giovedì 31 dicembre 2015

SAN SILVESTRO E I 365 GRADINI



Il Mago dice che:

   
 San silvestro , che fu papa dal 314 al 335 d.c. stabilì con l'imperatore Costantino un accordo in base al quale , dopo secoli di persecuzioni , il cristianesimo diventava la religione dell'impero romano , chiudendo in modo simbolico l'era pagana .

Per questo motivo gli venne dedicato l'ultimo giorno dell'anno , come si narra in una curiosa leggenda .

Il paese di poggio Catino , in provincia di Rieti, era tribolato da un drago che viveva in una caverna , alla quale si accedeva discendendo 365 gradini , San Silvestro li percorse tutti, scovò il drago e lo uccise.

Quel drago era il paganesimo e i 365 gradini erano l'anno romano che San Silvestro consacrò a nostro Signore uccidendo il mostro.

La reliquia di San silvestro sono venerate nell'abazia di Nonantola ( modena )













mercoledì 30 dicembre 2015

IL SOLE - HELIOS


Il Mago dice che:

   
E' il titano per eccellenza fratello dell'aurora e della luna. Di mattino sale da oriente dal seno dell'oceano su un carro trainato da cavalli spiranti fuoco , percorre la volta celeste e discende ad occidente nell'oceano, per riposare durante la notte in un palazzo splendido.

In Sicilia aveva 7 mandrie di buoi e 7 greggi di pecore , di 50 capi ciascuno, che raffiguravano l'antico anno solare . 

Gli erano cari i cavalli bianchi e il gallo che annuncia il mattino .












AURORA


Il Mago dice che:

   
 Aurora è la dea dalle rosse dita che annuncia il giorno . Si leva di buon mattino dal suo letto nell'oceano e , con una fiaccola in mano , su un carro trainato da cavalli rossicci e bianchi , precede il carro di suo fratello helios( sole ).













martedì 29 dicembre 2015

LUCIFERO


Il Mago dice che:

   
Lucifero è il nome di venere , come pianeta, l'astro luminoso del mattino ( Lucifero deriva da Lux Fero , che significa ; porto la luce ),  il corpo celeste più luminoso dopo il sole e la luna .

E' anche l'astro più luminoso del tramonto , primo ad essere visibile , e come tale viene chiamato Vesper ( vespero , o Notifer) annunciatore della notte.

In campagna veniva chiamato " stella del bovaro "che era il primo ad alzarsi per accudire gli animali nella stalla e si diceva:




Si è alzata la stella bovarina , se non mi sbaglio è quella della mattina ,
si è alzata la stella del bovaro, se non mi sbaglio è quella del dì chiaro 








domenica 27 dicembre 2015

LE CAMPANE CONTRO IL MALTEMPO


Il Mago dice che:

   
Allo scatenarsi di forti temporali era consuetudine suonare le campane a martello per l'avvicinarsi di temporali e inondazioni o altre calamità naturali.
Mentre si sentivano i rintocchi delle campane, il parroco si affrettava ad entrare in chiesa per leggere i Vangeli. 
In caso di incendi si potevano suonare le campane anche di notte .







giovedì 24 dicembre 2015

L'ANGELUS


Il Mago dice che:

   


L'Angelus è una preghiera cattolica in ricordo del mistero dell'Incarnazione.
Il nome proviene dalla parola iniziale del testo in latino, Angelus Domini nuntiavit Mariae. Consiste in  tre brevi testi che raccontano tale episodio, recitati come versetti e responsorio ed alternati con la preghiera dell'Ave Maria.
Tale devozione viene recitata tre volte al giorno, all'alba, a mezzogiorno ed al tramonto. In tali orari una campana, talvolta detta "campana dell'Angelus" o "campana dell'Ave Maria", viene suonata.
La campana della sera rappresenta il richiamo per l'angelo che passa sui campi e sulle case per rassicurare  gli uomini prima dell'arrivo del regno delle tenebre.
Gli uomini si inginocchiano , i viandanti cercano un riparo, chi è fuori casa si affretta a ritornare alla proria dimora per timore di ladri ed assassini.
In questo momento il mondo del passato , resta come sospeso fra due realtà contrapposte, ma a volte la superstizione prende il sopravvento e si consiglia ai bimbi di non storcere gli occhi o fare altre smorfie , per non rischiare di rimanere deformi.

LA STORIA DELL'ANGELUS

L’Angelus ricorda l’evento salvifico per cui, secondo il disegno del Padre, il Verbo, per opera dello Spirito Santo, si fece uomo nel grembo di Maria Vergine.
L'origine di questa pratica devozionale è da collocarsi, probabilmente, nei monasteri medievali. Mentre i monaci coristi cantavano le ore liturgiche, composte essenzialmente di salmi (conosciuti a memoria) e di antifone (lette dai codici esposti sui plutei), i conversi, spesso illetterati, interrompevano le loro occupazioni manuali e si univano alla preghiera. Le antifone variabili dell'ufficiatura erano sostituite da quelle fisse che commemoravano l'Incarnazione, mentre i tre salmi delle ore minori erano sostituite dall'Ave Maria. Un versetto e un'orazione concludevano la breve ufficiatura.

Al termine dell'Angelus si può recitare il Gloria per tre volte ed il Requiem aeternam una volta. Talvolta è in uso aggiungere anche la recita dell'Angelo di Dio. Nella versione presente nel Catechismo della Chiesa Cattolica  al termine si recita solo il Gloria al Padre.

L'istituzione ufficiale dell'Angelus viene attribuita a Papa Urbano II, da Papa Giovanni XXII. La recita tripla è ratificata anche dal re Luigi XI di Francia, il quale nel 1472 ordinò che fosse recitata tre volte al giorno.
A partire dal pontificato di papa Paolo VI, alcune emittenti radiofoniche e televisive, anche in Eurovisione, trasmettono la recita dell'Angelus: ogni domenica il Papa a mezzogiorno tiene un breve discorso al termine del quale recita l'Angelus che, nel Tempo Pasquale, viene sostituito dal Regina Coeli.






LA PREGHIERA 

V/. L'Angelo del Signore portò l'annunzio a Maria
R/. Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.
Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.


V/. "Eccomi, sono la serva del Signore."
R/. "Si compia in me la tua parola."
Ave, Maria...


V/. E il Verbo si fece carne.
R/. E venne ad abitare in mezzo a noi.
Ave, Maria...


V/. Prega per noi, santa Madre di Dio.
R/. Perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.


Preghiamo. Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre; tu, che nell'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.





sabato 19 dicembre 2015

L'OROLOGIO DELLE OMBRE


Il Mago dice che:

   
Quando non esistevano gli orologi , ci si regolava con il sole e  in mancanza di una meridiana si usavano le ombre : delle case, degli alberi , delle persone stesse , che in differenti momenti del giorno hanno diverse lunghezze e dimensioni.
Ad esempio , si diceva : - vieni a desinare quando la tua ombra misura 3 piedi , oppure, vieni a cena quando ne misura 12.
Però in tutte le stagioni l'ombra non è ugualmente lunga ed occorreva un grande spirito di osservazione  per far funzionare al meglio questo pratico orologio.

LA MERIDIANA 

La meridiana, detta anche più correttamente orologio solare o sciatere, è uno strumento di misurazione del tempo basato sul rilevamento della posizione del Sole. Ha origini molto antiche e nella sua accezione più generale indica in massima parte gli orologi solari presenti sui muri degli edifici. In senso stretto, con meridiana si dovrebbe intendere unicamente l'indicatore del passaggio del Sole a mezzogiorno.

Gli orologi solari e le meridiane erano già conosciuti nell'antico Egitto e presso altre civiltà, e successivamente tra quella dei Greci e dei Romani. L'origine di questa scienza è tuttavia ancor più antica rispetto alla civiltà egizia e le prime testimonianze risalgono addirittura al Neolitico.


Lo studio degli orologi solari è chiamato gnomonica o meno frequentemente sciaterica.

Nella forma tradizionale uno stilo, detto gnomone, proietta la sua ombra su una superficie orizzontale o verticale, detta quadrante, indicando l'ora vera locale.

Con la suddivisione oraria del giorno di 24 ore, una meridiana ad ora vera locale alle ore 12 indica l'istante in cui il Sole transita sul meridiano del luogo. Di conseguenza l'angolo orario di tutte le altre ore è un multiplo di 15°. L’orologio che portiamo al polso indica invece l’ora media in vigore nei vari paesi. I due orari sono differenti per due motivi:

1– Equazione del tempo. Il giorno solare, ovvero l’intervallo tra due transiti del Sole su uno stesso meridiano, dura in media 24 ore. A causa della differente velocità di rivoluzione della Terra attorno al Sole e dell’obliquità dell’eclittica, la durata del giorno non è costante, cioè il giorno vero non dura mai 24 ore come il giorno medio, ma è un po’ più lungo o un po’ più corto. Le differenze, sommandosi tra loro, generano un divario tra il tempo vero e il tempo medio che arriva a ±15/16 minuti, determinando la cosiddetta Equazione del tempo (Edt), così definita:

Edt = Tempo solare medio - Tempo solare vero (o viceversa).

2- Longitudine della località. L’ora media di ogni paese ha uno o più meridiani di riferimento. In Italia il meridiano di riferimento è quello di longitudine 15° Est rispetto a Greenwich. La differenza tra il transito del Sole sul meridiano centrale e quello del meridiano locale di longitudine L, ha un valore costante di:(15°-L)*4 minuti. Per confrontare un quadrante a ora vera locale con l’orologio, questa differenza va integrata con l’equazione del tempo.


Ad  esempio, in un luogo avente longitudine 12° Est, nel 2015 la differenza massima tra l'orologio da polso e un quadrante a ora vera locale si verifica l'11 febbraio quando l'equazione del tempo, pari a 14m 11.5s, si somma alla differenza dovuta alla longitudine pari a: (15°-12°)*4min=12min, comportando uno scarto di 26m 11.5s.


In alcuni casi le linee orarie della meridiana, anziché indicare l’ora vera locale, indicano l’ora vera del fuso di riferimento. In questi quadranti, quando l’ombra segna le 12, il Sole transita sul meridiano Centrale. Pertanto per confrontare l’ora indicata da queste meridiane con quella di un orologio da polso è sufficiente apportare solo la correzione dell’equazione del tempo.

Una meridiana verticale a ora vera locale si riconosce rispetto a una a ora vera del fuso osservando la linea del mezzogiorno, perfettamente verticale nel primo caso, leggermente ruotata nel secondo.

Su molti quadranti le differenze tra l’ora del quadrante e quella media dell’orologio, sono riprodotte in una tabella oppure sono sintetizzati in un grafico. In alcuni casi nel quadrante è tracciato l’analemma (o lemniscata), ossia la curva a forma di ‘otto’ che indica l’ora media del fuso e permette di leggere direttamente l’ora dell’orologio senza ricorrere alla correzione dell’equazione del tempo e della differenza di longitudine.

Lo gnomone di un quadrante può essere di diversi tipi, per esempio: ortostilo, stilo polare, a camera oscura, bifilare, a riflessione. Nei quadranti verticali gli gnomoni più usati sono l'ortostilo e lo stilo polare. L'ortostilo è piantato ortogonale alla parete e indica l'ora con la punta dello gnomone. Lo stilo polare è invece posizionato in modo da risultare parallelo all'asse di rotazione terrestre, quindi punta il polo celeste e la sua ombra coincide con la linea oraria in tutta la sua lunghezza.








mercoledì 16 dicembre 2015

LA STORIA DI NATALE PIU' FAMOSA


Il Mago dice che:

   
E' il Canto di Natale , famoso anche come Cantico di Natale , Ballata di Natale o Racconto di Natale , un romanzo breve di genere fantastico , scritto nel 1843 dallo scrittore britannico Charles Dickens.
L'opera narra di Ebenezer Scrooge , un tirchio e ricco finanziere di Londra che non spende mai nulla , nemmeno per se stesso e che odia le festività natalizie .
La sera della vigilia viene visitato da 3 spiriti ( Il Natale del passato, quello del presente e il Natale del futuro), preceduti dallo spirito dell' amico defunto e anche collega Jacob Marley che lo avvisa : se continuerà a vivere nell'egoismo e nella smania di accumulare ricchezze , farà la sua stessa fine e morirà in solitudine .
Gli incontri di quella notte , fanno scattare in Scrooge la voglia di cambiare vita : così comincia a regalare ai poveri i propri averi .
Il 24 Dicembre 1843 , il Canto di Natale , pubblicato in un'edizione costosa aveva già venduto 6.000 copie ; un risultato favooso per quei tempi...












martedì 15 dicembre 2015

IL LUNARIO


Il Mago dice che:

   

Il calendario è il sistema di divisione del tempo sul moto apparente del sole , il lunario si basa sul moto reale della luna che si ripete in 29 giorni circa  e risulta più visibile ed accessibile perche avviene sempre nello stesso modo.
Una volta i contadini tenevano conto dei giorni e dei mesi sulle dita della mano in questo modo :
  • I GIORNI- le dita della mano hanno 14 articolazioni , con le 2 mani si ottengono 28 giorni e con una pausa si ottengono 29 giorni che corrisponde al ciclo lunare.
  • I MESI- le dita della mano hanno 14 articolazioni , escludendo il pollice restano 12, su di esse si contavano i mesi.



venerdì 11 dicembre 2015

CALENDARIO DELL'AUMENTO DELLA LUNGHEZZA DEL GIORNO


Il Mago dice che:



  • Per Natale un batter d'ali ( pochi minuti)
  • Per la Pasquetta un salto di cagnetta ( mezz'ora )
  • Per Sant'Antonio un ora tonda
  • Per San Geminiano 2 ore fanno ( 31 Gennaio)
  • In Marzo e in Settembre notte e dì contendono ( 21 Marzo- 22 Settembre - Equinozi - il giorno e la notte sono uguali )
  • Per San Amadore il sole 13 ore
  • Per san Vittore il sole 15 ore
  • Il giorno e la notte di San Gervasio sono come il giorno e la notte di San Tommaso . ( 19 Giugno - 21 Dicembre - solstizi ) 

























mercoledì 9 dicembre 2015

IL SENSITIVO


Il Mago dice che:




Il sensitivo, sia uomo che donna, è una persona che, per sua natura , riceve informazioni per vie che trascendono quelle dei mezzi di informazione comuni.
Queste persone , in genere, non hanno bisogno di ricorrere alla divinazione, poichè sono dotati di una consapevolezza pecettiva alternativa.
I divinatori  non devono essere dei sensitivi per produrre responsi affidabili.
La capacità sensitiva è una funzione dell'inconscio.


























lunedì 7 dicembre 2015

LA TOMBOLA


Il Mago dice che:




Il gioco della tombola, con cui noi italiani ci divertiamo in famiglia a Natale è figlio della tombola napoletana e del gioco del lotto. Le sue origini risalgono a trecento anni fa,per la precisione  al 1734, in seguito a un litigio tra il re di Napoli, Carlo III di Borbone e il frate domenicano Gregorio Maria Rocco.
A quei tempi nel Regno delle due Sicilie, e soprattutto a Napoli, il gioco d'azzardo del lotto era particolarmente diffuso. E il re voleva renderlo legale per poter così incassare i tanti soldi spesi dal popolo con le scommesse al lotto . 

Il frate, invece, si opponeva dicendo che la legalizzazione del gioco avrebbe allontanato ancora di più i fedeli dalla preghiera.
Alla fine della disputa il re ebbe la meglio, tuttavia concordò con il frate che il gioco sarebbe stato sospeso durante le festività natalizie.
Ma i napoletani (e gli altri abitanti delle città del regno) non erano disposti a rinunciare a quel divertimento e continuarono a giocare al lotto... in famiglia!




I novanta numeri del lotto furono così messi dentro "panarielli" (appositi cestini di vimini) e vennero inventate le cartelle con i numeri disegnati per tenere conto delle estrazioni successive.
In più, a ognuno dei novanta numeri della tombola fu attribuito un simbolo, spesso diverso da città a città, e a Napoli addirittura da quartiere a quartiere. E' così che nacque la famosa "Smorfia" napoletana. E il gioco pubblico del lotto divenne la tombola.

La parola tombola secondo alcuni  esperti verrebbe da tombolare (roteare o far capitombolare i numeri nel paniere),secondo altri verrebbe dalla parola tumulo vista la forma a piramide dei panieri dell'epoca.















venerdì 4 dicembre 2015

IL CALENDARIO DEL CERCATORE DI FUNGHI


Il Mago dice che:



  • Nel mese di Maggio , prugnoli in assaggio
  • Se piove e torna il sole , nasce il prataiolo
  • Se piove o tira vento , non si raccoglie un accidente 
  • Quando si vede l'ammanita muscaria ,il porcino è poco lontano
Se alla mattina vuoi andare a funghi , guarda la sera , se la luna è sporca , và pur tranquillo , ne riempirai una sporta.
Ma se la luna è bella e chiara , prova pure ad andare , ma troverai solo porcherie .