sabato 3 ottobre 2015

LA VECCHIAIA


Il Mago dice che:



Essere vecchi nella società contadina era di per sè una specie di malattia . La mancanza di cure , di agi , di conoscenze, rendeva molto diffusi gli acciacchi , al contrario del giorno d'oggi.
A tutto ciò si aggiunga una certa passività e una sottomessa accettazione dello stato di malattia " chi ha anni ha malanni "recicitava il proverbio popolare e pensare di poter trovare rimedio a tutto ciò era un po come pretendere qualcosa contro natura.
Gli anziani erano tenuti in casa al caldo , lontano dai lavori faticosi .
Spesso svolgevano faccende domestiche di poco conto oppure guardavano i  bambini .
Con l'età si accettava che le energie declinassero e si cominciasse ad essere menomati in tanti sensi : la vista diminuiva quasi del tutto, si sentiva poco e non si aveva piu attività sessuale.


LE MALATTIE DEGLI OCCHI

Le malattie dell'età ( miopia, presbiopia, cataratta, ecc.) erano poco curate , si accettava semplicemente che con l'età ci si vedesse meno o  male .
"Quando  gli anni crescono , la vista cala" diceva il proverbio.

LA SORDITA'

Un altro problema degli anziani era la sordità : questa menomazione portava l'anziano ad essere tagliato fuori dalle relazioni sociali .
Purtroppo anche in questo caso non c'erano molte soluzioni . " Chi è sordo ci resta " recitava il proverbio.
La causa era attribuita all'indebolimento del " nervo della campana " che a volte avveniva anche per essere stati in situazioni di forti rumori.
Gli anziani delle grandi guerre attribuivano la sordita ai colpi di mortaio e ai colpi di cannone .


CALO DELLA VIRILITA'
La indebolita capacità di sostenere attività  sessuali era considerata una malattia .
A volte , come nel veneto , prendeva nomi coloriti " il mal del bogon " ovvero il male della lumaca con esplicito riferimento all'incapacità erettile e al rintanarsi nella chiocciola.
LA VECCHIAIA AL GIORNO D'OGGI
"La vecchiaia è di per sè una malattia", afferma il commediografo Terenzio. "Infatti è una malattia da cui non si può guarire", aggiunge Seneca. 
Duemila  anni dopo molti la pensano ancora come questi autori latini, illustri . Una recente RICERCA  su 7.520 giovani, adulti e anziani di entrambi i sessi, condotta per conto dello statunitense International Institute of Aging, ha rilevato che secondo l' 85% degli interpellati la vecchiaia è "una malattia" o "una specie di malattia". E' prevedibile che la stessa indagine compiuta in Italia farebbe emergere una stragrande maggioranza di persone che esprimono la stessa opinione, anzi lo stesso pregiudizio. Infatti la vecchiaia non è una malattia, come non lo sono le altre epoche della vita, dall' infanzia alla maturità. Esiste invece la vecchiaia associata alle maggiori malattie dell' età senile, osteoarticolari, cardiovascolari, tumori, morbo di Parkinson, di Alzheimer, ecc. Ma esiste anche la vecchiaia che mostra i segni tipici e tuttavia non patologici della senescenza e che è comunque esente dalle malattie età-associate sopraddette.
Ed esiste la vecchiaia in perfetta forma, vissuta da persone che, pur molto avanti negli anni, hanno buone o ottime prestazioni fisiche e mentali. Scopo della gerontologia è conoscere i fattori che separano la vecchiaia con le sue maggiori malattie età-correlate, dalla vecchiaia fisiologica, anche se non priva di acciacchi: quella definita dai gerontologi anglosassoni "successful aging", invecchiamento con successo, e della quale gli ultracentenari sani - anche italiani - sono l' esempio. E' , allora, attuale e bene augurante per le prossime generazioni il detto del critico letterario francese Ch.A. Sainte Beuve: "Invecchiare è una seccatura, ma è l' unico mezzo per vivere a lungo".


PROVERBI SULLA VECCHIAIA


-Chi ha degli anni ha dei malanni.
-Dalla vecchiaia non si guarisce.
-Di vecchiaia si muore.
-La vecchiaia arriva con gli anni: non viene sola, ma coi malanni.
-La vecchiezza è una seconda fanciullezza.
-Nella vecchiaia la vita stanca e la morte spaventa.
-Non vi è male peggiore della vecchiaia.
-Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tieniti il vino.
-Quando la carne diventa frusta, anche l'anima s'aggiusta.
-Tre cose entrano in casa senza chiamarle: vecchiaia, debiti e morte.
-Tutto cala in vecchiezza, fuorché avarizia, prudenza e saviezza.










  
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