domenica 18 novembre 2018

LA MEDITAZIONE


Il Mago dice che



Dopo tanto scetticismo il mondo della scienza conferma: l’uso delle tecniche orientali di meditazione può prevenire e curare tante malattie.
Fino agli Anni ’50 la meditazione è stata prerogativa dei monaci. Poi con i Beatles diventò pratica dei figli dei fiori, seguiti negli anni successivi da calciatori e attori: meditano Roberto Baggio e Richard Gere. In tempi un pò più recenti è stata la volta degli amministratori delegati delle grandi multinazionali: Rao Dalio (Bridgewater associates) e Marc Benioff (Oracle e Salesforce.com). E oggi si è dato alla meditazione persino Dmitry A. Medvedev, primo ministro della Federazione Russa.
Da qualche anno però la meditazione non si occupa più solo di “benessere psicologico” ed è entrata negli ospedali con molte applicazioni: dal controllo del dolore all’immunologia, dalla cura dell’ipertensione al rallentamento del declino cerebrale.
In che cosa consiste? Che risultati dà e con quali meccanismi agisce?

ALL'INIZIO 

Tutto è incominciato una trentina di anni fa quando Jon Kabat Zinn fondò il Center for Mindfulness all’University of Worcester (Uk) e cominciò a usare la meditazione come strumento terapeutico. Strumento tutt’altro che facile da proporre: nella frenetica vita contemporanea la meditazione di tradizione orientale è pratica difficile. Ma i suoi vantaggi non sono più in discussione: migliora l’attenzione, le abilità cognitive e la memoria, riduce l’ansia e i sintomi depressivi. E non solo...
Alla Brown University di Providence (Usa), Catherine Kerr sfrutta la meditazione per il suo effetto analgesico: sostiene che funziona come una specie di manopola che regola la percezione delle sensazioni sgradevoli. Nel 2010, quando era al Mit di Harvard, ha dimostrato che, se si focalizza l’attenzione sulle sensazioni della mano sinistra, la “mappa” cerebrale corrispondente a quella mano registra una significativa caduta dell’ampiezza delle onde che filtrano le sensazioni lasciando passare solo quelle che superano una certa soglia.
Se invece l’attenzione si focalizza su un’altra parte del corpo, le onde tornano normali. L’anno successivo, usando la magneto-encefalografia, una tecnica di imaging cerebrale, ha dimostrato che i ritmi di queste onde nel cervello sono correlati con l’attenzione sensoriale e che l’abilità di regolare queste onde nella corteccia cerebrale è maggiore nei soggetti capaci di meditazione.
In poche parole, meditare consente un maggior controllo sul sistema sensoriale e permette di scegliere su cosa focalizzare l’attenzione.Qual'è isultato? La meditazione fa andare sullo sfondo quello che non si vuole sentire, per esempio – e non è poco – i dolori cronici.
Fadel Zeidan, neurobiologo della Wake Forest Baptist University(Usa), ha persino quantificato l’effetto della meditazione rispetto al potere analgesico della morfina: «Potrebbe ridurre del 40% l’intensità del dolore e del 57% la sua spiacevolezza, contro una riduzione del solo 25% ottenuta con la morfina» sostiene Zeidan.




 E'ANTINFIAMMATORIO

Molte malattie cardiovascolari e neurodegenerative sono legate a uno stato di infiammazione di cui non si conosce esattamente né l’origine né la cura: se si riuscisse a ridurre lo stato infiammatorio forse le si potrebbe prevenire. È la strada percorsa quasi per caso da Steven Cole, dell’University of California Los Angeles(Ucla): voleva studiare se la meditazione fosse in grado di ridurre la sensazione di solitudine degli anziani, condizione che aumenta il rischio di malattie cardiache, Alzheimer, depressione e persino morte prematura.
Così ha messo una quarantina di soggetti in meditazione mezz’ora al giorno per 8 settimane. Ma presto ha scoperto che questa “terapia” non si limitava a influire sul benessere psicologico: la meditazione riduceva anche l’attivazione dei geni correlati all’infiammazione e quindi riduceva l’infiammazione stessa.
Il passo è brevissimo anche per valutare gli effetti sul sistema immunitario. La meditazione sembra essere efficace anche su un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti CD4 T. Sono considerati il cervello del sistema immunitario perché coordinano l’attività dell’esercito di difesa quando il corpo subisce un attacco infettivo. Ma sono anche le cellule che devasta il virus Hiv, responsabile dell’Aids, indebolendo la risposta immunitaria dei pazienti.
Nel 2008 David Creswell, del Counsins center for Psychoneuroimmunology della Ucla, ha messo in meditazione per 8 settimane un gruppo di 24 soggetti sieropositivi (cioè infetti, ma non malati di Aids), confrontandoli con un equivalente gruppo di controllo. Nei soggetti in meditazione la riduzione dei linfociti CD4 T era inferiore rispetto al gruppo di controllo: l’effetto era della stessa portata in tutti i 12 meditanti, sia quelli in terapia antiretrovirale, sia in quelli che non lo erano.
La meditazione si rivela , quindi, un toccasana in molti campi. Sembra essere efficace persino contro il raffreddore: Bruce Barrett, dell’University of Wisconsin (Usa), ha studiato la meditazione su 51 individui e ha calcolato che chi fa meditazione ha una riduzione del 40-50% delle giornate lavorative perse per infezioni respiratorie acute, influenza compresa, rispetto a chi non medita. La durata della malattia è minore e i sintomi sono più lievi.

PER IL CARATTERE.

Che meditare possa placare gli animi più agitati sembra banale, ma si è accertato che gli effetti sono ben più rilevanti e profondi. Prendete quelle che per la psicosomatica sono personalità di tipo A: competitive in tutti gli aspetti della vita, tendono alla lotta, manifestano aggressività (anche se repressa), impazienza, insofferenza per i ritmi altrui.
Di solito si tratta di individui di successo, ma con un rischio maggiore di patologie cardiovascolari. Circa 30 anni fa Herbert Benson, cardiologo del Massachusetts general hospital di Boston (Usa) e fondatore del Mind/Bondy Medical Institute, aveva cominciato a usare il rilassamento e la meditazione in questo tipo di pazienti.
Altri cardiologi come Randy Zusman, direttore del programma ipertensione del Massachusetts general hospital, non credevano affatto all’efficacia di questi metodi e continuavano a prescrivere farmaci anti-ipertensivi. Dal 2008, anche Zusman ha cambiato rotta e ora punta sulla meditazione e sul corretto stile di vita.
L’ha convinto una sperimentazione su 60 pazienti ipertesi: in 40 la meditazione aveva ridotto l’ipertensione tanto da consentire un drastico calo dell’assunzione di farmaci. Zusman ha anche trovato una spiegazione biologica: «L’ipertensione è tutto un problema di tubature: se il calibro dei tubi è stretto la pressione sale, se il calibro si allarga la pressione scende: il rilassamento produce monossido di azoto che fa dilatare i vasi sanguigni e quindi fa scendere la pressione». Non è sempre facile far stare ferme e in silenzio personalità di tipo A per mezz’ora. Ma funziona.

RIASSUMENDO :

La pratica della meditazione è parte integrante di tutte le antiche tradizioni spirituali utilizzate per trascendere la mente e raggiungere l’illuminazione.

Ma senza pretendere tanto, ci sono tanti buoni motivi per meditare, fosse solo per gli effetti benefici sul corpo e sulla mente che apporta la meditazione – oggi confermati anche da innumerevoli studi,

Se non hai mai provato a meditare, ecco alcuni buoni motivi
  • Permette di entrare in contatto con se stessi
  • Aiuta a scoprire la propria autenticità
  • Facilita il processo di auto-guarigione
  • Consente di raggiungere la pace interiore
  • Favorisce una maggiore consapevolezza
  • Sviluppa l’intuizione e la chiara visione
  • Aumenta lo spessore della corteccia cerebrale
  • Favorisce una maggiore concentrazione
  • Permette di sviluppare una maggiore fiducia
  • Incrementa l’energia fisica e mentale
  • Diminuisce lo stress, l’ansia e la depressione
  • Favorisce un sonno tranquillo e sereno
  • Aiuta a rimuovere i blocchi emotivi
  • Aiuta a affrontare le paure
  • Favorisce una maggiore presenza
COME MEDITARE

Non  pensare di non essere capace a meditare, inizia tranquillamente a farlo ! La meditazione si impara facendola.

Sarebbe meglio imparare la meditazione con un maestro che  è tutt’altra cosa . Ci sono tante  tecniche di meditazione, anche avanzate, che richiedono un percorso con un insegnante.

Affidarsi ad un maestro semplifica  le cose, tuttavia in questo articolo ti propongo un modo semplice per una meditazione che puoi puoi fare a casada solo. Se vorrai approfondire, potrai scoprire varie tecniche di meditazione e frequentare centri o corsi specifici. Ma la meditazione non è per tutti, prova e capisci se è uno strumento valido per te.

il primo consiglio che vorrei dare  è quello di cercare da subito di darti disciplina, poiché non basterà meditare un giorno o due per cambiare la tua vita e sperimentare i grandi benefici di cui ti ho parlato. Perciò , stabilisci  un impegno con te stesso/a affinché la meditazione diventi una pratica quotidiana costante nel tempo.
Inizia con il  trovare un momento (possibilmente  al mattino) dove dedicati un momento solo per te. Per fare meditazione è preferibile un ambiente silenzioso, quindi trova uno spazio nella tua casa in un momento di pace e quiete.
Crea una situazione che ti aiuti a predisporti in un stato più interiorizzato. Puoi utilizzare incensi e una musica adeguata di sottofondo, magari un mantra. Se la musica ti distrae, rimani in un ambiente silenzioso.
Mettiti seduto/a (non è importante che le gambe siano incrociate, puoi stare anche seduto/a su una sedia) con la colonna vertebrale dritta. Sentiti comodo/a, l’importante è che non crei stress e tensione ai muscoli. Devi essere rilassato/a e presente.
Appoggia le mani sulle gambe con le braccia rilassate e sistemati con una postura comoda nella tua posizione ideale.
Ora chiudi gli occhi e rilassati profondamente, fai alcuni respiri profondi mentre poni la tua attenzione al respiro.
Osserva l’inspirazione e l’espirazione percependo l’aria che entra ed esce dal tuo corpo, lasciando fluire il tuo respiro, senza forzarlo.
Osserva e basta, non cercare di controllare il respiro, fai attenzione a questo passaggio. Diventa l’osservatore del tuo respiro.
Cerca di non distogliere la tua osservazione del respiro e quando i pensieri invadono la tua mente, osservali semplicemente e lasciali andare ritornando a concentrarti sul tuo respiro. Non cercare di controllare la mente, sii semplicemente presente nel qui e ora.
Quanto tempo bisogna meditare? All’inizio puoi meditare anche per pochi minuti (15-20), con il tempo comprenderai ciò che è meglio per te.
Coltiva l’attitudine a meditare spesso affinché diventi una pratica costante nella tua vita e se possibile affidati ad un maestro.

“Nella preghiera sei tu che parli con Dio; nella meditazione sei tu che lo ascolti”.

LA MEDITAZIONE GUIDATA 

Esistono altri tipi di meditazione, che al contrario della pratica meditativa descritta ora, sono meditazioni guidate da una voce per accompagnarti in un viaggio all’interno di testesso.

E’ un tipo di esperienza diversa dalla meditazione consapevole, ma sono comunque un ottimo strumento per entrare in uno stato interiorizzato per lavorare sulla mente inconscia.
Infatti con le meditazioni guidate si può lavorare su alcuni aspetti profondi che riguardano l’inconscio, permettendoci di entrare in contatto con la mente superiore ed espandere la nostra consapevolezza.

La meditazione guidata, grazie al potere della parola e della musica permette di raggiunge la parte più inconscia e più profonda di noi, rendendo la meditazione molto efficace






  

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