martedì 17 giugno 2014

CAGLIOSTRO


Il Mago dice che:


Alessandro di Cagliostro, detto anche  Giuseppe Balsamo (2 giugno, 1743 - 26 agosto, 1795) fu un avventuriero, massone ed alchimista che viaggiòmoltissimo  per le corti europee del 18° secolo. 

 Nacque in  una povera famiglia di Palermo, si attribuì il titolo di Conte di Cagliostro  e passò  la vita viaggiando per l'Europa cambiando spesso  identità, sostenendo a volte di essere un nobil'uomo, a volte un medico, altre volte un giocoliere.
 Con l'aiuto della moglie fu in grado di imbrogliare  molte persone, traendone forti guadagni, specialmente con la vendita di un elisir che secondo Cagliostro era in grado di donare la giovinezza eterna. Egli stesso affermava di essere molto anziano , affermando  spesso di avere duecento anni.



Cagliostro sosteneva inoltre di essere membro del Sovrano militare ordine dei Cavalieri di Malta, di essere un massone egiziano e di aver camminato per la Galilea con Gesù, di aver studiato l'alchimia, ritenendo di aver scoperto la leggendaria pietra filosofale, la quale permetteva di fabbricare l'oro a partire dagli altri metalli, la Cabala e la magia. Molti nobili dell'epoca sembravano credere a queste affermazioni. 

 Sicuramente  egli divenne membro della Massoneria a Londra, ed usò i suoi contatti (ed il suo fascino personale) per entrare in vari circoli aristocratici europei, dove riuscì a vendere molti dei suoi elisir ed amuleti. 

Coinvolto in Francia nello scandalo della collana, che minò definitivamente e irreparabilmente la figura della famiglia Reale che da li a poco portò alla Rivoluzione Francese, Cagliostro fu imprigionato per frode nella Bastiglia per lungo tempo, in attesa dello svolgersi del processo al termine del quale fu prosciolto interamente dalle accuse, ma costretto all'esilio.

 Dopo la sua liberazione, si sposta a Roma. Dopo aver attirato su di sé l'attenzione dell'inquisizione, venne rinchiuso in prigione, in una cella a pozzo nel forte   di San Leo, nelle Marche, dove morì, secondo una leggenda, ucciso da un frate durante un suo tentativo di fuga. 

Personaggio controverso del 1700, Cagliostro ha fatto e fa discutere tuttora. Il giudizio sulla sua persona resterà sospeso tra chi lo considera un ciarlatano e chi lo considera un iniziato accessibile solamente da pochi.



DECRETO DI CONDANNA 
DI
GIUSPPE BALSAMO 
CONTE DI CAGLIOSTRO











domenica 15 giugno 2014

L'ACQUA LUSTRALE


Il Mago dice che:



L'intimo rapporto che tra l'acqua e tutte quelle arti magico-divinatorie è stato riconosciuto, ma meno noto è il fatto che per tutti questi rituali ne venga usato un tipo particolare, l'acqua lustrale , il nome , che deriva dal latino "lustru" , (purificazione) , ne indica l'assoluta purezza ; in campo esoterico l'acqua più pura è quella della rugiada .
Secondo le antiche pratiche , ancora oggi in vigore , per raccogliere l'acqua lustrale bisogna munirsi di una bottiglia da 1 lt. , uno spago, un imbuto di vetro e del cotone , tutti rigorosamente nuovi.
Ci si deve recare all'alba in un prato con l'erba molto alta , e legato un batufolo di cotone allo spago , si comincia a camminare nell'erba , il batufolo assorbe la rugiada che sarà raccoltanella bottiglia  con l'imbuto .
Rientrati a casa l'acqua deve essere filtrata con un foglio di carta sottile e si purifica immergendovi un tizzone ardente di carbone o di legno.












domenica 8 giugno 2014

L'ORDINE DEI ROSACROCE



Il Mago dice che:



La leggenda narra di un ordine segreto fondato nel XV  secolo da un fantomatico pellegrino tedesco di nome Christian RosenKreuz di ritorno dalla Terra Santa , dove imparò le arti occulte .
Secondo il mito la congrega contava solamente, 8 membri e scomparve dopo la morte di Rosenkreuz.
Nel XVII secolo venne fondata realmente una " Società dei Rosacroce "a cui inizialmente aderirono pochi adepti.
L'ordine riprese il pensiero del suo mitico fondatore , promuovendo la diffusione delle pratiche occulte come espressione del libero pensiero , in chiaro antagonismo con la Chiesa.
Negli anni i Rosacrociani  aumentarono  notevolmente  la loro influenza , diventando un vero e proprio punto di riferimento per tutti quelli che credevano nella ricerca della verità e si opponevano all'oscurantismo cattolico .
Sembra che all'ordine appartenessero personaggi come :  Ramon Llul , Newton , Cartesio, Giordano Bruno ,Mozart, Goethe , Erik Satie.












I FALO'



Il Mago dice che:


Ancora oggi nelle campagne di tutta italia rimane  viva la tra tradizione di accendere dei falò per celebrare l'arrivo della primavera.
Qual'è l'origine di questa usanza? 
Il periodo dedicato a questa usanza iniziava tra Febbraio e Marzo ; secondo le credenze pagane questi erano mesi sacri a marte , simbolicamente legato ai concetti di rinascita e di giovinezza e rappresentato , appunto , dall'elemento del fuoco .
I falò quindi volevano essere un dono fatto alla divinità , per fare in modo di renderla generosa e assicurarsi così un buon raccolto.
Inoltre accendere questi grandi fuochi simboleggiava anche il dominio sulla natura da parte dell'uomo e l'avvento della luce dopo le tenebre invernali . 
Secondo un'usanza molto antica ancora in vigore nel meridione si raccoglieva la cenere dei falò e ci si cospargeva il corpo e i capelli per proteggersi dagli spiriti maligni.












mercoledì 4 giugno 2014

LA NOTTE DI SAN GIOVANNI


Il mago dice che:


SAN GIOVANNI BATTISTA
(24 Giugno)





Giovanni Battista è il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli; Ciò testimonia il grande interesse che in tutte le epoche ha suscitato questo austero profeta, così in alto nella stessa considerazione di Cristo da essere da lui definito “Il più grande tra i nati da donna”.
Egli è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù perché gli rese testimonianza ancora in vita. È tale la considerazione che la Chiesa gli riserva che è l’unico santo, dopo Maria, ad essere ricordato nella liturgia, oltre che nel giorno della sua morte (29 agosto), anche nel giorno della sua nascita terrena (24 giugno); quest’ultima data è la più usata per la sua venerazione dalle innumerevoli chiese, diocesi, città e paesi di tutto il mondo che lo tengono come loro santo patrono.
Inoltre fra i nomi maschili, ma anche usato nelle derivazioni femminili (Giovanna, Gianna) è il più diffuso nel mondo, tradotto nelle varie lingue; e tanti altri santi, beati, venerabili della Chiesa, hanno portato originariamente il suo nome; come del resto il quasi contemporaneo s. Giovanni l’Evangelista e apostolo, perché il nome Giovanni, al suo tempo era già conosciuto e nell’ebraico Iehóhanan, significa: “Dio è propizio”.
Nel Vangelo di S. Luca  si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre, Elisabetta, discendeva da Aronne. Essi erano osservanti di tutte le leggi del Signore, ma non avevano avuto figli perché Elisabetta era sterile e ormai anziana.
Un giorno, mentre Zaccaria offriva l’incenso nel Tempio, gli comparve l’arcangelo Gabriele che gli disse: “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché sarà grande davanti al Signore” e proseguì nel descrivere le sue virtù, cioè pieno di Spirito Santo, operatore di conversioni in Israele, precursore del Signore con lo spirito e la forza di Elia.
Dopo quella visione, Elisabetta concepì un figlio fra la meraviglia dei parenti e conoscenti; al sesto mese della sua gravidanza, l’arcangelo Gabriele, il ‘messaggero celeste’, fu mandato da Dio a Nazareth ad annunciare a Maria la maternità del Cristo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi anche Elisabetta, tua parente, nella vecchiaia ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile; nulla è impossibile a Dio”.
Maria allora si recò dalla cugina Elisabetta per farle visita e al suo saluto declamò il bellissimo canto del “Magnificat” per le meraviglie che Dio stava operando per la salvezza dell’umanità e, mentre Elisabetta esultante la benediceva, anche il figlio che portava in grembo, sussultò di gioia.
Quando Giovanni nacque, il padre Zaccaria che all’annuncio di Gabriele era diventato muto per la sua incredulità, riacquistò la voce; la nascita avvenne ad Ain Karim a circa sette km ad Ovest di Gerusalemme, città che vanta questa tradizione risalente al secolo VI, con due santuari dedicati alla Visitazione e alla Natività. Della sua infanzia e giovinezza non si sa niente, ma quando ebbe un’età conveniente, Giovanni, conscio della sua missione, si ritirò a condurre la dura vita dell’asceta nel deserto: portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi e il suo cibo erano locuste e miele selvatico.
Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio (28-29 d.C.), iniziò la sua missione lungo il fiume Giordano; con l’annuncio dell’avvento del regno messianico ormai vicino, esortava alla conversione e predicava la penitenza. Da tutta la Giudea, da Gerusalemme e da tutta la regione intorno al Giordano, accorreva ad ascoltarlo tanta gente considerandolo un profeta; Giovanni, in segno di purificazione dai peccati e di nascita a nuova vita, immergeva nelle acque del Giordano coloro che accoglievano la sua parola, cioè dava un Battesimo di pentimento per la remissione dei peccati, da ciò il nome di Battista che gli fu dato.
Anche i soldati del re Erode Antipa andavano da lui a chiedergli cosa potevano fare se il loro mestiere era così disgraziato e malvisto dalla popolazione e lui rispondeva: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno e contentatevi delle vostre paghe” .
Molti cominciarono a pensare che egli fosse il Messia tanto atteso, ma Giovanni assicurava loro di essere solo il Precursore: “Io vi battezzo con acqua per la conversione, ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. E alla delegazione ufficiale, inviatagli dai sommi sacerdoti, disse che egli non era affatto il Messia, il quale era già in mezzo a loro aggiungendo “Io sono la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia”. Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato e Giovanni quando se lo vide davanti disse: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo!” e a Gesù: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” e Gesù: “Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò e vide scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba, mentre una voce diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Da quel momento Giovanni confidava ai suoi discepoli “Ora la mia gioia è completa. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 29-30).
La sua missione era compiuta perché Gesù prese ad iniziare la sua predicazione: aveva formato il gruppo degli apostoli e discepoli ed era seguito da una gran folla; Giovanni aveva predicato proprio per questo: preparare un popolo degno che accogliesse Gesù e il suo messaggio di Redenzione. Aveva operato senza indietreggiare davanti a niente, neanche davanti al re d’Israele Erode Antipa († 40 d.C.), che aveva preso con sé la bella Erodiade, moglie divorziata da suo fratello; ciò non era possibile secondo la legge ebraica, la “Torha”, perché il matrimonio era stato regolare e fecondo, tanto è vero che era nata una figlia, Salomè.
Per questo motivo un giudeo osservante e rigoroso come Giovanni, sentiva il dovere di protestare verso il re per la sua condotta. Infuriata, Erodiade gli portava rancore, ma non era l’unica perché il Battesimo che Giovanni amministrava perdonava i peccati, rendendo così inutili i sacrifici espiatori, che in quel tempo si facevano al Tempio e ciò non era gradito ai sacerdoti giudaici.
Erode fece arrestare e mettere in carcere Giovanni su istigazione di Erodiade, la quale avrebbe voluto che fosse ucciso, ma Erode Antipa temeva Giovanni considerandolo uomo giusto e santo, preferiva vigilare su di lui e l’ascoltava volentieri, anche se restava molto turbato. Per Erodiade, però, venne il giorno favorevole, quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno invitando tutta la corte ed i notabili della Galilea. Alla festa partecipò con una conturbante danza anche Salomè, la figlia di Erodiade e quindi nipote di Erode Antipa; la sua esibizione piacque molto al re ed ai commensali, per cui disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò”; Salomé chiese alla madre consiglio ed Erodiade, presa la palla al balzo, le disse di chiedere la testa del Battista. A tale richiesta fattagli dalla ragazza davanti a tutti, Erode ne rimase rattristato, ma per il giuramento fatto pubblicamente non volle rifiutare e ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia.
Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre. I suoi discepoli, saputo del martirio, vennero a recuperare il corpo, deponendolo in un sepolcro; l’uccisione suscitò orrore e accrebbe la fama del Battista.
Molti testi apocrifi, come anche i libri musulmani, fra i quali il Corano, parlano di lui; dai suoi discepoli si staccarono Andrea e Giovanni apostoli per seguire Gesù. Il suo culto come detto all’inizio si diffuse in tutto il mondo conosciuto di allora, sia in Oriente che in Occidente e a partire dalla Palestina si eressero innumerevoli Chiese e Battisteri a lui dedicati.
La festa della Natività di S. Giovanni Battista, fin dal tempo di S. Agostino (354-430), era celebrata al 24 giugno, per questa data si usò il criterio, essendo la nascita di Gesù fissata al 25 dicembre, quella di Giovanni doveva essere celebrata sei mesi prima, secondo quanto annunciò l’arcangelo Gabriele a Maria.

Una notte magica

La notte di San Giovanniè da sempre considerata magica e prodigiosa, la spiegazione sta nel fatto che essa segue immediatamente il solstizio d'estate(22 Giugno) quando il sole raggiunge il suo apice sull' orizzonte e imprime forza e vigore a tutte le creature.
La notte di San Giovanni è detta anche il secondo Capodanno, molto simile al primo per la concezione magica e la ritualità ad essa connesse , prima fra tutte i falò.
La differenza sta nei contenuti.
Il capodanno è pervaso dalla consapevolezza che che tutto in natura è in stato di torpore e bisogna propiziarsi le forze benefiche per rimetterla in moto, perche dal risultato di questa rinascita dipende la fortuna degli uomini.
Il Capodanno durante la notte di San Giovanni coglie la natura nel suo vigore massimo , dal quale l'uomo trae il massimo frutto e bisogna evitare che le forze avverse , che si manifestano in malattie, siccità e tempeste, rovinino il frutto di tanta fatica.

I fuochi purificatori

  • I fuochi della notte di San Giovanni scacciano i demoni e le streghe e prevengono le malattie.

  • Si danza intorno al fuoco per scacciare le streghe che volano nel cielo prima di andare  al mitico noce di Benevento dove si tiene il loro convegno annuale.

  • Si fa il girotondo intorno ai fuochi per rafforzare  con la catena delle mani l'amicizia e la solidarietà .

  • Si diventa immuni dalle avversità saltando le braci avanti e indietro.

  • Si crede che i giovani che saltano le braci del fuoco si sposeranno entro l'anno e saltare in coppia favorisce la nascita di un bimbo.

  • La cenere dei fuochi di San Giovanni , sparsa nei campi , protegge i semi dai parassiti.

  • Un tizzone spento del fuoco di San Giovanni protegge la casa dai ladri.



La rugiada

Secondo gli antichi nella notte di San Giovanni " cadde la rugiada degli Dei"
perchè si entra nel solstizio d'estate detto "porta degli Dei",  dalla quale passavano i nuovi nati anche sottoforma di rugiada.
Bagnarsi nella rugiada o bagnarsi gli occhi era un gesto di purificazione prima di andare alla messa e ricordava il battesimo.
La rugiada di San giovanni era ritenuta medicamentosa , infatti si dice che:
LA GUAZZA DI SAN GIOVANNI GUARISCE TUTTI I MALANNI.
Ci si alzava presto al mattino  per bagnarsi i piedi e le gambe, si strofinavano le parti sessuali e le mani, ci si lavava la faccia e ci si asciugava al sole.
Si sfregava la guazza sui capelli delle bimbe per avere riccioli rigogliosi e folti.
Tutto cio nn è solo superstizione, infatti è confermato il fatto che la guazza è dolce, detergente,non contiene sostanze calcaree, rinfresca la carnagione come l'acqua piovana.
L'acquq esposta in questa notte aveva virtù terapeutiche e serviva per "segnare" le storte pronunciando la seguente formula:

Acqua viva ,acqua morta
porta via questa brutta storta,
portala via nel canale
che non possa mai tornare.

Per raccogliere la guazza  si distendeva un panno sul terreno e la mattina si strizzava in una baccinella.oppure si trascinava uno straccio molto assorbente in un prato e poi si strizzava in un secchio.

Alcuni riti per la notte di San giovanni

La barca di San Giovanni

La notte tra il 23 e il 24 Giugno si mette un chiaro d'uovo in un bicchiere, si aggiungono 4 dita di acqua, poi il bicchiere deve essere esposto alla guazza (rugiada).
Il mattino del 24 Giugno si vede una base biancastra dalla quale si innalzano filamenti di diversa misurache hanno l'aspetto di una barca.
l'osservatore attento sarà in grado di cogliere segnali per sapere il futuro , in base alle forme che vede nel chiaro dell'uovo.



Il mestiere del marito

Una ragazza deve mettere l'acqua di 7 fontane in una baccinella che sta esposta la notte di San Giovanni.
Si aggiunge una chiara d'uovo e apparirà un disegno, se avrà forma di zappa sarà un contadino, se avra la forma di penna sarà un impiegato ecc.

Pane e vino

Porta fortuna e benessere consumare una pagnotta di pane preparato con il grano primaticcio raccolto il giorno di San Giovanni.

Un amuleto naturale

La raccolta di 24 spighe di grano la mattina di San Giovanni ,che si devono conservare tutto l'anno sono un ottimo amuleto contro le sventure.





La baccinella 

Si lascia una baccinella piena d'acqua sul davanzale della finestra durante la vigilia di San Giovanni per fare in modo che la notte magica la benedica, una volta benedetta dal santo l'acqua è efficace contro il malocchio ,l'invidia e le fatture , specialmente sui bimbi.

I sogni

Se si mettono sotto il cuscino 9 erbe , raccolte nella notte di San Giovanni , si vede in sogno quello che accadrà in futuro.

La Salute

Chi possedeva sulla propria terra alberi di noce, all'alba del 24 giugno si recava a legare i tronchi con una corda ricavata intrecciando spighe di orzo ed avena. Era importante compiere questa operazione per avere frutti buoni ed abbondanti. A settembre, periodo della raccolta delle noci, la corda di spighe sarebbe stata tutta rinsecchita, ma le noci buone e soprattutto abbondanti.

Le donne invece, all'alba di San Giovanni, raccoglievano 27 noci e tornate a casa le affettavano con il mallo in cui erabo ancora racchiuse. Le ponevano poi a macerare per 49 giorni in alcool. Trascorso questo tempo strizzavano i frutti e con il liquido ottenuto, al quale si aggiungeva altro alcool e zucchero, si riempivano le bottiglie che si tenevano all'aperto per qualche notte. Questo sciroppo serviva ottimamente per calmare il mal di testa, mal di stomaco ecc.

Molti mangiavano lumache per San Giovanni, sicuri che quell'alimento li avrebbe preservati dalla sfortuna. La lumaca infatti è ritenuta un simbolo lunare che indica la rigenerazione periodica a causa dei cornetti che mostra e ritira alternativamente così come la luna che appare e scompare nella sua ciclica morte e rinascita.

Noce

E' all'alba del giorno di San Giovanni , e solo in questa occasione,che si staccano dal noce le drupe per fare il nocino, ma attenzione , bisogna usare una falce con la lama di legno, mai di ferro,altrimenti si attirano su di esse tutti  i malefici delle streghe che fanno del noce il loro albero preferito. Le noci raccolte devono essere di numero 30,60 o 100.

Nocino forte
(Liquore delle streghe)




Ingredienti :

  • 24 noci raccolte il giorno di San Giovanni

  • 1 lt di alcol a 95°

  • 300 gr di acqua

  • 500 gr di zucchero

  • 7 chiodi di garofano

  • 1 pezzetto di cannella

  • 11 chicchi di caffè

  • 1 scorza di limone.
Sciogliete lo zucchero nell'acqua , tagliate le noci e mettetele in infusione per 10 giorni nnell'alcol e nello sciroppo .
Filtrate , travasate in bottiglia  e lasciate a riposo per 4 mesi.








Vino alla lavanda
  • Ingredienti :
  • 700 ml di vino bianco
  • 2 cucchiai di fiori di lavanda
  • 1 cucchiaio di miele
Preparazione:
Portare il vino ad ebollizione, aggiungere i fiori di lavanda e il miele, togliere il tutto dal fuoco lasciando il coperchio e far riposare per 10 minuti.
Filtrarlo e berlo tiepido.