sabato 3 settembre 2011

REALE E MAYA

Il Mago dice che:








Maya in sanscrito( antica lingua indiana) vuol dire illusione .
Il mondo di Maya è il mondo in cui siamo immersi  , caratterizzato dalle forme illusorie che ci circondano. 
Esse sono tali perchè non hanno vita eterna , ma hanno una vita legata al tempo.
E' la Divinità che , sfuttando gli archetipi in suo possesso ,opera sulla materia e sul mondo di Maya( illusione).
Il potere di Maya è quello di creare delle immagini e di intervenire sulla forma e la materia ( potere di Dio).
Il reale sono i valori eterni  che ogni persona porta con sè anche dopo la morte (anima, conoscenze valori spirituali)mentere tutto quello che viene lasciato sulla terra è Maya.
Per irreale si intendono piacere e dolore che hanno esistenza relativa e non sono permanenti, in opposizione al reale cioè lo spirito ( anima ) che ha esistenza assoluta ed eterna . Tutto il mondo materiale è illusione , maya, apparenza .




PROVERBI SULL'APPARENZA


  • Abito non fa frate e tonaca non fa monaca
  • Alla letizia paion brevi l'ore, lunghi i minuti invece nel dolore.
  • Bella vigna, poca uva.
  • Brutti ghigni, cattiva gente.
  • Calzoni ce ne sono tanti, ma uomini pochi.
  • Chi dipinge il fiore non gli dà l'odore.
  • Chi non sa fingere non sa regnare.
  • Chi non sa fingersi amico non sa esser nemico.
  • Domani cessa d'esser meraviglia, ciò che oggi abbaglia e fa inarcar le ciglia.
  • Dopo il gioco, finiscono nel sacco tanto il re quanto la pedina.
  • Fatto il letto e spazzata la casa, anche se c'è miseria non lo sa nessuno.
  • Guardati dai segnati da Dio.
  • Il migliore dei rossi ha scaraventato sua madre dentro il pozzo.
  • La castagna di fuori è bella, e dentro ha la magagna.
  • L'abito non fa il monaco, né croce il cavalier; barba non fa il filosofo, né quel che pare è ver.
  • L'apparenza inganna.
L'apparenza inganna e lo specchio mente.
  • Le cerimonie son fra le persone, iperboli e bugie di convenzione.
  • Le cose belle non son buone tutte, le migliori talor son le più brutte.
  • Mal si giudica il cavallo dalla sella.
  • Molta apparenza poca sostanza.
  • Nelle case molto alte l'ultimo alloggio è sempre vuoto.
  • Niente inganna più che la vista.
  • Non è sempre raffreddato colui che tossisce.
  • Non è tutt'oro quello che luccica.
  • Non nuoce al buono del volto la bruttezza, al cattivo non giova la bellezza.
  • Non sempre fugge chi volta le spalle.
  • Non v'è rosa senza spine.
  • Non vi è bella scarpa che non finisca ciabatta.
  • Ogni lucciola non è un fuoco.
  • Parere e non essere è come filare e non tessere.
  • Pelo rosso, bestiaccia.
  • Più vale l'ultimo che il primo viso.
  • Quei guai che fuor dell'uscio chiuder puoi, o veri guai non sono, o non son tuoi.
  • Quel che si vede non è di fede.
  • Quello a cui le cose vanno bene, sembra un uomo in gamba.
  • Roba piccola roba vezzosa; roba grossa, robaccia.
  • Se la pillola avesse un buon sapore, dorata non sarebbe di fuori.
  • Sia pur giuliva e bella al debitore, brutta la faccia appar del creditore.
  • Son gli orologi che portiamo addosso, fatti solo per saper l'ora all'ingrosso.
  • Su le apparenze non formar giudizi, perché fallaci son gli esterni indizi.
  • Tale che al volto sembra un gran selvaggio, ha gentili maniere, è onesto e saggio.
  • Talor quella che noi crediam disgrazia, vien per farne del bene ed è una grazia.
  • Tra facce smorte vi è meno brava gente che tra le facce colorite.
  • Tutto quel che ciondola non cade.
  • Vede le cose ben sotto altro aspetto, chi da morbo mortal ridotto è a letto.
  • Visse cent'anni un uom che giace qui, sano, robusto e poi? e poi morì.