domenica 19 maggio 2019

MAGGIO


Il Mago dice che

Questo mese prende il nome dalla dea Maia , la gran madre della terra e aveva inizio quando erano in corso le feste in onore di Flora.
Nel tripudio generale della natura i romani praticavano la "Lustrazione dei campi " per invocare agli dei dei raccolti favorevoli.
Da questa consuetudine la chiesa ha ricavato le " Rogazioni " che consistevano in processioni durante le quali venivano benedetti i campi e si collocavano le croci di maggio fra le messi.




Questo è il mese del segno del:


TORO

21 Aprile  - 20 Maggio



Nati dal 21 Aprile al 20 Maggio
Segno femminile di terra , dominato dal pianeta Venere.
Sicuro di se stesso , attento e cauto , paziente, buono e gentile , furioso e ostinato se stuzzicato.
Ricco di talento ed energie , ama le arti, la musica, la natura ed è particolarmente adatto per questi orientamenti.
I suoi metalli sono il ferro e il rame. 
Le pietre preziose sono lo smeraldo e l'agata .
Forte e resistente , può arrivare alla vecchiaia senza gravi infermità ; ma se supera i suoi limiti e si ammala, la sua ripresa sarà lunga.
E' predisposto a disturbi al collo


A Maggio :

Maggio ortolano ( acquoso) molta paglia e poco grano

Chi fugge maggio non fugge calende

Maggio freddo e casa calda , la massaioa sta lieta e balda

Se Maggio va fresco , va ben la fava e anco il formento

Nel mese di Maggio fornisciti di legna e di formaggio


LUNA E ORTO


  • In luna nuova : mettere a dimora  zucca , sedano e rapa 
  • In luna crescente :   mettere a dimora cicoria , carote , scarola, radicchio, fagioli e fagiolini , spinaci . Trapiantare peperoni , melanzane e pomodori
  • In luna piena: potare le piante da frutto
  • In luna calante : seminare cetrioli , angurie , meloni, innestate meli e peri 



IN GIARDINO

Estirpare le piante infestanti sotto gli alberi  










  

giovedì 16 maggio 2019

APRILE


Il Mago dice che

Il nome del mese , deriva dal verbo latino"aperire" che indica la terra che "apre" il suo seno per poter dare vita ai  nuovi prodotti .
Presso i romani erano di grande importanza le feste "palilie" che si svolgevano con riti lustrali di purificazione per gli armenti e le persone.
Il mese terminava con la festa in onore di "Flora" dea della primavera e dei fiori , che presiedeva alla ricchezza dei raccolti.
Si celebrava anche il Natale di Roma che fu esaltato dal fascismo.





Questo è il mese del segno dei:


ARIETE

21 Marzo  - 20 Aprile 



Nati dal 21 Marzo al 20 Aprile
Segno maschile e focoso , per natura capo e ambizioso.
Non vuole essere sottomesso , agile ed elastico di temperamento, ha capacità per dirigere le cose, lavoratore educato e riflessivo , il suo segno è il fuoco.
Dominato dal pianeta Marte , il suo colore è il rosso , il suo metallo il ferro e le pietre fortunare il diamante e il rubino.
Dinamico, forte e resistente alla fatica , ha un metabolismo elevato e deve muoversi molto.
Quando è malato , ha reazioni febbrili molto acute , ma resiste bene alle infezioni e la zona di maggiore sensibilità è la testa.


Ad  Aprile :

D'Aprile tutti i giorni un barile 

D'aprile piove per gli uomini e di Maggio per le bestie 

Chi pon cavolo d'Aprile tutto l'anno se ne ride 


LUNA E ORTO


  • In luna nuova : mettere a dimora radicchio, spinaci estivi, fagioli e fagiolini
  • In luna crescente : mettere a dimora melanzane, zucchine, piselli, pomodor
  • In luna piena: mettere a dimora cicoria, scarola, cetrioli, asparagi
  • In luna calante : tagliare l'erba sotto le piante , seminare cavolo cappuccio estivo, porro, ividia riccia, scarola ; innestare peri e meli




IN GIARDINO

Si possono portare all'esterno le gardenie e i gerani. 
Il luna calante trapiantare tuberi di dalia , gladiolo, anemoni, iris  e giglio ; con la luna crescente il girasole











  

sabato 11 maggio 2019

MARZO


Il Mago dice che

Il mese è dedicato a Marte e nell'antico calendario romano era il primo dell'anno .
Questa consuetudine è stata praticata fino a tempi molto recenti.
Il 1° di marzo (calendimarzo) , i romani accendevano il fuoco sacro a Vesta , protettrice del focolare domestico, della pace e della concordia in famiglia.
Verso la metà di questo mese si celebravano le feste liberali , dedicate al Dio Libero perche rendesse profiqua profiqua la vendemmie e abbondanti le messi.
Il 19 del mese avevano luogo le feste dedicate a Minerva , la dea della sapienza.
La chiesa collocò in questo giorno la festa di San Giuseppe  che viene ritenuta, in alcuni luoghi, la festa della primavera.





Questo è il mese del segno dei:


PESCI

20 Febbraio  - 20 Marzo 



Nati dal 21 Febbraio al 20 Marzo: 
Segno d'acqua  e femminile il pianeta dominante è Nettuno .
I nati sotto questo segno sono industriosi , di natura romantica e piacevoli e affettuosi.
Ricchi di creatività , tendono ad essere ordinati e ben vestiti : amano la poesia , la natura e la letteratura , possono avere capacità divinatorie , sono timidi ma buoni intrattenitori , amano la famiglia , hanno principi umanitari e solidali, cercano di aiutare il prossimo.
Il colore dei pesci è il viola.
La pietra fortunata è l'ametista .
Il metallo di questo segno è l'argento .
La sua costituzione non è molto forte e soffre di debolezze organiche alle quali da spiegazioni fantasiose e imprecise.
Si turba in particolare delle ripercussioni della salute degli altri sulla sua .
E' predisposto alle malattie dei pieti e ai reumatismi.


A Marzo :

L'acqua di Marzo è peggio delle macchie nei vestiti

Al primo tuon di Marzo escon fuori tutte le serpi


LUNA E ORTO


  • In luna nuova : seminare la cicoria e innestare a spacco pruni e ciliegi ; seminare pomodori , cavoli invernali e cavolini di Bruxelles
  • In luna crescente :    trapiantare lattuga , cipolle , patate e fragole
  • In luna piena: mettere a dimora aglio, cipolla bianca e rossa, carote, lattuga estiva , radicchio , piselli e asparagi
  • In luna calante : potare le rose , le ortensie e i lillà, ; seminare piselli, prezzemolo, basilico ed erbe aromatiche , insalate, tuberi di patata , carote, fave , piselli, lattuga e cicoria ; potare viti , meli e peri.




IN GIARDINO

Con la luna calante è tempo di potare le rose , le ortensie e i lillà .
Trapiantare gigli , campanule , dalie , gladioli, margherite, viole. Mettere a dimora i bulbi dei ciclamini .
Si possono piantare nuovi arbusti , alberi e siepi.












  

domenica 5 maggio 2019

FEBBRAIO


Il Mago dice che


Il nome deriva dal verbo latino " Febbruare " che significa "purificare .
Era il mese dedicato alla purificazione , durante il quale avevano luogo le feste delle 
"liperculi" o della purificazione degli animali , dei campi e dei prodotti della terra.
Tali feste durarono fino al V secolo dopo Cristo ; è probabile che la Candelora , con la benedizione delle candele e la processione cn le candele accese , ne sia una riminescenza.


Questo è il mese del segno dell':


ACQUARIO

21Gennaio- 19 Febbraio



Nati dal  21 Gennaio al 19 Febbraio  .
i nati sotto questo segno hanno personalità attiva e temperamento interessante .
Sono caratterizzati da memoria e prontezza di riflessi .
Di carattere idealista è sempre entusiasta , è facile agli abbandoni, è sensibile alle delusioni procurate dalle amicizie .
E' un segno maschile d'aria , governato da Urano.
Il suo colore è il blu elettrico.
La pietra preziosa è l'ametista .
Le caviglie, le gambe e l'apparato circolatorio sono le zone del corpo collegate a questo segno.

A Febbraio :

San paolo chiaro e la ceriola ( Candelora) scura dell'inverno non si ha più paura 

Per San Biagio il freddo è andato

LUNA E ORTO


  • In luna nuova : Al coperto seminare il sedano
  • In luna crescente : Seminare all'aperto carote, barbabietole carote , fagioli fave , lattuga cappuccio, piselli prezzemolo, rape,  ravanelli, rucola 
  • In luna piena: seminare a dimora cipolla, scalogno e aglio bianco .
  • In luna calante : potare meli e peri , concimare gli alberi da frutto 





IN GIARDINO

E' il mese della potatura delle rose e dei rampicanti semreverdi , le siepi  ; si devono asportare i rami secchi adesso che le piante sono in fase di riposo .






















  

GENNAIO


Il Mago dice che


Il nome Gennaio deriva dal dio Pagano Giano che era che era raffigurato con due facce ; una con la barba e l'altra senza barba che simboleggiava la luna .
Per questo motivo veniva anche chiamato " Bifronte ", a lui erano dedicati 12 altari simboli dei 12 mesi dell'anno e la sua statua aveva le dita delle mani atteggiate in modo che con la destra indicava la cifra CCC e con la sinistra LXV che sommate fanno 365 , i giorni dell'anno.
Nel calendario detronizzò Marte , il quale, dopo che Marzo diventò il terzo mese dell'anno rimase soltanto il dio della guerra .
A Giano era sacro il primo  giorno dell'anno , inizio di ogni cosa .


Questo è il mese del segno del:


CAPRICORNO 

21Dicembre - 20Gennaio



Nati dal 21 Dicembre al 20 Gennaio: 
Segno di terra e femminile il pianeta dominante è Saturno .
I nati sotto questo segno hanno una mente pratica , non si scoraggiano mai sono testardi, forti e lavoratori .
Amano ragionare sulle cose e lo fanno dall'alto della loro esperienza , di solito trovano molti ostacoli e sono dei combattenti naturali.
Hanno una grossa sopportazione e una grande volontà.
E' assai robusto e subisce senza ripercussioni i notevoli traumi della vita quotidiana ma si accorge molto in ritardo dei propri squilibri .
Predisposto alle malattie delle ossa .
Il suo colore è il verde , le pietre preziose fortunate sono l'onice e lo smeraldo.


A gennaio :

Chi vuole un bel agliaio lo ponga a Gennaio

Gennaio secco , lo villan ricco 

Gennaio e Febbraio mettiti il tabarro

Ogni gatta ha il suo gennaio


LUNA E ORTO


  • In luna nuova : piantare e trapiantare gli alberi da frutto
  • In luna crescente : si possono seminare , al riparo delle gelate ( in serra) pomodori,cetrioli melanzane , sedano , salvia e meloni . E' tempo di raccolta per cavoli, cavolfiori, lattuga e bietola .
  • In luna piena: seminare a dimora cipolla, scalogno e aglio bianco .
  • In luna calante : potare meli e peri , concimare gli alberi da frutto 





IN GIARDINO

E' il mese della potatura delle rose e dei rampicanti semreverdi ; si devono asportare i rami secchi adesso che le piante sono in fase di riposo . Si invasano ciclamini e crisantemi.























  

EDICOLE E CAPITELLI VOTIVI


Il Mago dice che

Il capitello votivo o edicola votiva è una struttura architettonica religiosa cristiana di piccole dimensioni che probabilmente deriva dall'antichissima usanza latina dei lares compitales. 
Sin dal periodo arcaico venivano eretti degli altari dedicati ai "Lares compitales", divinità il cui compito era quello di sorvegliare e proteggere i confini dei campi e successivamente anche quello di accompagnare e tutelare il viandante e il contadino nel suo spostarsi sul territorio .  I lares compitale venivano  eretti nei crocicchi delle strade, detti compita appunto, dove le strade "competunt" ossia si incontrano .  In ambito cittadino questi altari, posti negli incroci di maggiore importanza, si trovavano a suddividere i diversi quartieri e, durante queste festività, vi si svolgevano cerimonie officiate dal Magister vici .   La costruzione dei capitelli poteva essere determinata come ex voto per uno scampato pericolo, come una carestia o una pestilenza, ma anche come strumento di aggregazione della comunità cristiana, che presso di esso si può unire in preghiera . 
I luoghi ove più spesso si possono trovare questa forma di arte religiosa povera sono le zone di confine, gli incroci delle vie di comunicazione (tipica è la sostituzione, con l´avvento del cristianesimo, dei cippi o edicole sacre che limitavano le centurie romane, con capitelli votivi ), i valichi montani oppure in posti dove la tradizione popolare individuava una motivazione religiosa alla costruzione . 
 Nelle campagne venete non è difficile trovare un capitello eretto dove i contadini costruivano delle croci che venivano poi benedette in occasione di preghiere, atti di penitenza e processioni propiziatorie sulla buona riuscita delle seminagioni. .  Nelle zone di montagna  sono molto più diffusi i Crocefissi lignei pur non mancando i capitelli, di solito costruiti da privati cittadini o singole famiglie, eretti nei villaggi o agli incroci delle strade .  Crocefissi, le edicole, i capitelli votivi rappresentano sempre le espressioni collettive e soggettive di una comunità e di una cultura, avendo uno stretto legame con il territorio, poiché esiste una forte relazione tra simbolo sacro e percorso, tra religiosità privata e paesaggio rurale .  Particolarmente numerosi sono i capitelli dedicati alla Madonna e nei luoghi, dove la religiosità è ancora molto radicata, nel mese di Maggio, sono luogo di preghiera per il rosario.  
I capitelli, le edicole, i crocifissi , che  spesso sono classificate come costruzioni religiose " minori " fanno parte di un bagaglio culturale , di una tradizione popolare o di una coscienza collettiva.















  

sabato 4 maggio 2019

LA SERENATA


Il Mago dice che


Una tipica manifestazione amorosa, nella vita paesana di tanto  tempo fa, era la serenata, della quale si serviva un innamorato per comunicare ad una  ragazza  il proprio sentimento. Esisteva una precisa procedura. In compagnia di suonatori e talvolta di un cantante, il giovane si recava sotto la finestra dell'amata, dove faceva eseguire motivi musicali; quattro la prima sera; nel caso la ragazza avesse dimostrato di gradire la precedente serenata; otto pezzi la terza sera e questo faceva comprendere a tutti le intenzioni dei due giovani futuri fidanzati.
Lo scopo finale  della serenata era quello di preparare il terreno per la dichiarazione amorosa diretta.





















  

mercoledì 20 marzo 2019

I NODI EMOTIVI CHE CREANO MALESSERE


Il Mago dice che




Ad ogni malessere, corrisponde un nodo emotivo irrisolto.
La psicosomatica è una  disciplina che studia le connessioni tra la sfera psicologica e i disturbi fisici, pratica questa, ormai ampiamente riconosciuta dalla medicina ufficiale..
È infatti scientificamente provato che le nostre emozioni e stress emotivi si traducono in una malattia. Vediamo allora insieme di fare un po’ di chiarezza.

Testa: se si soffre di mal di testa costante, il malessere può essere causato da pensieri pesanti, da riflessioni che continuano a passare per la testa. Le persone più razionali spesso nascondono le loro emozioni e accusano mal di testa. Questo problema indica anche una bassa autostima, paura, eccessiva autocritica.


  • Capelli: problemi ai capelli, come l’ingrigimento prematuro, la caduta e un aspetto opaco, indicano stress, mancanza di prospettiva e disperazione. I capelli, specialmente quelli delle donne, sono un simbolo di vitalità.Questi problemi possono sorgere se una persona vive in costante stato di tensione.

  • Collo: il collo è la parte che collega ragione (testa) e sentimenti (corpo). I problemi al collo dimostrano un conflitto tra queste due parti. Metafisicamente, questo può essere spiegato come un ponte tra materialità e spiritualità.I problemi al collo sono il risultato di rigidità. Si ha paura a voltare le spalle per scoprire magari una verità nascosta. Si tende ad ignorare la situazione piuttosto che affrontarla.

  • Occhi:
Miopia: paura di affrontare il futuro.
Ipermetropia: difficoltà a vivere il presente.
Una persona che pensa troppo prima di prendere decisioni, ad agire e non riesce ad analizzare la situazione in profondità
Daltonismo: quando gli occhi non possono distinguere i colori e fanno vedere il mondo troppo grigio. Può indicare che una persona non è in grado di vedere la gioia nella vita.
Glaucoma: questo problema può significare che la persona soffre di qualcosa che è accaduto nel passato, non accettandolo.

  • Denti : le persone indecise, che non riescono a prendere una decisione, possono avere problemi ai denti. I problemi di masticazione dimostrano che non è possibile accettare le circostanze.I denti nella parte superiore riflettono le tue capacità decisionali e i denti inferiori sono legati alla tua responsabilità. La parte sinistra è legata ai problemi personali e quella a destra ai problemi sociali.

  • Bocca: problemi che interessano la bocca, come le stomatiti, sono associati a cattiva condotta. Mordersi la lingua è una come punizione per aver parlato troppo e mordersi le guance indica ansia e segreti nascosti.La bocca è la parte del corpo che è associata all’accettazione di nuove idee, cioè qualsiasi problema in questa regione è legato a problemi in questa sfera.

  • Schiena e glutei : la schiena simboleggia il pilastro della nostra vita. I problemi alla schiena indicano una mancanza di supporto morale e ci si sente abbandonati. Quando la persona perde mobilità significa una incapacità a mostrare il proprio amore agli altri. Dal lato ove emerge il problema, si può intuire se questo è associato ad un familiare, parte sinistra, o in generale parte destra.

  • Articolazioni: la borsite indica rabbia accumulata. Quando una persona vuole essere perfetta in tutto e non riuscendovi accumula stress e rabbia.
L’artrite: riflette il pensiero di non essere amati.
Distorsioni: Frequenti distorsioni indicano che la persona può essere manipolata da altri.

I problemi al ginocchio dimostrano orgoglio, testardaggine, paura e debolezza represse.

  • Sovrappeso: se una persona non perde peso, ha bisogno di lavorare sui suoi problemi interni. Il corpo spesso usa il grasso per proteggersi dall’ambiente ostile che lo circonda. La persona si sente impotente davanti alla società e alla vita in generale.
Il peso extra può anche significare desideri repressi e obiettivi insoddisfatti. Durante l’infanzia e l’adolescenza, le persone paffute spesso subiscono prepotenze e prese in giro.

  • Stomaco :è clinicamente provato che la gastrite è spesso causata da stress ed emozioni negative. I problemi di stomaco indicano che la vita è incerta e spesso ci si sente sopraffatti dalla disperazione e dalla mancanza di speranza.
Le ulcere allo stomaco sono legate a sentimenti di inferiorità, paura e insicurezza. Anche dall’accumulare tutto dentro di sè senza riuscire ad esternare il proprio stato.

















  

sabato 9 marzo 2019

UN PO' DI SAGGEZZA GIAPPONESE


Il Mago dice che



La cultura giapponese si distingue per il suo misterioso ed enigmatico scrigno di sapere che affascina il popolo occidentale …

Nonostante  sia una delle società con il più grande sviluppo tecnologico, ha ancora un forte legame con le sue radici e tradizioni e la sua cultura è piena di saggezza ancestrale.

Questa è una raccolta di alcuni famosi proverbi giapponesi che ci aiuteranno a catturare anche un po’ della loro saggezza :

  • Meglio essere il nemico di una persona buona, che l’amico di una persona cattiva.“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei . ”Dopotutto, l’influenza degli amici è un fattore determinante nel comportamento dell’individuo.
  • Il pesce che sfugge sembra sempre il più grande
A volte investiamo più tempo nel lamentarci dell’opportunità che lasciamo andare, o nel rimproverarci per ciò che non siamo riusciti a ottenere, piuttosto che costruire con ciò che abbiamo e apprezzarlo.
  •  Se ci pensi, decidi. Se hai deciso, non pensarci.
Non esitare! Una volta fatto il passo, scopri cosa è alla fine della decisione.
A volte i peggiori fallimenti sono quelli in cui non finisci ciò che hai iniziato.

  •  Con la legna da ardere promessa, la casa non viene riscaldata.
C’è tanta tranquillità in una vita senza debiti …
  •  Il tempo che passi a ridere, è il tempo trascorso con gli dei.
La risata è salutare e porta felicità. Poche cose hanno questi effetti.
  •  Studiando il passato, impari il nuovo.
Imparando dagli errori, siamo meno propensi a ripeterli.
  •  Non dire: è impossibile.
Di ‘: non l’ho ancora fatto.

O perché non hai trovato la strada, non hai ancora gli strumenti o non hai il tempo di farlo. Ma c’è sempre la possibilità di ottenere qualsiasi cosa.


E ancora...
  • Alla porta di chi ride, fortuna giunge.
  • Quando il carattere di un uomo ti sembra indecifrabile, guarda i suoi amici.
  • Tutti commettono errori. È per questo che c'è una gomma per ogni matita.
  • Tieni la fortuna dentro casa e scaccia la cattiva sorte.
  • Una vita dura una generazione, il buon nome per sempre.
  • La forza di volontà attraversa anche le rocce.
  • Se sei preparato bene, non c'è niente da temere.
  • Se non vuoi farmi luce, almeno fammi ombra
  • Il fallimento è l'origine del successo





















  

giovedì 14 febbraio 2019

SAN FAUSTINO LA FESTA DEI SINGLE


Il Mago dice che

Se il 14 febbraio si festeggia San Valentino fra rose, cioccolatini e cene al lume di candela, il 15 febbraio non è da meno, con la piccola differenza che in questa data il romanticismo è off limits.
San Faustino è la festa dei single, di ogni tipo  di single: quelli in cerca della propria dolce  metà e quelli che di compagni o compagne non ne vogliono sapere proprio niente .
Ognuno celebra il suo San Faustino un po’ come vuole ed è da tempo ormai che si può addirittura partecipare a delle feste organizzate in cui, magari, incontrare il futuro partner o altrimenti , divertirsi solamente.
Ma quali sarebbero  le origini di questa festa dedicata ai single?
San Faustino di Sarezzo, in provincia di Brescia, è di origine medievale ed è tutt’ora una ricorrenza patronale della Val trompia.
Secondo la tradizione San Faustino dava opportunità alle giovani fanciulle di incontrare il loro futuro “moroso”.
Una leggenda racconta che Faustino fosse il figlio di una famiglia molto ricca di origine pagana, motivo per il quale divenne immediatamente cavaliere. Affascinato dalla religione cristiana si fece battezzare e decise di predicare la parola del signore in tutta la zona che comprendeva Brescia e i paesi circostanti.
Faustino iniziò comunque ad essere perseguitato dagli altri nobili perché si rifiutò di fare sacrifici in onore degli dei. Questione che fece infuriare anche l’imperatore, il quale la prima ordinò di darlo in pasto ai leoni che, però, si sedettero ai suoi piedi invece di divorarlo. Il sovrano, sempre più infuriato, decise quindi di farlo bruciare vivo ma anche in questo caso Faustino la scampò perché le fiamme non lo investirono.
Si narra , infine, che dopo una serie di trasferimenti San Faustino fu ucciso il 15 febbraio.
Questo giorno è diventato la festa dei single perché il nome Faustino ha origini latine propiziatorie; non a caso, quindi, i “non accoppiati” che aspettano questa festa sperano nella fortuna di trovare l’anima gemella.















  

venerdì 8 febbraio 2019

I MITI E LE LEGGENDE


Il Mago dice che
Curiosità Modenesi | Perché in duomo c'è uno sgabello detto "del boia" ?



I miti sono racconti fantastici che narrano le origini, le vicende, la storia di un gruppo sociale. Prima di essere scritti, I miti sono stati raccontati a voce e nel tempo hanno perso una precisa configurazione storica e geografica.
Il racconto mitologico generalmente tenta di dare una spiegazione alle forze che regolano la natura, ai fenomeni e alle leggi della vita: la nascita, la crescita, la morte. Ma la principale caratteristica del mito è costituita dalla presenza nel racconto delle figure divine, che agiscono compiendo azioni eccezionali, al di là dei limiti del tempo e dello spazio. I miti sono quindi racconti di magia, ma essi hanno in sé elementi di verità e di religiosità. Sono storia vera perché aderenti alle tradizioni del gruppo di appartenenza, ma anche sacri poiché in essi vi si riconoscono tutti coloro che partecipano alle stesse emozioni religiose

 Le leggende traggono il loro contenuto dalle vicende di una comunità, da eventi che si presumono realmente accaduti, da fatti storici. Ma, a differenza dei miti; le leggende hanno una collocazione più precisa nel tempo, una maggiore determinazione di luoghi, date e personaggi. Ciò non priva i racconti di elementi incredibili, ma impedisce alla narrazione di circondarsi dell'alone di mistero e di sacra religiosità caratteristico dei racconti mitologici.
Questo tipo di narrazione appartiene a un genere popolare che più degli altri veniva raccontato per le vie e per le piazze. Intorno a uno stesso evento ciascuna regione, ciascun paese ha elaborato la «sua» leggenda inserendo notizie e aggiungendo informazioni diverse. In questi racconti fantastici perciò ognuno può ritrovare qualcosa di magico che lo ricollega alla propria terra.

Le leggende sono numerosissime in tutto il mondo , a seguire ne raccontero una tutta italiana. 

Buona lettura ...


LA LEGGENDA DELL'ETNA 


Un bel giorno Encelado, fratello maggiore dei giganti, decise di compiere la scalata al cielo per togliere il potere a Giove e comandare in sua vece.
Encelado aveva manacce grandi come piazze, barba incolta, sopraccigli folti e grossi come cespugli, una bocca interminabile che pareva una fornace. Quando si arrabbiava, buttava fuori scintille di fuoco, le quali gli bruciacchiavano la barba e i capelli, che però ricrescevano dopo un momento più folti di prima.
I giganti minori lo temevano e non contrastavano il suo volere per paura di vedersi colpire da quelle fiammate così potenti.
Anche quella volta tutti i giganti ubbidirono e si misero subito al lavoro. Per aiutarlo a salire al cielo posero uno sull'altro i cucuzzoli dei monti più alti. Presero il monte Bianco, le montagne asiatiche, il Pindo della Grecia, ma la meta era ancora tanto lontana
- Prendete i monti africani - gridava infuriato Encelado - e arriveremo al cielo!
Li presero tutti; erano quasi arrivati al trono di Giove quando questi, irato per tanta arroganza, scagliò con la sua possente mano un fulmine che infiammò il cielo e raggiunse i giganti accecandoli e rovesciandoli a terra violentemente.
Encelado e i suoi fratelli, contorcendosi dal dolore, urlavano in modo disumano; ma il dio dell'Olimpo, non ancora sazio di vendetta, con un altro fulmine colpì il cumulo delle montagne che rotolarono di qua e di là schiacciando i corpi dei ribelli.
Encelado, ridotto a pezzi, restò sepolto sotto l'Etna.
Era ancora vivo, ma non poteva muoversi, né riusciva a scuotere la montagna che gli stava sopra: aveva di colpo perduto la sua forza e sentì ardere nel petto la sua furia repressa. Cominciò a buttare fuori dalla bocca fiamme, faville, fumo e brace, che salirono fino al cucuzzolo dell'Etna, da cui uscirono emettendo un rombo violentissimo.
La lava fusa dal respiro di Encelado cominciò a scendere lungo i pendii dei monti distruggendo ogni cosa, praterie, case, fienili e costringendo la gente a fuggire, gridando spaventata:
- L'Etna fuma!
Poi Encelado improvvisamente si calmò. Ma la rabbia del gigante, rimasto immobile sotto la montagna, non si è ancora placata e di tanto in tanto esplode emettendo colate di fuoco

(Leggenda italiana)












  

giovedì 7 febbraio 2019

LE FAVOLE


Il Mago dice che
Curiosità Modenesi | Perché in duomo c'è uno sgabello detto "del boia" ?

Le favole sono  narrazioni di fantasia incentrate su un racconti che sono  tramandati a voce di generazione in generazione, conservano  però inalterata la loro  struttura narrativa. A differenza dei miti e delle leggende, raccontano il quotidiano, parlano di matrimoni e di morti, di rapporti padre-figli, di povertà e di ricchezza. Ma nelle favole il quotidiano si confonde con lo straordinario creando un mondo di stupore e di magia. Attraverso incanti, meraviglie e piacevoli paure, chi legge o ascolta ritrova se stesso, i conflitti che vive nel proprio intimo, le difficoltà contro cui deve lottare, i sacrifici che deve fare.
Si ritrovano semplificati i grandi problemi della vita cui, sorridendo, viene sempre fornita una soluzione, a parte rare eccezioni, la caratteristica fondamentale delle fiabe è il lieto fine.

Quindi in questo frangente vi racconterò una favola :


L'INCANTESIMO DELLA SORGENTE 

In un lontano villaggio dell'antica terra di Polonia viveva un uomo, Petrovitc, che era felice della vita semplice e serena che svolgeva in compagnia delle tre figlie.
Un brutto giorno Petrovitch si ammalò gravemente. A niente valsero le pozioni di erbe e gli impacchi che gli stregoni del villaggio prepararono per lui: il male avanzava inesorabilmente.
- Oh! se potessi bere l'acqua della magica sorgente ­ si lamentava l'uomo - guarirei certamente. - Ma la sorgente è così lontana; non riuscirò mai ad arrivare fin là!
La figlia maggiore, addolorata per la sorte del padre, non sopportava di vederlo morire lentamente senza tentare di aiutarlo in qualche modo. Perciò un giorno prese una grossa brocca e partì per recarsi alla sorgente fatata.
Camminò a lungo, giorni e notti, finché raggiunse la meta desiderata. Si avvicinò subito alla fonte, ma quando si piegò per attingere l'acqua sentì una voce che le disse: - Avrai quest'acqua solo se prometti di diventare mia sposa!
La fanciulla si spaventò enormemente e fuggì via con la brocca vuota. A casa la seconda sorella, informata di quanto era accaduto, la rimproverò della sua viltà e decise di recarsi lei alla sorgente. Una volta arrivata, proprio men­tre stava per prendere l'acqua nella brocca, la stessa voce le disse:
- Avrai quest'acqua solo se prometti di diventare mia sposa!
Poiché la giovane esitava, la voce continuò:
- Se non farai ciò che ti dico, tuo padre morirà!

La ragazza, terrorizzata da queste oscure minacce, tornò a casa velocemente, anche lei con la brocca vuota. Allora Katia, la sorella più giovane, si dichiarò pronta a tentare a sua volta l'impresa.
Si mise subito in viaggio e, quando ebbe raggiunto il luogo incantato, potette ascoltare la stessa voce che le disse:
- Avrai quest'acqua solo se prometti di diventare mia sposa!
La generosa fanciulla accettò la proposta senza esitare e così riuscì a riempire la brocca con l'acqua magica. La portò a casa e il padre la bevve con avidità. Immediatamente sentì le forze tornare nel suo corpo, il sangue affluire sul suo viso. Era miracolosamente guarito! Petrovitc abbracciò la figlia minore e le manifestò la sua riconoscenza.
Passarono alcuni giorni, ed ecco che una sera uno strano essere coperto da una pelle di lupo bussò alla porta della loro casa. Katia andò ad aprire. Al solo vederlo tutti fuggirono, eccetto la giovane. Il misterioso visitatore ricordò alla ragazza la sua promessa e le disse d'essere venuto per farsi conoscere. Fece cadere a terra la pelle di lupo, mostrando alla fanciulla stupefatta il suo vero aspetto: era un uomo giovane e seducente che si chiamava Stanislas. Egli si rivolse a Katia con grande dolcezza e le disse:
- Verrò ogni sera da te, ma a mezzanotte dovrò andare via. Per un terribile incantesimo, compiuto contro di me dalla maga della sorgente, non posso mostrare il mio volto a nessuno, fuorché a te che hai accettato di diventare mia sposa senza conoscermi. Se qualcun altro scoprisse il mio aspetto sarei costretto a sparire.
Il giovane le fece perciò promettere di non rivelare ad altri il loro segreto. Da quella volta, ogni sera Stanislas tornò a far visita alla fanciulla, ma quando s'udiva l'ultimo rintocco della mezzanotte, si copriva con la pelle di lupo e spariva nell'oscurità.
Katia cominciò ad amarlo, ma non seppe tener fede alla promessa fatta. Si confidò con suo padre e questi, nella speranza di porre fine all'incantesimo della sorgente, rubò la pelle di lupo e la bruciò nel bosco.
A mezzanotte quando il giovane s'accorse di non poter indossare il suo travestimento, disse alla fanciulla:
- Non possiamo più vederci. Purtroppo devo partire per un paese molto lontano, al di là del mare. Ma se un giorno vorrai venire da me, dovrai calzare scarpe di ferro per camminare e colmare con le tue lacrime un paiolo di ferro.
Detto questo Stanislas andò via, mentre Katia cominciò a piangere per il dolore. Subito il padre le portò un paiolo di ferro per raccogliere le lacrime che, cadendo copiosamente dai suoi occhi, ben presto riempirono il recipiente fino all'orlo.
La fanciulla attese qualche tempo, sperando in cuor suo che il giovane tornasse. Lo aspettò con ansia ogni sera, ma invano: Stanislas sembrava sparito per sempre.
Infine, stanca dell'inutile attesa, decise d'intraprendere il viaggio per ritrovare il suo amato. Il padre le preparò delle scarpe di ferro, così Katia partì.
Il percorso per raggiungere il mare fu lungo e doloroso; le scarpe di ferro le procuravano ad ogni passo un'atroce sofferenza. Una sera in cui si sentì troppo stanca per proseguire, la fanciulla volle riposarsi. Si avvicinò a una capanna, davanti alla quale sedeva un vecchio che, con aria sorpresa, le domandò:
- Chi sei? Come sei riuscita ad arrivare fin qui?
Katia raccontò la sua triste storia e il vecchio l'ascoltò con compassione e tenerezza.
- Interrogheremo la Luna per avere notizie del tuo Stanislas - disse l'uomo al termine del racconto e, con strani gesti di rito, chiamò l'astro notturno.
- Non ho visto il giovane di cui mi chiedi, - rispose la Luna - ma va da mio fratello il Sole, che con i suoi raggi arriva in luoghi lontani cento miglia: può darsi che ti possa dare qualche notizia di lui.
Katia seguì le indicazioni che la Luna le aveva fornito e giunse alla dimora del Sole, portando con sé una noce che l'astro notturno le aveva regalato. Purtroppo neanche il Sole potette esserle utile: non aveva mai visto Stanislas. Le suggerì però di andare dal Vento e, dopo aver regalato un'altra noce alla sfortunata fanciulla, le indicò la strada da percorrere.
Il Vento soffiava rabbioso quando Katia arrivò, ma vedendola così triste e smarrita, si quietò e ascoltò la sua richiesta.
- Aiutami a ritrovare il mio amato Stanislas - gli disse con semplicità la ragazza.
- Egli vive al di là del mare - le rispose il Vento.
- Credo però che il giovane sia prigioniero di un'altra donna. Ad ogni modo, ti accompagnerò da lui.
Il Vento guidò Katia oltre il mare e poi la lasciò, donandole una terza noce.
Finalmente la fanciulla giunse al paese in cui viveva Stanislas. Egli abitava in un castello, prigioniero della maga della sorgente, che era innamorata di lui. Ma Katia non si perse d'animo: lo avrebbe salvato a qualunque costo. Si recò dunque al castello e, fingendo di essere una principessa, chiese ospitalità alla sovrana. La maga la fece alloggiare in un sontuoso appartamento, ma volle subito metterla alla prova. La stessa sera la invitò ad una grande festa: Katia avrebbe dovuto indossare un abito adatto, un abito come quelli che soltanto le principesse posseggono. La giovane era disperata quando, inavvertitamente, ruppe una noce; da essa uscì uno splendido abito d'argento che le andava alla perfezione.
La maga invidiosa desiderò ardentemente quell'abito, i cui riflessi argentei illuminavano la pelle della giovane rendendola bellissima.

- Ve lo regalo - propose la fanciulla - se mi concedete di trascorrere un giorno con Stanislas.

La donna accettò, ma prima fece bere al suo prigioniero un elisir d'oblio. Katia parlò a Stanislas del loro amore, della sorgente, della pelle di lupo, delle lunghe serate trascorse insieme nel lontano villaggio. Ma il giovane non ricordava nulla.
La sera successiva Katia ruppe la seconda noce, da cui uscì un abito meraviglioso del colore del sole. Anche questa volta l'avida maga lo desiderò per sé e perciò si accordò nuovamente con la giovane. Ma tutto si svolse nella stessa maniera, perché Stanislas aveva ancora bevuto l'elisir dell'oblio e non ricordava niente.
Katia sperava che la terza noce le avrebbe portato maggiore fortuna e la sera dopo la ruppe. Ne uscì un abito stupendo, leggero e cangiante come il vento. Subito la fanciulla lo scambiò con un'altra giornata da trascorrere con Stanislas.
Questa volta però Katia, che aveva notato il gesto della maga, riuscì a sostituire la magica essenza con dell'acqua. E quando rimase sola con Stanislas questi si ricordò della sorgente, della pelle di lupo e della fanciulla così dolce che egli aveva tanto amato.
- Mio caro - esclamò Katia - finalmente ti ho ritrovato! Così come tu desideravi, ho riempito un paiolo con le mie lacrime e ho calzato scarpe di ferro per raggiungerti.
Stanislas la prese tra le sue braccia e giurò:
- Tu sarai la mia sposa e non ci lasceremo mai più! La maga, furiosa, capì che l'amore aveva trionfato sul suo incantesimo e sparì per sempre portando con sé i tre abiti.
I due giovani si sposarono e vissero felici nel castello che si trova al di là del mare

( favola polacca )