Il Mago dice che:
Nei tempi passati tra i mercanti c'erano venditori ambulanti di unguenti miracolosi, infusi e acque curative capaci di debellare le malattie più difficili.
Documenti autorevoli con tanto di bollo in ceralacca certificavano l'efficacia del prodotto che era venduto da abili oratori.
Sul loro banco avevano spesso animali esotici in gabbia dai quali dicevano di aver prelevato preziosi ingreienti.
L'acqua di Moreali era uno di questi prodotti .
Questa espressione deriva dall'acqua subamara di Giovanni Battista Moreali , medico sassolese del 18° secolo che per volere del Duca Francesco III° , fu attivo anche negli ospedali modenesi .
Studiò gli effetti dell' acqua di una sorgente modenese che conteneva solfato di magnesio, cloruro di sodio e solfato di soda .
Praticamente era un acqua blandamente lassativa e rinfrescante , che a quanto sembrava non aveva particolari doti medicamentose
Da quì il proverbio:
Al cunta cmè l'acqua ed Murièl
ch'la n'fa nè mel nè bèin
( conta come l'acqua di Moreali
che non fa bene e non fa male)



