sabato 30 giugno 2018

LA "PREDA RINGADORA" E IL DESTINO DI MODENA


Il Mago dice che


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La Preda Ringadora è un blocco di marmo rosso di Verona dal peso di 90 quintali posto in Piazza Grande e si può intuire che il nome Ringadora derivi dall'Arringa, ossia il luogo dove uno saliva sopra e poi faceva il proprio discorso, che oggi sarebbe poi il balcone del Palazzo Comunale.
Nonostante questo , fino al 1420 non si hanno notizie a riguardo e in quel caso si parla della pietra non per le arringe ma per una punizione a cui venivano sottoposti i debitori insolventi, vestiti da penitenti giravano per la piazza tre volte e ogni volta che passavano davanti alla pietra con il sedere scoperto poggiarsi sopra e soffrire, in quanto la pietra era stata coperta da una sostanza orticante. Tuttavia il vero mistero è legato a ciò che c'è sotto, infatti si parla di una scritta nella quale sarebbe stato descritto il destino della città.
















  

mercoledì 27 giugno 2018

IL PRIGIONIERO DEL CASTELLO DI SPILAMBERTO (mo)


Il Mago dice che


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Inquisizione, i 4 luoghi modenesi dalle inconfessabili eresie
Durante il  1500 con la crescente influenza dell'Inquisizione, il concetto di giustizia diventò soggettivo. Ne è un esempiola  carcerazione di Messer Filippo chiamato il Diavolino, che venne rinchiuso nella prigione del Castello di Spilamberto. Un ambiente di circa  150 metri quadri dove il prigioniero soffriva freddo, reclusione e fame. Quei tre mesi di reclusione bastarono al condannato per impazzire e sfogarsi con  scritte sui muri fatte di sangue e sostanze proteiche, probabilmente prese  dal cibo servito. Nelle inquietanti scritte, ritrovate solo nel 1947, Filippo racconta di essere stato ingannato da una donna che lo ha portato al carcere. Stando a queste testimonianze risultava  innocente e gli accordi presunti con il Diavolo  erano solo una scusa.












  

domenica 24 giugno 2018

DOVE RACCOGLIERE CASTAGNE SULL'APPENNINO MODENESE


Il Mago dice che


Itinerari Modenesi | Dove andare a raccogliere le castagne sui nostri Appennini?


L'appennino in Autunno è sinonimo di castagne, che nel nostro territorio sono alla base di una lontana tradizione  culinaria. La cucina modenese è ricca di piatti a base di castagne  così la storia dell'Appennino Tosco-Emiliano racconta di gruppi di persone che si intrufolavano nei castagneti per raccogliere il frutto e rivenderlo in città.
 Si ma  dove  andare a mangiare e raccogliere le castagne?
  • FESTE DELLA CASTAGNA: Sono sparse ovunque, dai comuni di migliaia di abitanti ai borghi di quattro case. Le feste della castagna danno modo  al visitatore della pianura di assaggiare questo frutto nel suo ambiente ideale. Gli eventi vanno dal Borgo di San Giacomo di Zocca (31 Ottobre e 1 Novembre) a Pievepelago (1 Novembre), da Zocca a Montecreto. 
  • CASTEL DEL RIO: E' considerato dai manuali degli esperti del settore il luogo dove si trovano le castagne più buone. Si trova in Provincia di Bologna ed è la zona di Castel del Rio, Fontanelice, Casal Fiumanese e Borgo Tassignano. Quella di Castel del Rio è una castagna marrone grossa, dal sapore molto  prelibato. 


  • IL MARRONE DI PAVULLO: Il marrone ha pezzatura grossa e saporita, e si trova facilmente nei territori  attorno a Pavullo, assomigliando molto a quello di Castel del Rio, molto buono per essere arrostito, ma anche per cucinare marron glacé.

  • IL MARRONE DI ZOCCA: Zocca è l'area preferita per la raccolta della castagne e del suo prelibato marrone di Zocca, che ormai  è diventato un simbolo per la città, infatti la sua colorazione rossastra con striature scure e forma ellittica lo distinguono per aspetto dagli alti generi, e basta metterla in bocca perché si sciolga. Questa variante è molto buona non solo arrostita, ma anche lessata, cioè le note balot o ballotte.









  

venerdì 22 giugno 2018

IL GENIO DEI BOSCHI A PASSO DEL LUPO


Il Mago dice che

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Questa  leggenda è ambientata oltre il Passo del Lupo, dove , abitava un tempo una bella pastorella . Ogni giorno all'alba la ragazza faceva uscire il suo gregge dal recinto e si dirigeva verso i pascoli. Insieme a lei c'era sempre il suo grosso cane che l'aiutava a mantenere le pecore in branco.
 Un giorno, mentre era distesa all'ombra di un grosso faggio, mentre doveva fare da guardia alle pecore si addormentò.  Percorreva quella strada il genio dei boschi, che vista la ragazza rimase a lungo a comtemplare la sua bellezza, fino a che non resistette e l'accarezzò. La fanciulla si svegliò turbata  e avvertì una pesenza strana vicino a lei, ma non vide nessuno poiché il genio dei boschi poteva rendersi invisibile.
 Accertatasi che le pecore non si fossero allontanate molto si tranquilizzò e tornò al  suo lavoro. Il genio da quel giorno si presentò quotidianamente vicino all'albero per ammirare la bellezza della fanciulla ma senza mai mostrarsi.  Un giorno però prese coraggio e decise di mostrarsi. La fanciulla rimase abbagliata dalla forza e dalla potenza del signore dei boschi, era sì imapurita, ma anche affascinata. Il genio comprese immediatamente il suo stato d'animo e per questo decise di dichiarare il suo amore, e lei cedette alle sue lusinghe. Presto però il suo fervore amoroso si scontrò con una dura realtà: "Agli esseri soprannaturali non è concesso di amare le persone comuni". La fanciulla fu colta da un'immensa infelicità, ma ormai non poteva più tornare indietro, lei si sentiva destinata a lui, seppur il destino non lo concedesse.  Un giorno di primo autunno, la fanciulla decise di compiere un atto estremo e lo abbracciò sotto il noto faggio. Un fulmine a ciel sereno colpì l'albero e il corpo della ragazza si fuse col tronco della pianta e le sue sembianze di fanciulla rimasero nella forma del tronco. Il genio distrutto dal dolore tornò nel regno dei suoi simili. E' solo una leggenda? Fino a pcohi anni fa si poteva vedere questa pianta che conservava evidenti forme di ragazza, da qui nacque il nomignolo "Bella Donna". 













  

lunedì 18 giugno 2018

FACCIAMO AMICIZIA


Il Mago dice che


Salve, mi semra giusto parlare un po di me
mi chiamo Maurizio , ho 51 anni ,sono nato in un paese della
provincia di modena.
Come avrete visto dal mio profilo sono di Carpi
una bella cittadina (di circa 65.000 abitanti )
situata a circa 20 km da Modena.
Sono sposato, sono un operaio metalmeccanico
e fin da bambino ho la passione delle tradizioni
popolari, ufo, magia, fantasmi, leggende, e tutto quello che riguarda il
mistero.
Sono cresciuto in campagna a contatto con la natura,
e ho sempre percepito la sua magia .
Percepire la magia dei luoghi e delle persone è bellissimo, ma avolte tutto questo ha un prezzo.. il prezzo è che la gente nn capisce certe cose ,perchè è troppo legata alla materialità e ti fa sentire diverso, invece chi percepisce la magia è una persona piu sensibile..un altro prezzo da pagare è che spesso chi è sensibile è costretto alla solitudine per potersi proteggere da energie negative e potersi rigenerare.
Il percepire le energie , a volte, se sono negative costringe al sensitivo ad allontanarsi da un certo luogo o da alcuni tipi di persone.. rimanendo a volte da solo ..
Sono del segno dello Scorpione( il piu magico di tutti i segni).
Non credo nell'astrologia..credo che ognuno si crei il futuro
in base alle proprie azioni...ritengo comunque che le descrizioni,
e le caratteristiche dei segni zodiacali siano abbastanza veritiere.
Non credo nemmeno che tutti quei maghi che si vedono in giro
lo siano veramente... i veri maghi sono pochi
( molti sono ciarlatani bisogna starci attenti)
e di solito non chiedono nulla in cambio..
al massimo gli si fa un offerta libera..
Sono costantemente alla ricerca di risposte , sento dentro di me il richiamo dal modo magico, giorno e notte , riesco a vivere nel presente quindi non ho bisogno di seguire assiduamente regole spirituali o cose simili .
Ascolto la musica di ogni tipo.. l'importante che mi dia emozioni
e che risvegli in me l'energia..amo un po' di piu la musica reggae, funky, afro,
non ho un artista o un gruppo musicale che preferisco in particolare.
Amo fare bricolage , ma so fare un po di tutto , mi piace leggere di tutto (o almeno quello che attira la mia attenzione ), amo anche fare dei piccoli viaggi in scooter...



La magia è un modo di vivere 
un modo di pensare
è un modo di vedere le cose
è l'arte di cambiare in meglio o 
a nostro favore  le cose 
che ci circondano o ci
riguardano ...
il tutto con umiltà 
e semplicità











  

LE IMPRONTE DI SAN VENANZIO


Il Mago dice che


A Raiano (l'aquila) lungo la strada che porta alla grotta e al santuario di San Venanzio , si trovano delle impronte nella roccia che sembrano corrispondere a parti del corpo del santo.
Sembra che San Venanzio martire quindicenne del 250 d.c. era in grado di rendere le pietre malleabili.
Questi segni sono sacri ancora al giorno d'oggi , e il rito devozionale prevede che i fedeli ,per ottenere le grazie o la guarigione dei loro malanni  dal Santo,appoggino la parte dolorante sulla roccia,testa , gomito o piede oppure si devono sdraiare completamente nelle apposite cavità.
La cura sarebbe prodigiosa , pare che elimini : artrosi ,mal di reni,emicranie e altro ancora.
Un tempo tale culto litoterapico (cura con le pietre)era legato ad altre pratiche di incubazione , tra le quali, alla vigilia della festa del Santo (18 Maggio) , il riposo dei pellegrini sul pavimento della chiesa , per assorbirne il fluido benefico , capace di risanare ogni sorta di malattie , tra cui anche la sterilità.

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sabato 16 giugno 2018

IL CARRO PIETRIFICATO


Il Mago dice che

Su una collina ,vicino a Savignano sul Panaro c'è una roccia che ha una strana forma , nella quale si è creduto di vedere un carro agricolo che viene trainato da buoi.
Una antica leggenda racconta che un contadino ,mentre stava lavorando , vide il diavolo che seppelliva un tesoro in una buca.
Avido come era volle appropriarsi del tesoro , ma non sapendo come fare ,visto la grande quantità di oro seppellita, tornò a casa , attaccò 2 buoi ad un carro e tornò sul posto.
Scava e scava il tesoro c'era davvero e il carro fu riempito talmente con tanto oro  che quasi non bastava per trasportarlo.
Quando il Diavolo se ne accorse , provocò un terremoto che inghiottì il contadino .. e tramutò il carro in pietra con il suo calore infernale.




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giovedì 14 giugno 2018

LA GNOMA DI GRAZZANO VISCONTI


Il Mago dice che

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Vicino a Piacenza si trova il paese Grazzano Visconti , borgo costruiti ai primi del 900 in stile medioevale dal conte Giuseppe Visconti di Modrone intorno al suo castello trecentesco.
Il progetto fu affidato all'architetto Alfredo Campanini uno dei grandi dello stile "Liberty" .
Il borgo è ancora abitato e comprende edifici civili , religiosi e case di contadini .
Ma è meta anche di innamorati che vengono a esprimere i loro desideri presso la statua della gnoma , una buffa raffigurazione di cui non è nota l'origine.
si tratterebbe di Aloisia , una contessa andata in sposa a un capitano della Milizia e morta in gelosia per i tanti tradimenti del marito .
Si dice che il suo fantasma si aggiri nella notte  tra le vie del paese a seminare amore.
Testimonianza di questo culto sono  i bigliettini, le collanine e i fiori offerti alla Gnoma dalle coppie di innamorati , i cui desideri sono stati esauditi. 


















  

mercoledì 13 giugno 2018

IL PONTE DEL DIAVOLO ( Fanano di Modena)


Il Mago dice che

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Molte sono le leggende nate intorno al Ponte. Guai a infilare la testa nel foro che si trova in una delle protuberanze che si innalzano come ali sul fianco del ponte! Improvvisamente si vede il diavolo o addirittura può essere tagliata la testa. Secondo un'altra di queste leggende, un tempo viveva da queste parti un agricoltore dal gergo piuttosto colorito. Per raggiungere i propri terreni doveva attraversare un avvallamento che spesso le piogge facevano diventare un torrente, e ciò lo costringeva a fare un lungo giro o rischiare il guado nella corrente impetuosa; un giorno, stanco di ciò, chiese al Diavolo di aiutarlo dicendosi disposto, in cambio, a donargli la sua anima. Naturalmente il Diavolo accettò e di buon grado andò a prendere un bel ponte; mentre lo portava a destinazione, una notte, passando nel bosco, fu attratto da un sabba di streghe che ballavano discinte e con canti melodiosi; tanto era coinvolto dalla leggiadria delle malefiche fanciulle, che non si accorse del sopraggiungere dell'alba: la luce era per lui mortale, quindi dovette fuggire lasciando il ponte proprio ove oggi tutti lo possiamo ammirare.

















  

martedì 12 giugno 2018

LE MAPPE PREISTORICHE SUL MONTE MUSINE' (Torino)


Il Mago dice che
Vicino a Torino sull'arido monte Musinè, negli anni 70 fu scoperta, dal fotografo Mario Salomone (appassionato di archeologia), una grossa pietra che presentava cavità regolari disposte,apparentemente,  secondo un ordine preciso .
Il fotografo scopri, osservando un atlante astronomico , che l'insieme delle cavità ,chiamate dagli studiosi "coppelle",riproducevano le principali costellazioni dell'emisfero boreale: la Croce del Nord o cigno, le 2 orse , Maggiore e Minore, Orione e le Pleiadi.
Queste mappe celesti confermano che i nostri antenati erano attenti osservatori del cielo e forse adoravano le stelle.
All'interno delle coppelle sono state rinvenute sostanze combustibili , grassi animali e resine, forse accese durante rituali dedicati agli astri.
Mappe simili sono state rinvenute anche in Francia a testimoniare una sorta di culto celeste  comune a molte popolazioni Europee di quei tempi.

Curiosità Modenesi | Il villaggio della bassa scomparso in una notte
Misteri Modenesi | I 4 luoghi più spaventosi di Modena, un viaggio tra fantasmi e leggende
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lunedì 11 giugno 2018

IL FANTASMA DI MONCALIERI (Torino)


Il Mago dice che

Curiosità Modenesi | Il villaggio della bassa scomparso in una notte
Misteri Modenesi | I 4 luoghi più spaventosi di Modena, un viaggio tra fantasmi e leggende
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Nella frazione " La Rotta"nel comune piemontese di Moncalieri, centro vinicolo sulle colline del po , nelle vicinanze di Torino , cè un castello ,che in fatto di fantasmi non ha nulla da invidiare ai castelli scozzesi.
Il castello è stato teatro di varie scene cruente e nelle mura e nelle stanze segrete hanno ritrovato scheletri e corpi mummificati.
Molte persone affermano di aver visto apparire i fantasmi dei personaggi che lo hanno abitato.
Tra questi , il Monaco Cavaliere , appartenente all'ordine dei templari , che molti contadini della zona dicono di aver visto girare ancora a cavallo del suo destriero, attorno alle mura del casello.

















  

domenica 10 giugno 2018

IL FANTASMA DI AZZURRINA


Il Mago dice che

Curiosità Modenesi | Il villaggio della bassa scomparso in una notte

In un castello situato a Montebello, in provincia di  Rimini, nella seconda metà del XIV secolo, sparì misteriosamente una bambina, che ancora oggi fa parlare di se: si tratta di Guendalina Malatesta vissuta nel Medioevo, ma conosciuta da tutti come il fantasma Azzurrina.
Guendalina era albina e aveva i capelli bianchi. L'albinismo, nel medioevo, era fonte di sospetto e paura. Le sue caratteristiche somatiche, non erano viste con simpatia e, per questo, fu accusata di stregoneria e destinata ad una morte atroce. Per farla sopravvivere e darle una speranza, i genitori non le permettevano l’uscita dal castello. Preoccupati per il futuro della figlia e per proteggerla da tali infamie, decisero di tingerle i capelli con una sostanza a base di erbe, che scuriva i capelli, ma che al contatto della luce emanava dei riflessi azzurri. Così che, tutti iniziarono a chiamare la bambina con il nome di "Azzurrina".
Ma la storia che viene tramandata da secoli riguarda la sua strana morte, avvenuta all'interno del castello. Si racconta che il 21 giugno 1375 durante un temporale, Azzurrina stesse giocando con una palla fatta di pezza e spaghi. La palla rotolò giù per una scala, che conduceva alla ghiacciaia e la bambina corse a recuperarla. Due soldati udirono un grido e si precipitarono a cercarla. Ma ogni tentativo di ritrovarla fu inutile. Il castello e l’intero borgo furono setacciati per giorni e giorni... Azzurrina era scomparsa, come dileguata nel nulla.
Dal 21 giugno, ogni cinque anni, nella notte del solstizio d'estate, nel Castello di Montebello appare il fantasma di Azzurrina, la si ascolta ridere o piangere e si sente la sua voce. Da tempo molti studiosi ed esperti stanno tentando di capire l’origine di questi suoni. Dal 1990 sono state effettuate anche delle registrazioni dell'evento, che vengono fatte ascoltare ai turisti che visitano il castello. In questi nastri, realizzati dalla RAI e dall'Università di Bolognasi sente una voce di bambina piangere sottovoce in mezzo ai rumori di un temporale. L’università di Bologna iniziò subito degli studi approfonditi e si riuscì, sempre durante il solstizio nel 1995, a registrare anche il rumore della palla che rimbalzava, il ritocco delle campane e la voce più limpida di Azzurrina, tanto da riuscire a capire chiaramente che pronunciava la parola “mamma”. Nello stesso giorno dell’anno 2000 la stessa università, registrò ancora i lamenti della bambina. Oggi il castello di Montebello, è visitato da centinaia di persone non solo per il suo valore storico-artistico,ma soprattutto pe il fantasma di azzurrina.




















  

sabato 9 giugno 2018

LA DAMA BIANCA DEL CASTELLO DI CARPI (Modena)


Il Mago dice che

Curiosità Modenesi | Il villaggio della bassa scomparso in una notte
Misteri Modenesi | I 4 luoghi più spaventosi di Modena, un viaggio tra fantasmi e leggende
Misteri Modenesi | I 4 luoghi più spaventosi di Modena, un viaggio tra fantasmi e leggende
Un'antica leggenda racconta che nella torre medioevale detta del Passerino nel castello di Carpi ci abbia vissuto, nei secoli passati, la moglie di uno dei signori Pio che governava la città, la quale era una donna bellissima.
Un giorno il marito,in uno scatto d'ira scatenato dalla sua ossessiva gelosia, uccise la giovane donna trascinandola per i capelli e facendola precipitare giù dalla finestra più alta della torre.

Si narra quindi che il fantasma della Dama Bianca, in cerca di vendetta, vaghi ancora oggi, dopo tanti secoli, nei luoghi della sua esistenza terrena, apparendo di notte ai discendenti della famiglia Pio per presagire disgrazie e sciagure.
























  

venerdì 8 giugno 2018

LA PORTA MAGICA


Il Mago dice che

Curiosità Modenesi | Il villaggio della bassa scomparso in una notte
Misteri Modenesi | I 4 luoghi più spaventosi di Modena, un viaggio tra fantasmi e leggende
Misteri Modenesi | I 4 luoghi più spaventosi di Modena, un viaggio tra fantasmi e leggende
Si trova nel cuore di Roma nascosta dai banchi del mercato di piazza Vittorio Emanuele , il monumento alchemico più  importante del mondo .
E' stata restaurata nel 1989 , ornava l'ingresso del laboratorio alchemico del marchese Massimiliano di Palombara appassionato cultore della materia , vissuto nella seconda metà del 17° secolo .
La sua fama è legata ad un fatto misterioso : la visita di un pellegrino che gli chiese di poter eseguire degli esperimenti nel suo laboratorio . Il marchese acconsentì , ma il giorno seguente trovò con sorpresa la stanza vuota e rovesciato sul pavimento, un crogiuolo pieno d'oro , e su una carta enigmatiche istruzioni per ottenere il preziozo metallo.
Non ci è dato sapere se il marchese riuscì a decifrare la formula , ma la fece riprodurre  su varie epigrafi del suo palazzo ( andato distrutto) e sulla porta del suo laboratorio , la prota è ancora lì ma nessuno è riuscito a decifrare l'arcana formula .














  

giovedì 7 giugno 2018

GLI GNOMI


Il Mago dice che

Curiosità Modenesi | Il villaggio della bassa scomparso in una notte
Misteri Modenesi | I 4 luoghi più spaventosi di Modena, un viaggio tra fantasmi e leggende
Misteri Modenesi | I 4 luoghi più spaventosi di Modena, un viaggio tra fantasmi e leggende

Il termine gnomo venne introdotto nella magia rinascimentale e nell' alchiomia per indicare uno spirito ctonio, mentre in seguito il termine è stato adottato nel folklore europeo ed utilizzato nella letteratura fantasy per designare spiritelli legati alla terra.
 Paracelso fu fra i primi a menzionare gli gnomi, facendone derivare il nome dalla radice greca  gnosi nani della mitologia nordica queste due figure sono in effetti spesso sovrapposte e difficilmente distinguibili anche nel folklore e nella letteratura  fantasy Talune fonti confondono anche gli gnomi con altre creature fantastiche (soprattutto dei boschi), per esempio elfi e goblin. ("conoscenza"). Paracelso considerava gli gnomi spiriti della terra e del sottosuolo, e sosteneva che potessero spostarsi all'interno del terreno con la stessa facilità con cui gli uomini camminano sopra di esso. Inoltre, sempre secondo Paracelso, i raggi del sole hanno il potere di trasformare gli gnomi in pietra. Tutti questi elementi sono anche tipici dei
Nel folklore europeo , gli gnomi (detti anche folletti o piccolo popolo) sono creature  fatate simili a uomini minuscoli. Sono tradizionalmente rappresentati come baffuti e barbuti, e a volte dotati di caratteristici cappelli a cono, spesso di colore rosso. Abitano nei  boschi , e sono (come fate,  nani ed  elfi ) strettamente legati alla natura in cui abitano.
Gli gnomi appaiono frequentemente nelle  fiabe  della tradizione folcloristica germanica (e, per esempio, nei racconti dei fratelli grimm ); sono generalmente rappresentati come vecchietti minuscoli e burberi, che vivono sottoterra e custodiscono tesori.

 Gnomi Italiani


Ad  Asiago  e in tutto l'  Altopiano dei 7 comuni da secoli vivono i sanguinelli o salvanelli, creature accomunabili agli gnomi e ai folletti che vivono tra le rocce e nelle tane ricavate alla base degli alberi. Esseri positivi e amichevoli, i sanguinelli di Asiago e dei Sette Comuni si limitano a fare degli scherzi agli esseri umani. "Pèrdarse nela pèca del sanguinèlo" significa "smarrire la strada dopo aver calpestato l'impronta del sanguinello". Gli gnomi dell'Altopiano rappresentano il collegamento tra i sanguinelli e le altre creature fantastiche dei boschi con il genere umano, anche con un'azione tesa alla riscoperta della fantasia e al rispetto dell'ambiente naturale.
Sembra che in una valle, posta trasversalmente sulla sponda occidentale del Lario, si conservino nella tradizione popolare alcune leggende su folletti locali che sono chiamati Bragola e Pelus di Kongau.
La valle è quella della Val cavargna  e l’area considerata è quella del circondario di San Bartolomeo. Questi folletti sono esseri di piccola statura dalle lunghe braccia, pelosi, simili a scimmie, velocissimi ad intrufolarsi ovunque, coperti da pochi abiti a brandelli e con occhi piccoli e scintillanti. Per ricordare questa tradizione è sorto un villaggio degli gnomi presso l'Istituto Comprensivo di Como-Prestino posto nei pressi del Parco Metropolitano Spina Verde. Ogni anno vengono effettuate diverse attività all'interno di questo percorso di GnomoTino che è gemellato con quello di   Gnomo Mentino a Bagno Di Romagna  nell'Appennino Tosco-Romagnolo. Esiste un sito di riferimento sugli Gnomi del Lario realizzato senza scopi di lucro ma solo per attività didattiche .
A  Paola , un comune della Calabria in provincia di Cosenza che si affaccia sul Mar Tirreno, vive il Baganiedd anche conosciuto come Baganiello, un omino tarchiato dalle fattezze primitive. Porta un cappello ed ha le due mani fatte una di paglia ed una di ferro. Custodisce un grande tesoro e si dice che chi riesca a catturarlo riceverà in dono tutto il suo oro.