martedì 31 luglio 2018

LO SGABELLO DEL BOIA


Il Mago dice che
Curiosità Modenesi | Perché in duomo c'è uno sgabello detto "del boia" ?

Vi è mai passato per la testa di   di intraprendere la carriera da boia? Se  al giorno d'oggi questa domanda vi può far sorridere , fino a tre secoli fa era una cosa  seria. Anche perché è vero che il boia andava in giro a volto coperto per paura di ripicche da parte dei famigliari o amici della vittima, ma era anche vero che spesso era riconoscibile.
Non si trattava  di un mestiere tranquillo, ma dall'altro canto ogni città doveva avere il suo boia e per questo la comunità modenese prevedeva per lui alcuni benefit, in particolar modo per incentivare nuovi boia a candidarsi. 
Tra i vantaggi dell'intraprendere questa "carriera" lavorativa non c'era solo l'interessante paga, ma anche il prestigioso sgabello dentro il duomo.

Non è facile  associare la figura del boia a quella del cristiano, ma di fatto all'epoca chi compiva le esecuzioni in nome dei governanti o dell'Inquisizione agiva in favore di Dio e della comunità cristiana. Per questo motivo nella navata centrale del Duomo, esattamente sulla colonna posta di fronte al pulpito, vi è un piccolo sgabello di legno, murato nella colonna e chiuso da un lucchetto.
L'unico che ne possedeva le chiavi era proprio il boia, in quanto unico membro della chiesa che poteva sedervi proprio in prima fila, lì dove erano seduti di solito  le più alte cariche e figure della città modenese. Infatti le ricche famiglie modenesi avevano dei banchi riservati nelle prime file, mentre più ci si avvicinava alla porta del duomo e più le persone erano di stato sociale  inferiore e infatti erano molto accalcate.










  

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