martedì 1 dicembre 2020

L'ACQUA CURATIVA DI MOREALI

 




Il Mago dice che:

Nei tempi passati tra i mercanti c'erano venditori ambulanti di unguenti miracolosi, infusi e acque curative capaci di debellare le malattie più difficili.
Documenti autorevoli con tanto di bollo in ceralacca certificavano l'efficacia del prodotto che era venduto da abili oratori.
Sul loro banco avevano spesso animali esotici in gabbia dai quali dicevano di aver prelevato preziosi ingreienti.
L'acqua di Moreali era uno di questi prodotti .
Questa espressione deriva dall'acqua subamara di Giovanni Battista Moreali , medico sassolese del 18° secolo che per volere del Duca Francesco III° , fu attivo anche negli ospedali modenesi .
Studiò gli effetti dell' acqua di una sorgente modenese che conteneva solfato di magnesio, cloruro di sodio e solfato di soda .
Praticamente era un acqua blandamente lassativa e rinfrescante , che a quanto sembrava non aveva particolari doti medicamentose 

Da quì il proverbio:
Al cunta cmè l'acqua ed Murièl 
ch'la n'fa nè mel nè bèin
( conta come l'acqua di Moreali 
che non fa bene e non fa male)




















IL LATTE DI GALLINA

 




Il Mago dice che:

Il latte è il primo alimento dell'uomo,  preziosissimo per la vita del bambino in anni in cui non esisteva il latte sostitutivo.
Quasi tutti i contadini avevano mucche , quindi il latte era sempre disponibile e se ne faceva un gran uso in cucina.
In  tante famiglie , oltre che a colazione veniva utilizzato anche di sera prima di iniziare la cena perchè era un alimento ricco e molto gradito.
Per questo motivo quando si parlava di qualcuno cresciuto negli agi e con disponibilità,si usava l'espressione enfatica:


Un latte pregiato disponibile solo per i più fortunati.

Ma il latte di gallina è anche  una bevanda che ha origine nelle campagne del piacentino e che veniva utilizzata per combattere il raffreddore. Si doveva bere la sera prima di andare a dormire e veniva preparato con il latte appena munto e le uova di gallina.

Ecco gli ingredienti che servono e come procedere alla sua preparazione:

1 tuorlo d’uovo
 2 cucchiai di zucchero semolato
 1 tazza di latte intero
 1 bicchierino di liquore (rum, sambuca o liquore all’anice)

  •  In una terrina dai bordi alti, sbattete il tuorlo con lo zucchero: il composto dovrà gonfiarsi leggermente e diventare chiaro. Potete utilizzare un piccolo frullino elettrico per ottenere un risultato più veloce. 
  • Nel frattempo, versate il latte in un pentolino, aggiungete i semi del baccello di vaniglia e fatelo scaldare senza raggiungere il bollore.
  • Una volta pronto, versatelo sull’uovo e mescolate.
  • Aggiungete il liquore che preferite e servite.
E PER FINIRE :

Il latte  di gallina è il nome comune di alcune piante del genere Ornithogalum e in particolare di Ornithogalum umbellatum, detto anche aglio selvatico, erba bulbosa delle Gigliacee con una rosetta basale di foglie strette e molto lunghe, da cui si diparte uno scapo corimbiforme dai bei fiori a tepali internamente candidi, esternamente screziati di verde. È comune nei seminativi e negli incolti del Mediterraneo e dell’Europa media, a volte  è coltivato nei giardini.







CHI VENIVA IMMERSO NEL LETAMAIO

 




Il Mago dice che:

In una economia povera in cui spesso si pativa la fame , nel mondo contadino, erano rare le occasioni in cui si poteva mangiare in abbondanza , le grandi abbuffate si facevano  durante le sagre e ai matrimoni.
Quando questo succedeva , poteva creare seri problemi a dei fisici abituati a dei regimi alimentari di sussistenza.
Per digerire tutti  quegli alimenti , il sangue veniva richiamato dallo stomaco e potevano venire delle congestioni .
In questi casi l'unica cura conosciuta era quella di seppellirlo nudo nel letamaio fino alla testa.
L'odore nauseabondo avrebbe prodotto immediatamente l'espulsione tramite il vomito, di una parte del cibo, e il calore nel quale era immerso avrebbe agevolato la digestione.