martedì 31 dicembre 2013

L'EPIFANIA



Il Mago dice che:


Nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio , Madre Natura esausta per l'energia spesa durante l'anno , si trasfomava in una buona vecchietta, che dopo avere consegnato i doni simbolici per la nuova semina , era pronta a farsi bruciare per fare rinascere dalle proprie ceneri, una nuova luna rappresentata da una nuova natura.
Questa interpretazione coincide con il fatto che dopo le feste di Natale e Capodanno finivano le riserve di cibo e restavano solo i frutti di stagione, arance , mandarini, castagne secche ,fichi , noci, con i quali si facevano anche dei dolcetti.
Anche il carbone , assieme alla cenere era simbolo di un focolare ormai ridotto al lumicino e quindi esprimeva negatività. 

Il termine epifania deriva dal greco ἐπιφάνεια, epifaneia, che significa manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina, e dal verbo ἐπιφάινω, epifaino, appaio. Nella forma 'Eπιφάνια (San Giovanni Crisostomo) assume la valenza di "Natività di Cristo", oltre che di "Epifania" come noi la intendiamo. Esiste anche l'aggettivo epifanico.

Nel linguaggio moderno  Epifania sta ad indicare l'Epifania del Signore, una festa cristiana che cade il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale. Con la Pasqua, l'Ascensione, la Pentecoste ed il Natale, quella dell'Epifania costituisce una delle massime solennità che la Chiesa celebra.



Cenni storici dell'Epifania

Il termine ἐπιφάνεια veniva utilizzato dai greci per indicare l'azione o la manifestazione di una divinità (mediante miracoli, visioni, segni, ecc.).

Nel III secolo i cristiani iniziarono a commemorare, con il termine Epifania, le manifestazioni divine (come i miracoli, i segni, le visioni, ecc.) di Gesù. In particolare, tra queste manifestazioni si sono evidenziate: l'adorazione da parte dei Re Magi, il battesimo di Gesù ed il primo miracolo avvenuto a Cana. Oggigiorno con questo termine si intende, invece, la prima manifestazione pubblica della divinità, con la visita dei Magi.
Nel mondo ortodosso, alcuni usano il termine Epifania per indicare la festa che cade sempre il 6 gennaio (o tredici giorni più tardi nelle Chiese che seguono il calendario giuliano) e viene più correntemente chiamata Teofania. In questo giorno viene celebrato il battesimo di Gesù nel Giordano, mentre la visita dei Magi, commemorata dai Cattolici di rito latino e da altre Chiese occidentali in una festa a sé, nelle chiese di rito bizantino viene celebrata il giorno stesso del Natale.


Epifanio ci racconta il Battesimo di Gesù come la manifestazione della sua divinità:

« [...] Quando tutto il popolo si fu battezzato, venne anche Gesù e fu battezzato da Giovanni. E allorché uscì dall'acqua, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito Santo in forma di colomba che discendeva e penetrava in lui. E dai cieli venne una voce che disse: Tu sei il mio figlio diretto: in te mi sono compiaciuto. E poi ancora: Io oggi ti ho generato. E in quel momento una gran luce illuminò tutto il luogo. Vedendolo Giovanni gli disse: Tu chi sei? E di nuovo una luce dal cielo a lui: Questo è il mio figlio diletto in cui mi sono compiaciuto. Allora Giovanni gettandosi ai suoi piedi disse: Ti prego Signore, battezzami tu! Ma egli vi si oppose, dicendo: Lascia, perché così conviene si adempiscano le cose »

(Epifanio, Haer. XXX 13,7)


Riguardo la nascita di Gesù il testo dei Vangeli, come quello di tutte le altre opere di scrittori antichi, è il risultato di un lavoro storico, filologico e dottrinale che richiede delle scelte tra alternative differenti. Ad esempio Epifanio cita un passo del vangelo di Luca 3,22 diverso da quello riportato dalle attuali traduzioni della Bibbia; questa discrepanza è presente in vari codici, tra cui il codice Bezæ: le parole di Dio sono rese σὺ εἶ ὁ υἱὸς μου ὁ ἀγαπητὸς, εγὼ σήμερον γεγέννεκα σε (su ei huios mou ho agapetos, ego semeron gegenneka se, Tu sei il mio figlio prediletto, in questo giorno ti ho generato) al posto di ἐν σοὶ εὐδόκησα (en soi eudokesa, in te mi sono compiaciuto)[3].
I Magi sono stati interpretati come Re Magi per l'influsso di Isaia 60,3, e sono stati attribuiti loro i loro nomi di Melchiorre (semitico), Gaspare (camitico) e Baldassarre (giapetico).
Secondo il Vangelo di Matteo (2,2) i Magi (non precisati nel numero), guidati in Giudea da una stella (αστερα, da ἀστήρ, stella od astro), portano in dono a Gesù bambino, riconosciuto come "re dei Giudei" (Mt 2,2: βασιλευς των ιουδαιων), oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorano.
Con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne, l'offerta di doni altamente significativi e l'adorazione dei magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo. Avvenimento di fondamentale importanza per la tradizione cristiana, che ha trovato riscontro in numerosissime opere d'arte.
Nelle chiese cristiane ortodosse(che seguono il calendario giuliano), il 7 gennaio si celebra la Nascita di Gesù, a causa di una differenza di tredici giorni fra calendario gregoriano, in uso in occidente dal 1582, e il calendario giuliano precedente, ancora in uso in certe chiese ortodosse.






LA CALZA 

Basta una calza per racchiudere in sè tutta l'emozione dell'evento , ma deve essere una calza vera, vecchia ,rattoppata e grande come l'immagine della Bevana che si forma nella mente del bambino.
L'ideale è appenderla al camino , ma in mancanza , fa suggestione mettere la calza su una finestra socchiusa.


Cosa mettere nella calza?

Dolci che sanno di antico , un pugno di castagne secche,torroni , un mandarino,un giocattolo di legno o qualcosa da comporre e lavorarci cn attrezzi di uso quotidiano . Dopo tutti i festeggiamenti di natale basta e  avanza...


E il carbone?

Un pezzettino mischiato con la cenere di cui avrete lasciato traccia sul pavimento per testimoniare il passaggio della vecchia.







FILASTROCCHE POPOLARI

a Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
Viva, Viva La Befana!


La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte
Col vestito alla romana
Viva, Viva La Befana!


La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
attraversa tutti i tetti
porta bambole e confetti


La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il vestito a trullallà
La Befana eccola qua!

ANCORA FILASTROCCHE ..


E' arrivata la Befana
coi balocchi pei bambini;
rimboccata ha la sottana
ed è scesa nei camini.
Ha trovato scarponcini
e calzini trasparenti,
li ha riempiti con dolcini
per far bimbi assai contenti.
Ogni cosa ha poi lasciato
con sveltezza e cuor contento:
nessun bimbo s'è svegliato
proprio allora in quel momento.
Risalita nei camini
è scappata in grande fretta.
La sognavano i bambini,
quella povera vecchietta!



Ecco arriva la Befana
pettinata alla moderna:
ha una stella per lucerna
e la luna per cavai.
Uno stuolo di marziani
sopra un razzo caricati,
sono tutti affaccendati
i balocchi a preparar.
Hanno note lunghe lunghe
di bambini che son buoni:
sol per loro hanno doni
come premio di bontà.



Viene viene la Befana
Da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
la Befana, sai chi è?
La Befana viene viene,
se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.
La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po’ di carbone mi ha lasciato.