Il Mago dice che:
E' una festa che ancora non ha preso piede in tutta Italia ma che si celebra soprattutto nelle zone dell’arco alpino. È qui che, infatti, dai primi anni Settanta, a Monteprato di Nimis, in provincia di Udine, si tiene ancora oggi la “Festa degli uomini” nei giorni 1 e 2 agosto.
La ricorrenza prende spunto da un bizzarro avvenimento risalente all‘epoca napoleonica, quando i soldati delle ultime fila indossavano delle calzamaglie molto strette che lasciavano poco spazio all’immaginazione. A questi sfortunati soldati veniva imposto, per una questione di ‘uniforme’, di tenere entrambi i testicoli spostati a sinistra della cucitura della calzamaglia. Da qui il detto “les deux à gauche” ovvero “due a sinistra”.
Non ci è dato sapere il perché, ma pare che in seguito l’affermazione “deux à gauche” sia diventata “deux de août” che significa proprio “due di agosto”. Alcuni ipotizzano infatti che la forma dei testicoli assomigli ad un 8 rovesciato, e agosto è l’ottavo mese dell’anno. Da qui la scelta di festeggiare l’uomo proprio il 2 agosto. Nessun avvenimento serio da ricordare come accade per la festa della donna, ma solo per il piacere di festeggiare e celebrare l’uomo.
Ma ad essere celebrati, più che gli uomini in quanto tali, sono i loro genitali! Ogni anno, infatti, a Monteprato di Nimis accorrono migliaia di visitatori, soprattutto coppie. In occasione della Festa degli Uomini è tradizione ricevere la benedizione per un anno ricco di fertilità. Per questo, come detto in precedenza, ad essere celebrati sono soprattutto i genitali maschili e il loro ‘corretto funzionamento’.
Tant’è che durante la festa sfila per le vie cittadine un’enorme statua in legno rappresentante l’organo sessuale maschile. Tutto ciò può sembrare assurdo o strano, ma migliaia di visitatori prendono parte ogni anno a questa ricorrenza per celebrare l’uomo. La statua portata in “processione” è realizzata a mano e l’usanza vuole che le donne la tocchino come buon augurio per la loro fertilità.
Dunque un modo completamente diverso per festeggiare l’uomo rispetto alla donna ma che nelle zone limitrofe sta prendendo sempre più piede. E chissà che tra qualche anno non diventi una vera e propria “festa istituzionale” come avviene per l’8 marzo. Ma se alle donne viene regalata la mimosa, cosa potrà mai essere regalato agli uomini?
La ricorrenza prende spunto da un bizzarro avvenimento risalente all‘epoca napoleonica, quando i soldati delle ultime fila indossavano delle calzamaglie molto strette che lasciavano poco spazio all’immaginazione. A questi sfortunati soldati veniva imposto, per una questione di ‘uniforme’, di tenere entrambi i testicoli spostati a sinistra della cucitura della calzamaglia. Da qui il detto “les deux à gauche” ovvero “due a sinistra”.
Non ci è dato sapere il perché, ma pare che in seguito l’affermazione “deux à gauche” sia diventata “deux de août” che significa proprio “due di agosto”. Alcuni ipotizzano infatti che la forma dei testicoli assomigli ad un 8 rovesciato, e agosto è l’ottavo mese dell’anno. Da qui la scelta di festeggiare l’uomo proprio il 2 agosto. Nessun avvenimento serio da ricordare come accade per la festa della donna, ma solo per il piacere di festeggiare e celebrare l’uomo.
Ma ad essere celebrati, più che gli uomini in quanto tali, sono i loro genitali! Ogni anno, infatti, a Monteprato di Nimis accorrono migliaia di visitatori, soprattutto coppie. In occasione della Festa degli Uomini è tradizione ricevere la benedizione per un anno ricco di fertilità. Per questo, come detto in precedenza, ad essere celebrati sono soprattutto i genitali maschili e il loro ‘corretto funzionamento’.
Tant’è che durante la festa sfila per le vie cittadine un’enorme statua in legno rappresentante l’organo sessuale maschile. Tutto ciò può sembrare assurdo o strano, ma migliaia di visitatori prendono parte ogni anno a questa ricorrenza per celebrare l’uomo. La statua portata in “processione” è realizzata a mano e l’usanza vuole che le donne la tocchino come buon augurio per la loro fertilità.
Dunque un modo completamente diverso per festeggiare l’uomo rispetto alla donna ma che nelle zone limitrofe sta prendendo sempre più piede. E chissà che tra qualche anno non diventi una vera e propria “festa istituzionale” come avviene per l’8 marzo. Ma se alle donne viene regalata la mimosa, cosa potrà mai essere regalato agli uomini?


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