fa, infatti, ho promesso
Che se il mio aspetto mi restituivi
Ti avrei lasciato nel mondo dei vivi.
E ora che tu non ci vuoi più restare
Non so davvero cosa fare.
Meglio, perciò, se te ne vai
Per il mondo dove vuoi".
E nel proferir queste parole
Contro al vecchio tirò un tizzone.

Da allora narra la storiella
Che Jack con la sua fiammella
Erra in giro per le città
Quando cala l'oscurità.
E per non far spegnere il lumino
Jack si è creato un lanternino
Usando la zucca a mo' di lumicino.








Halloween,è una tradizione o una novità?

Alcune persone credono che l'usanza di intagliare zucche e illuminarle dall'interno , sia venuta dall'Irlanda e dagli USA, ma si sono sbagliati di grosso .

La tradizione delle cosidette "lumere" della notte del 31 ottobre, era radicata fino agli anni 50 del novecento in tutta la pianura padana e in alcune zone del centro italia .
Oggi è ritornata per altre vie , ma i nostri nonni le zucche le sapevano già intagliare .
Serve una zucca grossa , si lava ,si disegna con una penna  un cerchio sulla parte superiore e si taglia .
Levato il cappuccio , la si vuota togliendo la polpa , ma non troppo , altrimenti si rompe, la polpa e i semi devono essere conservati.
Si fa il disegno che si vuole ottenere , si incolla sulla zuccae con un punteruolo si incide .
Poi, seguendo i buchini , si taglia con un coltellino con la lama a seghetto . Uno o  due lumini all'interno , si rimette il cappuccio e la zucca è pronta . Con la polpa si cucina , i semi si seccano per fare le insalate , ma non nel forno , perderebbero le loro virtù.



PICCOLI INCANTESIMI 

Prendere una moneta preferibilmente d'argento ma anche di altro materiala va bene lo stesso ,  dopodichè la si lascia sul pavimento vicino alla porta di casa magari sotto lo zerbino e si recita :
"Denaro sul pavimento, denaro sotto la porta ".
Questa semplice azione porterà fortuna alla casa e a chi vi abita. 
Se invece abitiamo vicino ad un bosco o possiamo facilmente raggiungerne uno per raccogliere delle ghiande , possiamo regalarne alcune ai nostri cari come augurio di buona fortuna. 
Se si seppelliscono delle mele nel terreno, si fornirà l'alimento per gli spiriti che aspettano per rinascere e loro ci ringrazieranno con i loro favori .
Invece delle pietre contrassegnate con i nomi dei proprietari messe nel  fuoco e recuperate  la mattina dopo , possono , secondo una tradizione antichissima , indicare la fortuna della persona indicata per l'anno a venire.



FILASTROCCHE POPOLARI






Filastrocca delle Streghe

Vieni, vieni in mezzo al bosco,
sette streghe io conosco
vivono in una casina
tutta zucchero e farina.

Vieni non aver paura,
Se la notte è scura, scura
Ci rischiarerà il cammino
Una lucciola col lanternino.

Vieni mano nella mano,
camminiamo piano, piano
troveremo una casina
tutta zucchero e farina.

C'è una strega grassa, grassa,
rompe tutto quando passa;
ce n'è una senza denti,
quando mangia non la senti.



Ad Halloween

La candela è nella zucca
sulla testa ha una parrucca;
nella notte nera, nera
c'è una strega proprio vera.
Sotto il braccio al vampirello
c'è un grande pipistrello,
che insegue un fantasma
con la tosse e con l'asma.
Mi coloro d'arancione,
verde, giallo e marrone.




Danza delle streghe

Le streghe non si vedono, ma le streghe ci sono
Nel buio si radunano, in riva a fiumi e laghi
Corrono senza un frullo, volano senza un suono
Non le sentono gli uomini, non le vedono i maghi.

Le streghe sono magiche, le streghe sono donne
Incendiano le tenebre con le risa e la danza
Fanno ruotar mantelli, le favolose gonne
Finché dura la notte, finché ne hanno abbastanza.

E gli umani le cercano, le vogliono vedere
Curiosi delle favole, stupiti delle grida .
E furtivi si accostano, chini nelle ombre nere
Tremanti di paura, ubriachi di sfida

Ma le streghe li sentono, corrono sulle sponde
Sopra le acque fuggono, gioiose equilibriste
E per gli umani restano i cerchi delle onde
Come gonne che ridono: "Le hai viste? Non le hai viste?"



La notte di Halloween

Nella notte delle streghe
Vi racconto cosa succede.

Ci sono i bimbi per la strada
Che insieme recitano una sciarada.

Ci sono vampiri nel loro mantello
Che chiedon caramelle a questo e a quello.

Ci sono fantasmi sulla porta
Promettono scherzi se non arriva la torta.

Vaga uno scheletro tutto ossa
Fu un tempo il corpo di una signora grassa.

Nella notte delle streghe
Ecco davvero cosa succede.

Succede che insieme i vivi coi morti
Se ne vanno in giro senza passaporti.

Nelle case addobbate a festa
Ci sono zucche col cappello in testa.

Sotto la luna nella notte scura
Si ode un grido che mette paura.

Succede che i bimbi per l'intera serata
Rimangono svegli a fare nottata.

Volete sapere cosa succede
Nella notte delle streghe?

Succede che di dormire non ha voglia nessuno
Evviva la notte del trentuno!



Halloween festa stregata!

Halloween festa stregata!
Ci spaventa la nottata!
Tutti fuori a notte fonda
festeggiam con baraonda.
Streghe, maghi e fantasmini…
Dolci, frittelle, cioccolatini!
Che ricetta eccezionale!
Che nottata micidiale!
Tante maschere stregate;
tante facce spaventate;
tanti dolci nei pancini;
tante zucche in lumicini.
E’ una festa un po’ paurosa,
con fantasmi e streghe a iosa!
E con maghi e mostri a frotte
trascorriamo questa notte!


Dolcetto o Scherzetto

O mi dai un buon dolcetto,
o ti becchi uno scherzetto!
Devi fare questa scelta
muoviti, su, fai alla svelta!
Non hai tempo di pensare
sono qui per spaventare
chi i dolcetti non mi dà
prima o poi si pentirà!




RICETTE  PER LA SERA DI HALLOWEEN




Biscotti di zucca della strega

Ingredienti:
Burro 125 g
300 g Farina
Limoni 1
Marsala secco 2 cucchiai
Uova 1 intero e 2 tuorli
Zucca g 600
Zucchero g 250

Preparazione:
La prima cosa da fare è preparare la pasta con un procedimento molto semplice: versate in una ciotola la farina, il burro, 150 g di zucchero i due tuorli ed un pizzico di sale, quindi mescolate il tutto e aggiungete l'uovo intero ed il marsala secco continuando a mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo.
Una volta pronto mettete l'impasto ottenuto in frigo per almeno un ora e dedicatevi alla preparazione della zucca.
Lavate la zucca e sbucciatela, quindi tagliatela a pezzettini e mettetela a cuocere in una pentola con un pò d'acqua che serve solamente a raggiungere l'ebollizione.
Lasciatela cuocere per un pò e, quando si sarà ammorbidita, aggiungete il limone a pezzetti e lo zucchero rimasto.
Fate quindi caramellare il tutto a fuoco lento ed a fine cottura fate raffreddare il composto in un colino per eliminare tutto il liquido.
Nel frattempo togliete la pasta da frigorifero e preparate, su una superficie infarinata, una striscia di pasta larga almeno 10 centimetri e con uno spessore di 4 millimetri circa, quindi disponete il preparato alla zucca già raffreddato, al centro e chiudete la striscia.
Tagliate quindi la stricia ripiena, con un coltello infarinato, in strisce più piccole larghe almeno 4 centimetri.
Preparate una teglia foderandola con carta forno e disponete i vostri biscotti nella teglia ben distaccati l'uno dall'altro.
Accendete il forno a 180° e infornate i biscotti per 15 minuti, quindi fateli raffreddare e spolverateli con dello zucchero a velo.


Crostata di zucca e speck


Ingredienti per una torta di media grandezza

Occorrente:
Farina: 200 gr.
Uova: 2
Burro: 80 gr.
Polpa di zucca: 600 gr.
Speck: 100 gr.
Fontina: 50 gr.
Parmigiano grattuggiato: 100 gr.
Salvia
Maggiorana
Sale

Come si procede:
Tritare finemente cinque foglie di salvia e unire due rametti di maggiorana. Impastare la farina con il burro ammorbidito a temperatura ambiente e tanta acqua quanta ne occorre per ottenere un composto morbido (2 o 3 cucchiai). Incorporare il trito di erbe, quindi far riposare la pasta per 30 minuti in frigorifero.
Nel frattempo sbucciare la zucca, privarla dei semi e tagliarla a pezzi. Lessarla per 20 minuti circa in acqua salata, colarla e schiacciarla con una forchetta.
Tritare lo speck e farlo rosolare in una padellina antiaderente, aggiungere la zucca e lasciare insaporire per 2/3 minuti. Sbattere le uova, unire il grana e la fontina tagliata a dadini e unire il composto alla zucca.
Stendere la pasta tenuta in fresco e ricavarne un disco. Foderare uno stampo da torte di circa 24 cm di diametro, precedentemente imburrato e infarinato. Rovesciare il composto con la zucca nella teglia e formare sulla superficie una grata con la pasta rimasta. Cuocere in forno già caldo a 200° C per 45 minuti circa. Togliere dal forno e servire tiepida.



biscotti di Halloween
Ingredienti: 400 gr di farina, 150 gr di burro ammorbidito, 2 tuorli, mezza bustina di lievito, 100 gr di zucchero, colorante arancione per dolci, latte a temperatura ambiente e cioccolato fondente in tavoletta per decorare.

Procedimento: Mescolate zucchero, burro e i due tuorli formando un composto spumoso. Setacciate farina e lievito e lavorate, nel caso, anche con le mani per amalgamare al meglio il composto e per non lasciare i grumi della farina. Ora aggiungete due cucchiai di latte e il colorante arancione per dolci. Regolate in farina fino a che non potrete formare delle palline di impasto. Schiacciate ogni pallina facendo dei biscotti tondi e con la punta di una forchetta incidete delicatamente formando i “tagli” della zucca.

Appoggiare, infine, i biscotti in una teglia da forno e cuocete a 180° per circa 15 minuti. Intanto, sciogliete a bagnomaria il cioccolato e, a fine cottura, decorate le vostre zucche con l’aiuto di una siringa da pasticcere, formando occhi, naso e bocca….


Fave dei morti

Ingredienti:

250 grammi di mandorle pelate, 125 grammi di farina, 3 chiare d'uovo 250 grammi di zucchero, vaniglia, un bicchierino di alchermes, 50 grammi di cioccolata grattugiata, un bicchierino di rosolio bianco, qualche goccio di olio di rose o acqua di rose.

Preparazione:

Riscaldare il forno (deve risultare appena tiepido). Prendere le mandorle, tritarle e lasciarle asciugare al caldo. In un contenitore mettere la farina e un albume sbattuto, mescolare e aggiungere poco per volta gli altri albumi, lo zucchero, le mandorle e continuare a mescolare bene, fino ad avere un impasto omogeneo, quindi dividerlo in 3 parti: nella prima metterete la vaniglia e il rosolio bianco, nella seconda metterete l'olio di rose e l'alchermes, nella terza metterete la cioccolata. Formate delle piccole fave che metterete sulla carta da forno, nel forno riscaldato, in modo che asciughino bene.

Frittelle dolci

Ingredienti:

3 uova, 250 grammi di farina, 150 grammi di zucchero, 500 grammi di zucca, la scorza grattugiata di due arance.

Preparazione:

Prendere la zucca e tagliarla a fette eliminando i semi e la buccia, cuocerla in una pentola in acqua salata ,scolarla e passarla. Mettere la polpa in un contenitore, sbattere le uove ed aggiungerle, mescolare bene, aggiungere farina, zucchero e scorza delle arance, mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo e sodo. Con un cucchiaio prendere l'impasto e fare tante polpettine, schiacciatele  sul palmo della mano e friggetele in una padella unta di burro. Prendere le frittelle e spolverarle con zucchero a velo e servirle calde.

Fusilli alla crema di zucca

Ingredienti (4 porzioni):

Una zucca di media grandezza, 350 g. di fusilli, 150 g. di panna, una cipolla, 500 g. di cime di rapa, formaggio grattugiato, uno spicchio d'aglio, olio d'oliva, sale e pepe.

Preparazione:

Prendere la zucca e tagliarne la calotta, estrarre la polpa e scartare i semi e i filamenti, tagliarla a fette e cuocerla nel forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti; passarla poi nello schiacciapatate. Prendere le cime di rapa, lessarle e lasciarle raffreddare. Dopo aver tritato la cipolla farla rosolare nell'olio insieme ad uno spicchio d'aglio; unire le cime di rapa con i fusilli lessati e gli altri ingredienti. Versare il tutto dentro la zucca, mescolare delicatamente e servire.


Tortelli di zucca


Ingredienti per 4 persone

Occorrente per il ripieno
1/2 zucca
pan grattato – 2 cucchiai
1 uovo intero
formaggio grana
1/2 cipolla
burro
mostarda
noce moscata
7 o 8 amaretti
½ dado
1 cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale

Come si procede:
Tagliate a pezzi la zucca e sbucciatela, poi affettatela (con il robot da cucina) a scaglie sottili. In una teglia soffriggete la cipolla in un po’ di burro e olio di oliva. Versate nel soffritto la zucca tagliata e lasciate cucinare lentamente, mescolando perché il composto non si attacchi. Quando vedete che la zucca è quasi cotta, aggiungete una grattata di noce moscata e il dado. Togliete la teglia dal fuoco e frullate il composto ottenuto, aggiungendo un pezzo di mostarda fatto a pezzetti, gli amaretti, un cucchiaino di zucchero, il formaggio grana, l’uovo, il pan grattato e un pizzico di sale. Mescolate a mano il composto e lasciatelo riposare. A questo punto preparate la pasta all’uovo come siete abituati e stendetela. Tagliatela a quadrati (abbastanza larghi )all’interno dei quali metterete un cucchiaino di ripieno. Richiudeteli su se stessi e schiacciate i bordi. I tortelli vanno cotti freschi, in giornata, e serviti con burro fuso e salvia e abbondante formaggio grana.


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