Il Mago dice che:
Dall'epoca posteriore degli anni 40 del 900 , in cui la fantascienza ha in parte rinunciato alle sue prerogative di storia esclusivamente avventurosa per addentrarsi in situazioni sociali ed etiche più complesse , questa categoria letteraria è diventata una delle poche che si sforzino di ipotizzare scenari futuri , talvolta enfatizzando i rischi che il nostro comportamento attuale potrebbe causare, non solo per drammatizzare la trama , ma anche per ottenere un effetto molto più proficuo di avvertimento.
Gli scrittori di " Sci-Fi" si collocano così tra i pochi, ultimi, fustigatori di costumi , che dopo averci parlato delle meraviglie del futuro , ci mettono in guardia dalle conseguenze che, per esempio , un dominio globale di multinazionali della tecnologia , potrebbe avere sulla nostra vita sociale.
Così scrive il filosofo inglese Ruggero Bacone
nel XIII secolo nella sua
Epistola De Secretis
operibus
...è possibile costruire navi per navigare senza rematori
controllate da un solo uomo... carri non trainati da buoi
che procedono a grande velocità ... macchine per volare...
strumenti piccoli in sè ma che siano sufficienti a alzare e
abbassare pesi enormi...
MACCHINE MERAVIGLIA
Collocandosi comunque - salvo in certi casi , che ipotizzano un diverso corso della storia - nel futuro, quasi tutte le vicende fantascientifiche si svolgono in un mondo che ci mostra tecnologie a venire .
In questo la fantascienza ci ricorda le sue origini , quando HG. Welles e ancora di più Giulio Verne , stupivano i lettori utilizzando le conoscenze scientifiche della loro epoca per ipotizzare scoperte future che , in parte, si sono realizzate .
Oggi viviamo circondati da strumenti di uso quotidiano, che pochi decenni fa erano solo appannaggio dei narratori , chi non ricorda il trasmettitore da polso di Dik Tracy, che oggi esiste come telefono cellulare proprio in quella forma .
Con in più il fatto che questo piccolo strumento è in grado di metterci in contatto con una rete planetaria ipotizzata solo in parte nella fantascienza : l'albero che consentiva a tutti gli abitanti del nostro pianeta di entrare in rapporto fra loro nel romanzo di James Blish; Guerra Al Grande Nulla .


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